PIAZZA DELL'OROLOGIO NON BATTE LE ORE
La sig. Melina ha fermato le lancette: non riceve più il compenso comunale per dargli la corda
Il tempo si è fermato a Polignano, in piazza dell'orologio, alle ore 06:06 del 12 agosto 2011. Siamo nel centro storico, dove il fascino dell’antico mondo persiste, dove tutto sembra essersi fermato com'era, ma qui si tratta del famoso orologio della piazza, una delle cartoline del centro storico di Polignano, che di fatto non segna più le ore. Le lancette sono ‘molli’, rigide da settimane perché ferme, in questo angolo di antichità, come nel paesaggio surreale di Salvador Dalì e il suo famoso dipinto degli orologi molli, ‘la persistenza della memoria’ (foto dipinto a fine articolo), a indicare come il tempo passa e i problemi restano.
La sig.ra Melina (Tutino Carmela, foto da sinistra), 78 anni ha fermato l’orologio, di proprietà del comune, dal 1900 incastonato come un prezioso nella facciata della torre di piazza Vittorio Emanuele. L’orologio e lo stanzino che ospita l’ingranaggio funziona a corda, ogni 24 ore la sig.ra Melina o chi per lei deve azionarlo e per questo riceve un compenso semestrale di circa 700 euro.
Dal mese di luglio il comune non si decide a pagarle il corrispettivo dovuto e per questo ha fermato le lancette, nonostante i ripetuti solleciti della signora.
L’incarico dovrebbe essere stato affidato al nipote della signora, che si chiama Maurizio e che ha inoltrato richiesta per l’affido dell’orologio. Giovedì mattina il sindaco avrebbe dovuto ricevere il sig. Maurizio e la sig. Melina e intanto pare che, stando alla nuova legge finanziaria, il comune potrà versare il compenso solo su conto corrente a carico del titolare dell’orologio, che ogni giorno dovrà quindi azionare la corda.
Pensate, qualcuno avrebbe perfino consigliato al sig. Maurizio di aprire una partita iva dove poter dirottare un compenso che non basterebbe neppure a coprire i costi della partita iva stessa.
PER QUALCHE EURO - Si tratta dunque di una cifra modica, nonostante ciò è la seconda volta che accade: nel 1985 (all’epoca era sindaco Paolo Laruccia) il comune non ha mai versato il compenso alla signora per i primi sei mesi di annualità. “Abbiamo chiuso il bilancio e non possiamo pagare più” – con questa frase, all’epoca, da Palazzo di Città liquidarono la signora Tutino, nonostante il suo costante e quotidiano impegno.
“Questa volta – promette ai nostri microfoni – non andrò avanti finché non verseranno fino all’ultimo centesimo, quanto mi spetta per i primi sei mesi del 2011. In caso contrario non darò più la corda all’orologio”.
La signora Tutino aziona la corda dell’orologio da quarant’anni, dal 1967, quando percepiva dal comune un compenso di 15mila lire l’anno. Con l’arrivo della moneta unica, il compenso si è ridotto a 494 euro, anziché 600 euro. Prima dell’euro dava la corda ogni giorno a 400mila lire ogni sei mesi.
Da venerdì 12 agosto 2011 le lancette sono ferme. Speriamo che la faccenda si risolva al più presto; non si può credere che i costi alla spesa pubblica debbano passare dai quei quattro spiccioli che per alcune famiglie contano molto più dei lauti stipendi della politica.
Dottor Paladino, se ci sei batti un colpo... anzi, batti le ore !


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Commenti
Resisti!!!!
Oltre a pagare la signora Melina, dovrebbero restaurare l'orologio, sono anni che il vetro è rotto...ad ogni rintocco potrebbe cadere e far del male a qualcuno.