GOZZI E BARCHE A SAN VITO: IL DIBATTITO

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La posa della prima pietra a Cala Ponte, per la realizzazione del porto turistico, ha riacceso i riflettori sulla questione dei circa cinquanta posti barca riservati ai pescatori dilettanti di Polignano. Che fine faranno? Questo è il dilemma. Intanto, l’imprenditore Fusillo pare non ne voglia sapere, benché alcuni di questi posti (non si sa quanti) fossero previsti dalla convenzione tra Comune di Polignano e Fimco, società di Fusillo. 

Una delle soluzioni del sindaco Bovino sarebbe quella di prevedere la costruzione di un porticciolo appositamente per loro in località San Vito, da sommare ai posti barca previsti a Cala Ponte. Una soluzione che divide opinionisti, esponenti politici. 

“Per l'amministrazione – scrive, polemico il consigliere Angelo Focarelli (Pd) su facebook – i pescatori possono dire addio ai 50 posti barca previsti dalla convenzione con la FIMCO per la costruzione del nuovo porto turistico. Infatti Bovino ha previsto di costruire un porticciolo appositamente per loro a San Vito. Quindi Fusillo 50 posti barca in più, Polignano un posto incantevole in meno. Servi del padrone – insorge Focarelli, postando una  foto di San Vito com’era in passato (vedi foto apertura e in basso) – giù le mani da San Vito”.

“Ti sembra davvero così poco incantevole, solo perché ci sono le barche?” – è la replica a Focarelli dell’ex segretario del Movimento Schittulli, Antonio Sardano, che alla foto del consigliere risponde con una più recente, sul cui specchio d’acqua è riflessa l’ombra delle barchette tradizionali in legno.

“C'e` da dire che – aggiunge in un post, Giuseppe Silvio L’Abbate (Pdl) - sicuramente i pescatori di Polignano ritengo piu` giusto che abbiano una caletta attrezzata tutta per loro anche per dare risalto a quel folklore che rappresentato che non puo` andare perso. Poi ragioniamo su quale anfratto ma non montiamo polemiche inutili

In realtà, i due progetti (posti barca previsti a Cala Ponte da un lato e posti barca a San Vito) non sembrano in relazione tra loro. L’amministrazione vorrebbe sviluppare un progetto su San Vito propedeutico all’ottenimento di eventuali finanziamenti regionali, individuando punti di attracco per barche tradizionali, cosiddetti gozzi in legno che sono uno degli elementi antropici caratteristici delle marinerie adriatiche, quindi non deturpano il paesaggio, come tantissime foto di turisti e cartoline testimoniano. Nel progetto, del quale non abbiamo ancora i dettagli, si prevede il ripristino della banchina prospiciente alla baia di San Vito.

A Focarelli che invoca maggiore attenzione per valorizzare il porticciolo di San Vito e ricorda la spiaggia della Provincia (ma dimentica di dire che questa è stata realizzata grazie alla cessione di proprietà della contessa), il prof. Gio’ Mazzone risponde così, su facebook: “Credo che il problema sia proprio qui: Polignano è bella quindi dovremmo sfruttala! Io non credo che sia così. Polignano è bella proprio perché (per incuria) ha mantenuto il fascino di un paesino naif e "naturale". Certo andrebbe valorizzata. Ma come si può pensare di valorizzarla trasformandola in "Polignanoland"? I turisti la trovano incantevole per quello che è così come la trovano incivile per come la trattiamo... Se i turisti vogliono le distese di sabbia si rivolgano altrove! Polignano non può che ospitare un turismo di nicchia. Non intendo assolutamente di "ricchi"! Ma di amanti della NATURA, di aria salubre e di mare privo di scarichi fetidi di yachts!

Mettersi d'accordo sul COME valorizzare Polignano - ricorda Mazzone - è una questione di destra o di sinistra! Non certo di PDL o PD!”.

 

A questo punto la domanda è: cosa deturpa di più il paesaggio? Una spiaggia artificiale (come quella citata da Focarelli e vantata da Domenico Vitto), oppure dei posti in più per gozzi (barchette) tradizionali in legno?


SAN VITO IERI

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SAN VITO OGGI CON POSTI PER BARCHE TIPICHE CHE, STANDO AL PROGETTO, POTREBBERO AUMENTARE

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