Lunedì 25 Marzo 2019
   
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DEGRADO NEI LOCALI DEL CENTRO ANTIVIOLENZA: FOTO

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I LOCALI DEL CENTRO ANTIVIOLENZA 'SAFIYA' ACCOGLIE DONNE VITTIME DI ABUSI


L’associazione polignanese Safiya denuncia il degrado dei locali pubblici comunali adibiti a centro antiviolenza e accoglienza per le donne vittime di abusi e violenze (vedi galleria foto a fine articolo).

La presidente dell’associazione, Anna Maria Montanaro, ha inviato alla nostra redazione le foto e un appello rivolto alle istituzioni, alle altre realtà associative e ai cittadini per ripristinare lo stato e la decenza dei luoghi degradati.

 

L’APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE SAFIYA

“Le immagini che pubblichiamo si riferiscono alle condizioni in cui versano i locali esterni ed interni dell’Associazione “Safiya” e non da poco tempo.

L’Associazione ha sede legale ed operativa nei locali retrostanti il complesso “Gioia di vivere” dove sono allocate altre realtà associative, il centro anziani e altri servizi, i cui luoghi, a differenza dei nostri, hanno una certa dignità.

Abbiamo atteso con pazienza e fiducia che si desse seguito alla bonifica dei luoghi, ma invano.

Di fatto, tale situazione, ci mette in forte imbarazzo nei confronti delle donne che accogliamo, oltre a creare disagi a tutte noi che frequentiamo l’Associazione assiduamente, perché per raggiungere l’interno dobbiamo fare gimcane improbabili tra impalcature sistemate in modo da rendere impervio il percorso, vari vasi svuotati sparsi qua e là, terra buttata alla rifusa fuori dai vasi che con una folata di vento investe chiunque si trovi lì.

Per di più, da almeno tre settimane il cancello esterno di accesso non si può più aprire perché all’improvviso le chiavi (di esclusiva pertinenza delle volontarie designate del centro anziani) non funzionano più.

Poiché stiamo parlando di locali e luoghi pubblici, di proprietà del Comune di Polignano a Mare, e cioè di tutti i cittadini e le cittadine e NON di questa o quella amministrazione, NON di questo o quell’ Assessore, NON di questo o quella impiegata o funzionario/a, locali per cui i cittadini/e pagano delle tasse per la manutenzione e cura, poiché l’Associazione “Safiya” da circa 7 anni offre gratuitamente un servizio alle Donne vittime di violenze ed abusi, poiché di fatto ci viene impedito di svolgere serenamente il nostro compito, poiché nessuna delle Donne di “Safiya” si sente cittadina di serie B, formalizziamo questa protesta figlia della nostra indignazione.

L’immagine che questo paese per intero, rappresentato dall’ amministrazione in corso, offre di se alle Donne che si rivolgono al centro e che provengono  anche da paesi della provincia di Bari, è sovrapponibile alle immagini delle foto: incuria, indifferenza, abbandono, vasi vuoti…

Non può esserci una società di benessere se si è indifferenti alle istanze che provengono dalle fasce più deboli, le politiche di Walfare non possono essere in balia di dissonanze politiche così come a nessuna Donna che entra in Associazione viene chiesto quale sia il suo credo politico o religioso, quale l’orientamento sessuale, quale la razza o l’etnia, ed è proprio questa pratica di accoglienza che ci fa sentire vincenti, comunque!”

 

 

 

Commenti  

 
#2 Pamela 2011-08-18 19:20
Sono d'accordo. Più facile "indignarsi" per un parcheggio o una siepe tagliata senza permesso, che per l'abbandono, da parte dell'amministrazione, di una realtà associativa seria che offre GRATUITAMENTE un servizio a tutta la comunità. O forse bisogna aspettare di passarci per le cose, per poterle apprezzare?
Sempre più deludente.
 
 
#1 Flavio Oliva 2011-08-16 15:31
Chissà perchè, quando qualcuno compie umilmente il proprio dovere, magari in silenzio, non richiama l'attenzione dovuta, neanche da parte dei commentatori abituali di notizie ....
 

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