TRENO DELLE 8:36, DISAGI E PROTESTE

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Treni stracolmi e stazione impresentabile all'arrivo dei turisti

 

Lara scrive all'assessore Minervini che non risponde


I pendolari polignanesi che tutte le mattine, per motivi di studio o lavoro prendono il treno per Bari, continuano a subire disagi inaccettabili e che non trovano risposta. Alcuni ce li descrive Lara che ogni mattina deve raggiungere il capoluogo prestissimo.

La situazione tra l’altro si aggrava. Lunedì scorso è stato soppresso un treno, senza alcuna spiegazione. Ieri, mercoledì 23 agosto, il treno è arrivato con 50 minuti di ritardo. Lara ha scritto all’assessore regionale Guglielmo Minervini, senza ricevere alcuna risposta.

Il treno che crea più disagi è quello in partenza da Polignano per Bari alle ore 8.36 del mattino. Il numero dei passeggeri è sempre di gran lunga superiore rispetto alle capacità, e spesso gli spazi dedicati all'ingresso dei passeggeri sono tutti saturi.

Tra i disagi più ricorrenti, in ordine di importanza: sporcizia e cattivo odore; disservizi di vario genere (finestrini che non si aprono, aria condizionata guasta, porte guaste); posto in piedi in particolari fasce orarie (in misura maggiore al mattino).

 

“Accade pure – racconta Lara - che le macchinette automatiche di Bari per l'emissione dei biglietti sono spesso fuori servizio, e si sale in treno per fare il biglietto a bordo. La persona a cui mi sono rivolta mi ha detto che non era possibile e che avrei dovuto pagarlo 50 euro (parliamo sempre della tratta Bari-Polignano). Io ho spiegato le ragioni della mancanza del biglietto e mi ha fatto accomodare. Alla fine non ho pagato nessun biglietto, credo perché piuttosto che farmelo pagare 50 euro abbiano avuto pietà di me. In altri casi invece mi hanno fatto tranquillamente pagare il biglietto alla normale tariffa di 2,30 euro.
Quindi ai disservizi aggiungerei poca chiarezza, comunicazione pessima e personale non sempre pronto ad ascoltare le esigenze dei passeggeri.
Unico punto a favore? L'applicazione per iphone delle ferrovie dello stato, che ti aggiorna in tempo reale sulla puntualità dei treni e per chi viaggia sempre come me è di grande utilità.”

 

 

LA LETTERA A MINERVINI

 

Ill.mo Assessore Guglielmo Minervini,
mi chiamo Lara, ho 28 anni e come cittadina pugliese e come pendolare da ormai 10 anni, mi sento in dovere di metterLa al corrente di ciò di cui ho dovuto fare esperienza questa mattina.
Come ogni giorno mi sono recata in stazione nel mio paese, a Polignano a Mare, per prendere il treno delle Ferrovie dello Stato delle 8.36 che mi porta a Bari, dove lavoro.
Il treno arriva in stazione a Polignano alle 9.00, dunque con quasi mezz'ora di ritardo. I passeggeri sono ovunque e riempiono gli spazi tra uno scompartimento e l'altro. L'insoddisfazione dovuta al ritardo si aggiunge a quella di un'altra constatazione. Il treno ha aria condizionata guasta e finestrini sigillati. Ne consegue una sorta di effetto serra (oggi la temperatura alle 9 di mattina era già piuttosto alta fuori, in treno forse c'erano 30 gradi). Come se non bastasse il treno ha sostato in stazione un quarto d'ora: aveva un guasto per cui ad ogni stazione sostava almeno 10 minuti perché - a detta di un addetto ai lavori - "andava resettato" (che non ho ben capito cosa significasse).
Un passeggero ha chiamato i Carabinieri per sporgere una denuncia collettiva, un altro si è sentito male ma era murato vivo nel treno a 30 gradi perché mentre il treno era fermo le porte sono rimaste chiuse.
Alle 9.14 il treno è ripartito da Polignano ed è arrivato a Bari alle 9.40.
Trascurando il fatto che sono arrivata in ritardo a lavoro (immagino che gli altri passeggeri abbiano avuto analoghi disagi) vorrei solo che Lei sapesse che noi pendolari, che paghiamo abbonamenti che aumentano considerevolmente ogni anno, viaggiamo in condizioni disumane alla stregua di carri bestiame, che poco hanno a che vedere con la dignità di un pendolare pagante che quasi sempre prende il treno per motivi di studio o lavoro.
Le chiedo dunque cosa si può fare per migliorare la situazione e cosa dobbiamo aspettarci dalle Ferrovie dello Stato.