IL PRONTO SOCCORSO RESTERA' CHIUSO DI NOTTE

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Il Tar ha deciso: il PPT resterà chiuso di notte

Inutili l'azione legale e il consiglio comunale all'aperto

 

I punti di primo intervento di Polignano e Mola di Bari resteranno chiusi nelle ore notturne. Lo ha stabilito il Tar Puglia, che si è espresso sul ricorso presentato dalle rispettive amministrazioni comunali. Il Tribunale ha negato la sospensiva richiesta dagli avvocati dei rispettivi comuni, Pappalepore e Notarnicola, nonostante le rivolte, le battaglie politiche intraprese dai comuni coinvolti. I legali fecero ricorso al Tar contro l’ASL Bari, chiedendo l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia della delibera commissariale; delibera che nell'agosto 2011 stabilì l’orario di chiusura notturna dei punti di primo intervento.

Di inutile efficacia si è rivelato il consiglio intercomunale all’aperto in piazza Moro, a Polignano, in conclusione del quale fu approvato un documento contente alcune richieste all’indirizzo della Regione e dell’Asl. Le richieste sono state accolte, ma la Regione e l’Asl le hanno ignorate. Quel consiglio intercomunale ha fatto un buco nell’acqua. L’intervento accorato del presidente della Provincia di Bari, Schittulli, ha lasciati indifferenti gli inquilini dei piani alti della Regione. Il documento approvato nel finale di consiglio ha sollevato solo un inutile polverone.

La Seconda Sezione del Tar Puglia, presieduta da Antonio Pasca, ha esaminato il ricorso e la richiesta di sospensione del provvedimento dell’Asl presentata dai comuni di Mola e Polignano e ha ritenuto che “non ricorrono allo stato i presupposti per concedere l’invocata tutela cautelare”. Il Tar ha respinto l’istanza cautelare poiché non intravede l’incidentalità del caso. La strategia dell’azione legale non ha funzionato.

 

IL SISTEMA SANITARIO “TRASVERSALE”

La questione sanitaria pugliese non passa solo attraverso il dibattito sull’apertura o chiusura di “piccoli” punti di primo intervento. I tagli sono necessari, ma occorre fare luce sull'utilità e funzionalità di questi punti, e soprattutto sulla “trasversalità” del sistema sanitario, che ha reso complici di malefatte - a tutti i livelli, politici di destra e sinistra - operatori sanitari registrati sul libro paga di partiti e “ma-g-nager” della sanità pugliese.

Difendere a tutti i costi l’apertura notturna di un punto di primo intervento, trascurando tutti i mali che hanno affetto il paziente della Sanità, appare come una forzatura strumentale, oltre che debole. Nessun politico, di qualsiasi area, è nelle condizioni di potersi sottrarre a responsabilità ben più grandi. Piuttosto che difendere un punto di primo intervento con azioni legali che appaiono deboli perfino a un Istituto come il Tar, bisogna difendere tutto il sistema, ridisegnare una nuova Sanità, libera da corruzione, soprusi, trame politiche, appalti pilotati, direzioni di distretti assegnate a sindaci per nomina politica. Questo è il vero male della sanità, i cui sprechi, tra l’altro, non si risolveranno mutando i punti di primo intervento in centri di accoglienza a ore.

 

VEDI ANCHE: CONSIGLIO ALL'APERTO E SPRECHI SANITARI (IL SISTEMA TRASVERSALE DI TARANTINI)