DICHIARAZIONE DI GUERRA ALL’ASL
I sei comuni faranno ricorso al Tar contro la delibera di chiusura notturna dei punti di primo intervento
All’appello manca Ruvo di Puglia. Sei comuni, come in un piccolo torneo delle Sei Nazioni, si batteranno contro il gigante della Sanità, con tutti gli sprechi e le clientele che ne agitano il ventre molle.
Martedì sera, nel consiglio comunale all’aperto di Polignano, in piazza Moro, i sei sindaci dei rispettivi comuni hanno firmato un documento, dichiarando guerra all’Asl per la chiusura notturna dei punti di primo intervento. Dovevano essere sette: Polignano, Ruvo, Alberobello, Grummo Appula, Locorotondo, Mola di Bari, Noci. Alla fine Ruvo ha disertato. Il sindaco del comune ruvese ha fatto approvare una delibera di consiglio protestando per conto suo e della comunità che amministra. I restanti sei sindaci hanno firmato davanti a una platea gremita (vedi galleria foto in basso), con tanto di ospiti a caccia di visibilità e vari consiglieri regionali, tra i quali Massimo Cassano, Michele Boccardi, Domi Lanzillotta.
Con questo documento, i sei comuni decidono unanimemente di ricorrere al Tar contro la delibera n. 1489 del Commissario straordinario dell’Asl di Bari, se lo stesso dg Colasanto non decidesse di ritirarla entro il 19 settembre del 2011, con il conseguente ripristino h24 di tutti i punti di primo intervento finiti nel mirino del piano di riordino sanitario.
“Gli impegni precedentemente assunti con i vertici dei predetti comuni – si legge nella nota ufficiale – sono stati del tutto disattesi da parte del Commissario straordinario, il quale si era impegnato alla riconvocazione dei sindaci per rivedere la decisione relativa ai punti di primo intervento. L’invito rivolto ai vertici dell’Asl Ba finalizzato alla positività di un odierno confronto e dibattito per la risoluzione del grave problema riguardante lo stato dei punti di primo intervento territoriali è stato ignorato, vista l’assenza di qualsivoglia rappresentanza dell’azienda Asl Ba”.
In realtà, il grande assente è il governatore Nichi Vendola che sarà a Polignano sabato 17 settembre nel più confortevole tepore di un accogliente salottino da dibattito pubblico “elettorale”. A fare gli onori di casa il direttore Vincenzo Magistà che ultimamente saltella di qua e di là, un po’ da Vendola e un po’ da Fitto, due esponenti politici tanto contrapposti ma che ultimamente sembrano d’accordo su tutto. Strategie elettorali?
Intanto, dalle retrovie del consiglio i politici e i comuni mortali mormorano. “Era un pronto soccorso inutile – esclamano – tanto valeva chiuderlo”. Nessuno, tuttavia dal palco ha ricordato che il piano di riordino ospedaliero, lo stesso che aveva ideato l’attuale Ministro Fitto nei primi anni del 2000, e oggi in attuazione, non solo era inevitabile, ma prevedeva il potenziamento di punti di eccellenza, nel nostro caso Monopoli il punto di eccellenza e di riferimento, che però di eccellente non ha ancora nulla.
INTERROGATIVI - Perché non fare pressioni perché si potenzino i punti di eccellenza? A Noci, per esempio, le cose vanno peggio, perché oltre al punto di primo intervento chiuderanno i laboratori di analisi. E intanto le code per una radiografia si fanno chilometriche: manco la compravendita e lo scambio di voti riesce più a contenere il fenomeno. Che fine hanno fatto i laboratori di analisi previsti nei locali Asl di Polignano? Come mai i solleciti e le lettere di vari consiglieri comunali (pensiamo a Vito Giuliani) in protocollo già dal 2005 sono stati ignorati?
DEBITI E ARRESTI NELLA SANITA'. OLTRE IL 'SISTEMA TARANTINI' - Secondo alcuni recenti dati diffusi da Il Sole 24 ore l’indebitamento di Asl e ospedali nel 2008 ha toccato quota 50 miliardi di euro, quasi la metà dei fondi destinati ogni anno alla tutela della salute pubblica. Nel 2009 ha superato il record, che continua a salire e che dovrà arrestarsi a seguito di tagli e piani di riordino ospedalieri. La vera piaga è il debito verso i fornitori che nel 2008 ammontava a 30,7 miliardi di euro (il 65% su debito totale).
Il debito verso fornitori è troppo spesso al centro di scandali come è accaduto di recente in Puglia: vedi il sistema Tarantini & C. con appalti truccati per protesi sanitarie e forniture Asl. Ma anche accordi per favorire alcune aziende fornitrici in cambio di tangenti. Nel febbraio scorso i finanzieri arrestarono Vito Caiati, 63 anni di Bari, ex direttore amministrativo del presidio ospedaliero di Altamura e Putignano e Michele Dibattista, 59 anni di Gravina, responsabile dell’Ufficio Economato dello stesso presidio ospedaliero. Secondo le indagini della Procura gonfiavano i prezzi di articoli ospedalieri fino al 1200%. Il sistema è sempre lo stesso: tangenti sulle forniture Asl. Si potrebbero citare tanti altri casi.
Nel 2008, Lazio e Campania erano al top strozzate da 8,9 e 6,8 miliardi di debiti: in queste due regioni ogni cittadino è in rosso per 1.589 e 1.178 euro, con una media nazionale comunque ragguardevole che vale 796 euro a testa per ogni italiano. Nel 2009 in Puglia, il debito ha superato il miliardo di euro con un disavanzo annuale in quell’anno di 282 milioni - periodo di massima esposizione mediatica per lo scandalo politico sugli appalti più trasversale della storia pugliese. Cifre che hanno costretto i governatori ad adottare misure straordinarie, ovviamente a danno dei milioni di pazienti e contribuenti, dopo che un piccolo stormo di avvoltoi si è avventato sul cadavere del sistema sanitario nazionale.
Uno dei tanti campanelli d’allarme in Puglia è stato suonato nel 2007, quando Confindustria strigliò la giunta regionale: il debito all’epoca era di 622 milioni di euro e cresceva in maniera spropositata. Debiti verso fornitori non contabilizzati, poiché rientranti nelle spese di gestione delle Asl. E pensare che un articolo pubblicato anni fa su LaVoce.info annoverava la Puglia tra il gruppo di regioni virtuose nel periodo 2003-05. Il sistema pugliese contava solo sulla capacità di controllo della spesa, senza ricorrere all’imposizione fiscale, riuscendo solo in apparenza a contenere il deficit su bassi livelli. In apparenza, perché come dimostreranno le successive indagini, il debito era perlopiù sommerso
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Commenti
Saluti da Minghuc
", come se fosse una squallida questione di Campanile. Non siamo più alla scuola elementare. Ora, entrando nel merito: la mia proposta di chiudere il Ps a Polignano è strumentale proprio al rinforzo del Pronto Soccorso di Monopoli che potrebbe cosi gestire al meglio tutte le emergenze che arrivano dai paesi limitrofi. Non penso che il pronto soccorso di Polignano possa salvare la vita ad alcuno, se arriva un infartuato a Polignano si sta perdendo tempo utile per salvarlo invece e così penso sia per tutti i casi critici. Poi magari mi posso fare l'anti tetanica a Polignano ma mi sembra un pò poco a fronte delle spese che dobbiamo sostenere (con le nostre tasse, non dimentichiamolo mai).
Dai meno demagogia, scendiamo nel concreto, a me non me ne frega di Vendola, Fitto e tutta la razza loro, a me interessa il servizio. Il riordino è una necessità economica imprescindibile, non chiudiamoci nel "voi siete gli amici di Vendola o di Fitto". E' patetico.
Il guaio è che il sig. Vendola, è il suo cocchiere(assessore sono solo degli incapaci).
Gli amici di Polignano della sinistra Vendoliana e non che fine hanno fatto?..
Saluti Minghuc u Murt
Mi raccomando Votateli ancora
Saluti da Minghuc u Murt
Al vostro assessore x quello che ha combinato, a Polignano ed in altri comuni limitrofi.
Ke aspettate ?
Noi si che vi aspetteremo alle prossime consultazioni elettorali. Dovevate essere i primi ad andare dal vostro capo, invece vi nascondete dalla vergogna che sta combinado in quasi 10 anni di Governatore. Ha fatto solo danni in tutta la Regione Puglia, chiude ospedali e da i soldi al San Raffaele, forse sarà il suo protettore...
ai Polignanesi mi raccomando quando vengono i signori a chiedervi di votare, sapete come mandarli a Fare in Quel posto..
e come dice un mio carissimo amico Stateve Accurt..
Noi siamo gente che non conta nulla, ma quando vengono a Polignano a chiedere i voti, i babbioni che lo seguono, lo votano, e lui vi ringrazia in questo modo... Povr a Neuie
non ti chiediamo molto, solo la possibilità di essere salvati se ci capita qualcosa, ti prego meno sprechi in filmini e teatri e un pò più di diritto alla salute.
a dimenticavo, a Terlizzi come state ad ospedali, credo bene.
un abbraccio a Paolo Mazzone e gli amici del SEL. complimenti per il vostro presidente, un esempio di coerenza e leatà.
Dobbiamo andare a Bari sotto la Regione a farci sentire con questi, disfattori della sanità pugliese, i tagli il sig. Vendola li puo' trovare benissimo da altre fonti, vedi quandi infermieri, medici e paramedici, sono imboscati pagandogli lo stipendio regolarmente, mentre noi siamo i soliti penalizzati. Forza Polignanesi non arrendiamoci a questa ennesima arroganza del Sig. Vendola & Company.. Minghuc u Murt