Venerdì 22 Marzo 2019
   
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Il fenomeno dell'immigrazione a Polignano

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A Polignano l’accoglienza non è di casa

Teresa Favale riapre il dibattito sull’immigrazione, scomparso dall’agenda del paese

 

 

L’intervento di Teresa Favale, presidente Circolo Acli di Polignano, nel corso della Giornata della Solidarietà, è la testimonianza di oltre vent’anni di presenza sul territorio. “Una realtà che si pone come centro di supporto e accoglienza per gli immigrati e non solo, gestita e retta – spiega la Favale – esclusivamente da volontari”.

“C’è chi identifica le ACLI con i servizi di patronato o CAF – osserva la presidente – la realtà polignanese rappresenta, ed è fiera di esserlo, l’associazionismo puro, la volontà disinteressata e senza secondi fini, di un gruppo di volontari che spinti dai propri ideali di matrice cristiana, si pongono al servizio del territorio”.

Teresa Favale invita le istituzioni polignanesi e la società civile ad analizzare con più attenzione il fenomeno dell’integrazione e dell’immigrazione nel nostro contesto socio-culturale, tema ormai scomparso dall’agenda politica e dall’interesse dell’opinione pubblica.

“La nostra carta costituzionale – spiega Teresa Favale – sancisce la tutela delle diversità, il dovere dell’accoglienza ma la burocrazia imperante, farraginosa rende impossibile intervenire e supportare situazioni molto spesso di una gravità estrema”.acli-polignano

La Favale ricorda gli anni trascorsi con le Acli al servizio degli immigrati: “l’associazione si è posta come punto fermo per i migranti, che disorientati e molto spesso spaventati di un contesto nuovo, a volte ostile, necessitavano della prima accoglienza, avendo bisogno di cibo, abiti, di una sistemazione e fondamentalmente di lavoro. Questo per quanto riguarda il quotidiano, ma esiste anche il capitolo emergenza, le necessità del supporto sanitario. Le cure mediche rappresentano un punto cardine e il diritto alle cure mediche e alla salute dovrebbe essere svincolato da ogni problematica relativa alla burocrazia, poiché il diritto alla vita di ognuno è un diritto inalienabile”.

“Assistere alla paura di genitori che vedono un figlio che necessita di cure urgenti e temono di presentarsi ad un presidio medico, il viso di una bimba che di colpo necessita, per vivere, di una dialisi sono – confida la Favale – immagini indelebili che ogni volta che mi trovo, mi impongono di sottolineare una semplice verità che molto spesso sfugge: siamo tutti esseri umani. Il primo approccio per capire come si può sentire un migrante, deve essere quello di provare per un solo istante a porci nelle sue condizioni con le sue ansie, le paure e le sue speranze”.  

Teresa Favale, durante l’incontro con l’assessore, ha citato un episodio in particolare, “quello dolorosissimo di un ragazzo albanese, nel ’91 clandestino, di poco più di vent’anni, costretto su una sedia a rotelle perché caduto da una impalcatura, privo di ogni ausilio medico ed economico, perché costretto a dichiarare di essere semplicemente caduto dalle scale”.

La Favale ha concluso con una riflessione, prima di proiettare il filmato con le foto ricordo delle attività svolte dall’associazione: “in un mondo in cui siamo stati catapultati nella globalizzazione senza avere il tempo di capire i velocissimi cambiamenti che hanno ridisegnato le regole della comunicazione, dell’economia del lavoro, l’integrazione deve essere un processo naturale e spontaneo perché di fatto siamo inevitabilmente tutti cittadini del mondo”.

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