'EMANUELA ORLANDI E' VIVA': LE RIVELAZIONI DI IMPOSIMATO

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‘EMANUELA ORLANDI E’ VIVA, IN TURCHIA’

Lo annuncia Ferdinando Imposimato a Polignano: ‘La CIA sapeva dell’11 settembre 2001’

 

Complotti al Vaticano: “le vie del Signore sono infinite” – scherzava qualcuno. Giallo negli attentati dell’11 settembre e trame a Roma per non liberare Aldo Moro, perché “Doveva Morire”, così come titola in un saggio il magistrato e sentore della Repubblica Ferdinando Imposimato, martedì sera a masseria Torre Catena, Polignano, nell’ambito della rassegna Spiagge d’Autore.

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Imposimato spiazza tutti, pubblico e autorità presenti, oltre che giornalisti, tra cui l’autore il coautore del suo libro ‘Attentato al Papa’, Sandro Provvisionato (Chiarelettere ed., pp. 368, euro 16).

Il magistrato spiazza e sconvolge la platea, soprattutto per le considerazioni colorite e per la sicumera con la quale afferma, senza scomporsi più di tanto, che “Emanuela Orlandi è viva, e vive in Turchia, con il suo compagno che è uno dei suoi sequestratori. Fu portata prima in Germania, poi in Francia e infine in Turchia. Ora non ha più interesse a farsi viva, la sua vita è altrove”.

La Orlandi, di cui si sono perse le tracce nel lontano 1983, avrebbe oggi più di quarant’anni e, secondo la versione fornita da Imposimato, che dice di essere in contatto con fonti attendibili, sarebbe vittima della Sindrome di Stoccolma, innamorata ‘persa’ - è proprio il caso di dirlo - del suo sequestratore, mentre là fuori tutti la cercano da 28 anni.

Infine, sostiene che invece l’altra rapita, Mirella Gregori sia stata uccisa. Quindi, una tra le braccia del suo rapitore, mentre l’altra condannata a morte. E perché mai?

Imposimato accusa la giornalista e conduttrice di Chi l’ha Visto?, Federica Sciarelli: “L’ho pregata di non dire più sciocchezze sul caso Orlandi, che offendono la ragazza e i familiari, e le ho chiesto di non chiamarmi più. Lei fa così perché il suo programma deve fare audience, ma credo che la Banda della Magliana c’entri poco in questa storia”.

Imposimato, magistrato, ha condotto le inchieste che hanno segnato la storia giudiziaria dell'Italia degli ultimi trent'anni: si è occupato dell'omicidio Moro, dell'attentato a Giovanni Paolo II, dell'assassinio Bachelet, il mistero di Ali Agca, la scomparsa di Emanuela Orlandi, la strage delle guardie svizzere.

“Sono tutti legati dal complotto contro Giovanni Paolo II da parte dei servizi segreti dell'Est - ha dichiarato Imposimato tra lo stupore del pubblico - Una trama ai suoi danni cominciata ancora prima della sua elezione. Il Kgb temeva l'elezione di Woityla, perché era un acceso anticomunista. Il Kgb diede incarico ai servizi segreti bulgari, esperti nell'assassinio dei dissidenti, che a loro volta si accordarono con i Lupi Grigi ed è qui che entra in scena Ali Agca. I bulgari erano anche collegati con le Brigate Rosse, infatti è stato proprio occupandomi del caso Moro che sono venuto a conoscenza dei fatti legati all'attentato al Papa”.
Dunque, il sequestro della Orlandi sarebbe stato “un ripiego, perché nel mirino c'erano le figlie di personaggi più in vista del Vaticano, che però furono informati di ciò che stava per accadere e riuscirono a portare in salvo le ragazze, senza avvisare la famiglia Orlandi”.

“La CIA sapeva dell’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre – ha risposto così, Imposimato, a una domanda del pubblico, alludendo alle ‘teorie del complotto’ che di recente prendono sempre più piede tra l’opinione pubblica e che vedono addirittura alti ufficiali e funzionari di Stato americano coinvolti nell’attacco dell’11/9.”

'COSSIGA CRIMINALE' - Infine, Cossiga, l’ex presidente della Repubblica; Imposimato è impietoso: “Cossiga è responsabile di gravi delitti. Ne ha fatte di tutti i colori. Un criminale. Lui dette l’ordine di non intervenire per salvare Aldo Moro, quando una squadra di servizi segreti aveva trovato il covo dove il presidente Moro era tenuto prigioniero.”

Questo è tanto altro nelle opere di Imposimato, che egli stesso considera meglio dei giornali, che sono invece strumento del potere: “La Gazzetta era di Caltagirone – ricorda il magistrato – mentre il Corriere della Sera era del venerabile Licio Gelli, tutte persone che impediscono di fare informazione”.