Giovedì 23 Maggio 2019
   
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Costa e crolli: 'Rischi per i residenti'

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Il geologo Vito Pellegrini: "Non abbiamo una conoscenza del territorio"

 

Quando si presenta una calamità naturale, o comunque un evento atmosferico di particolare rilievo (vedi ultime mareggiate), ci domandiamo quali sono i rischi per la nostra costa e per i residenti polignanesi. Pochi si domandano se esiste uno studio del territorio. Vito Pellegrini, giovane geologo di Polignano, ha studiato molto, mescolando pratica e teoria, dedicando alla nostra costa una tesi di laurea e appurando che vi sono rischi per la popolazione e per la costa.  

 

Dott. Pellegrini, ci parli un po’ della sua tesi di laurea...

“Con i lavori di tesi, sia triennale (2008) che specialistica (2011), ho voluto integrare gli studi teorici universitari con una conoscenza diretta e specifica del territorio di Polignano, soprattutto della sua dinamica costiera. Grazie ai rilevamenti per il primo lavoro (Geologia e forme di dissesto e arretramento costiero nell'area tra Polignano a Mare e Monopoli) ho iniziato ad interessarmi di eventi alquanto “anomali”, come tsunami e forti mareggiate, di cui riscontravo tracce sul territorio, e ho continuato in tal senso con la tesi specialistica (Analisi di stabilità della falesia del Centro Storico di Polignano a Mare (Bari) mediante metodi quali-quantitativi con supporto GIS) studiando sia la stabilità della parete rocciosa del Centro Storico che l’azione del moto ondoso durante le tempeste. Ho quindi considerato l’influenza positiva o negativa dei diversi fattori in gioco, che determinano condizioni di stabilità o che favoriscono l’arretramento, individuando 5 settori costieri con differenti condizioni di stabilità, ed evidenziando i probabili futuri dissesti che possono evolvere in maniera disastrosa”.

 

Quali sono i punti più a rischio della costa polignanese?

“Per quanto riguarda il litorale urbanizzato, il settore meno stabile è compreso tra Largo Ardito e Grotta Palazzese, con diffusi ed evidenti fenomeni di dissesto, ma anche per i versanti di lama Monachile, per il bastione di S. Stefano e la Grotta dell’Arcivescovado non possono essere esclusi tali dissesti; in linea generale l’intera costa alta di Polignano, e non solo quella urbanizzata, presenta condizioni di pericolo, talora a carattere diffuso ma anche puntuale (come il crollo avvenuto nei mesi scorsi sul litorale di Pozzovivo) che indubbiamente andrebbero monitorate per l’incolumità dei bagnanti / turisti”. (l'intervista prosegue dopo la galleria foto)


 

Ci sono studi precedenti? Secondo lei che livello di conoscenza abbiamo del territorio?

“A parer mio non abbiamo una conoscenza del territorio e della costa tale da permettere di attuare una adeguata strategia di difesa con interventi mirati: esistono degli studi legati alle esecuzione di lavori di consolidamento del Centro Storico, ma non analisi dettagliate delle effettive condizioni di pericolo presenti. Questo è vero sia se parliamo del pericolo di crollo della costa che del dissesto idrogeologico delle lame e servirebbero studi del territorio comunale anche per integrare la cartografia ufficiale e ridefinire cosi le aree a rischio ed eventualmente intervenite nella sua mitigazione. Questo inevitabilmente si tradurrebbe in un servizio reso alla cittadinanza, che tra l’altro dovrebbe essere maggiormente coinvolta, e farsi coinvolgere, in queste problematiche e nelle decisioni che ne derivano. Delle volte sono stati eseguiti lavori, sia in ambito pubblico che privato, senza considerare l’impatto negativo sull’ambiente o sulla bellezza naturale della costa anche trascurando la sicurezza, e questo è da imputare alla cieca logica del profitto e alla scarsa pianificazione, frutto di una conoscenza del territorio carente, che spesso porta a dover attuare interventi d’emergenza, mentre, il più delle volte basterebbe un monitoraggio continuo e una manutenzione ordinaria con conseguente guadagno per le casse cittadine”.

 

Ci sono pericoli per la comunità e per i residenti?

“Le condizioni di pericolo, per la popolazione residente e per i turisti, legate ai crolli della costa sono evidenti e diffuse come riportato sul lavoro di tesi; si dovrebbe operare oltre che con piccoli interventi di manutenzione ordinaria anche attraverso l’utilizzo di tiranti ed eventualmente se possibile anche di resine, fermo restando la priorità di una barriera frangiflutti a protezione dell’abitato. Quest’ultima soluzione è alquanto delicata per il caso specifico di Polignano e sotto diversi punti di vista, ma sarebbe anche ora che se ne iniziasse a discutere attivamente e seriamente sulla questione, magari iniziando da un questionario da sottoporre alla popolazione (e ai turisti) per avere un quadro preciso dell’opinione pubblica e poter agire anche di conseguenza”.

 

CHI E' VITO PELLEGRINI - 28 anni, Diploma di Perito Agrario, Laurea Specialistica in Scienze Geologiche con tesi in Geologia tecnica e Geomorfologia (nello specifico geomorfologia costiera e dinamica costiera).

Vincitore del Premio Nazionale di Laurea 2008 per il Settore disciplinare Scienze della Terra promosso dal sito web Tesionline (www.tesionline.it) con il lavoro di Tesi: Geologia e forme di dissesto e arretramento costiero nell'area tra Polignano a mare e Monopoli.

Promotore, organizzatore e curatore di escursioni a carattere geologico, naturalistico e paesaggistico con l’associazione culturale Bachi da Setola (manifestazione “Geologicamente”).

 

 

 

 

 

Commenti  

 
#12 augusto cernò 2012-02-13 14:30
Caro Andrea,non ti preoccupare,hai fatto bene a ribattere quanto da me scritto. Il fine comune è quello di sollecitare le istituzioni affinchè pongano in sicurezza la costa di polignano.Un caro saluto :-)
 
 
#11 Ultimo 2012-02-13 12:54
Non è ora di inziare ad avere cura della costa? Via Tritone anche se non si direbbe perchè sembra uno stradone/parcheggio orribile a vedersi fa parte della costa.
 
 
#10 sicuro 2012-02-13 11:44
polignano è tutta vuota sotto, chiamiamole "bolle d'aria" e ance cosi detto "chep vind" come la zona della trinità, rione gelso, e tante altre
 
 
#9 Vito Pellegrini 2012-02-13 11:21
Per Andrea Spinelli: i suggerimenti sono sempre ben accetti!
Per informazioni: se dobbiamo considerare la peggiore delle ipotesi quello che può accadere è un crollo delle pareti di lama monachile (dx e sx) in periodo estivo con la spiaggia piena di turisti!Del resto da Largo Ardito fino a Lama Monachile anche un piccolo crollo si porterebbe appresso qualche abitazione,in ogni caso, questi crolli avvengono (e avverranno) interessando una fascia non più larga di qualche metro.Per dirla diversamente è improbabile che i crolli della falesia interessino porzioni più interne del paese vecchio; a meno di crolli che interessino le cavità carsiche (che nella tesi per mancanza di tempo e non ho potuto approfondire). Sempre a disposizine per chiarimenti.Vito
 
 
#8 ruge 2012-02-12 11:50
speriamo che i crolli inizino da viale rimembranza
 
 
#7 Informazioni 2012-02-11 23:43
Chiedo a Vito Pellegrini cosa, nella peggiore delle ipotesi, può succedere esattamente se si verificai un dissesto idro geologico, che ne sarà di tutte quelle abitazioni a ridosso di largo ardito e grotta palazzese??un crollo???
Grazie e mi scuso con Il Dott. per la mia ignoranza in materia.
 
 
#6 Andrea Spinelli. 2012-02-11 19:25
Augusto, tu sai quanto ti stimo, ma ora devo contraddirti. Non spetta alla Regione Puglia adottare seri provvedimenti per la tutela e la prevenzione del nostro territorio, ma, per primo deve muoversi l'organo Istituzionale locale e poi deve intervenire la Regione per i dovuti finanziamenti. A questo punto, condivido ciò espresso da Gianvito P., prima si farà molto male qualcuno e poi piangeremo le pene di Cristo!!!! Comunque, spetta anche a noi tutti vigilare e tutelare, nei limti delle nostre disponibilità, il territorio e la costa del nostro paese. Mi riguarderei bene suggerire qualcosa al Dott. Vito Pellegrini, ma, sarebbe bene redigere una dettagliata relazione giurata sulla questione rischi-crolli e la invierei con Raccomandata con R.A. all'amministrazione comunale....Tanto siamo in tema di elezioni amministrative!!!! Scusami Augusto non te la prendere a male se non condivido il tuo commento....Ricordiamoci sempre il dissesto statico del centro Storico del 1988 e dei finanziamenti erogati dalla Regione Puglia e dal Comitato Nazionale della Protezione Civile di Roma!!!!............
 
 
#5 Renero x Gianvito P. 2012-02-11 18:22
Hai capito bravo! come si suol dire a Polignano...
 
 
#4 Hinto 2012-02-11 16:46
Complimenti e un grazie a Vito Pellegrini
 
 
#3 augusto cernò 2012-02-11 15:27
Il dr. vito pellegrini merita attenzione e non va sottovalutata la sua verifica della costa e della parte alta di polignano.La Regione Puglia che tanto blatera su : ambiente,costa,dissesto idro-geologico perchè non adotta immediati e certi provvedimenti? Il nostro (ex!?) gevernatore dia segni di serio interesse a queste problematiche che certamente non si risolvono con sermoni "francescani".....
 
 
#2 Andrea Spinelli. 2012-02-11 12:39
Al Dott. Vito Pellegrini, con tutta stima e cordialità esprimo sentiti ringraziamenti per il suo utilissimo ed efficace lavoro per la difesa e la tutela del nostro territorio costiero, vivissimi complimenti!!!! Andrea S.
 
 
#1 gianvito p. 2012-02-11 11:59
Innanzitutto complimenti al dottor Vito Pellegrini. Per quanto riguarda i pericoli della costa a Polignano, purtroppo una soluzione si troverà solo dopo che qualcuno si farà molto male, nel rispetto della cattiva tradizione italiana che si cura dopo, senza prevenire.
 

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