Sabato 19 Gennaio 2019
   
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I FIGLI DI CHERNOBYL A POLIGNANO, NELL'86 IL DISATRO (VIDEO)

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Trentotto bambini bielorussi sono stati ospiti a Polignano, presso cinque famiglie polignanesi, nell’ambito di un progetto che vede coinvolgere le istituzioni locali, l’Assessorato alle politiche sociali e il sig. Angelo Settanni del Gruppo Ospitalità di Noicattaro.

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Trentotto bambini, tutti figli del dramma di Černobyl', uno dei peggiori disastri nucleari della storia del Novecento, assieme al massacro degli abitanti di Hiroshima e Nagasaki sotto assedio dalle bomba nucleari americane.

Alcuni di questi bambini conservano i tratti della paura e della disperazione degli adulti, sentimenti provocati dall’esplosione nella centrale nucleare di Černobyl del 26 aprile 1986, a seguito della quale migliaia di persone furono colpite dalle radiazioni indirette.

Questi bambini hanno bisogno di voltare pagina con la storia e riscrivere un nuovo capitolo per il futuro che li attende. “E’ un segno di civiltà e di accoglienza da parte della nostra comunità – spiega l’assessore Paolo Montalbò – i bambini si sono divertiti tanto, sono andati al mare, poi giro in barca, gonfiabili e tanto altro ancora, perché possano vivere momenti di spensieratezza grazie all’aria salubre al nostro mare”.

IL DISASTRO DI CERNOBYL devastò l’intera Europa, oltre le immediate vicinanze rispetto alla sede della centrale, oggi protetta da un sarcofago. L’emissione di vapore radioattivo colpì l’Europa intera, perfino il Mediterraneo. La Bielorussia, da dove provengono i bambini, è tra i paesi più colpiti: è uno stato di recente formazione (1990), all’epoca dell’incidente la Bielorussia era sotto il controllo del regime sovietico.

Secondo il rapporto dell’UNSCEAR del 2000, la contaminazione provocata dall'incidente di Černobyl' non interessò solo le aree vicine alla centrale ma si diffuse irregolarmente secondo le condizioni atmosferiche interessando soprattutto aree di Bielorussia, Ucraina e Russia.

CHERNOBYL OGGI E' UNA CITTA' FANTASMA. Ci sono ancora i cavalli a dondolo nel cortile di un asilo nido; a muoverli non un solo bambino, ma tanto e irreale silenzio e la forza del vento che sembra l'unico essere vivente in un città fantasma e dagli oggetti imbalsamati dal tempo, dove però l'orologio si è fermato alle ore 1.25 di quel tragico 26 aprile.

Ecco due video di Chernobyl così com'è oggi...

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