FALSI BRACCIANTI: ANCHE PER LORO I RISARCIMENTI DALLA GRANDINATA?
Lo domandiamo a Donato Fanelli (Coldiretti): intervista esclusiva.
A proposito del fenomeno ‘falsi braccianti agricoli’ abbiamo raccolto l’opinione di Donato Fanelli (Coldiretti). Intanto, il sistema giuridico e politico italiano sembra remare contro quegli agricoltori che vogliono esercitare la professione in maniera seria e regolare.
LA BEFFA - Domandiamo a Donato Fanelli se il piccolo mondo agricolo regolare rischia di divedere con gli irregolari, la torta dei fondi che il governo dovrebbe elargire a seguito dei danni provocati dalla grandine record dei giorni scorsi. Per gli operatori agricoli regolari, oltre al danno della grandine, sarebbe la più atroce delle beffe.
“Come Coldiretti - ricorda Fanelli - abbiamo chiesto e ottenuto da un po’ di anni i voucher che permettono l’assunzione veloce soprattutto di giovani, studenti, casalinghe e pensionati. Paradossalmente, questi voucher che abbiamo chiesto noi come Coldiretti del Sud, vengono utilizzati più al Nord, specie durante le vendemmie. Non si capisce perché al Sud non vengano utilizzati…”.
In realtà, a remare contro il sistema dei voucher sono proprio i sindaci del lavoro che considerano i voucher troppo libertari e contrari alla causa previdenziale, anche se – fa notare poi Fanelli “meglio comunque un rapporto chiaro e trasparente con il lavoratore, piuttosto che alimentare il sistema delle false giornate”.
LO STATO SPINGE ALL’IRREGOLARITA’ - In Puglia, che è seconda regione per assunzione di manodopera in agricoltura, non riusciamo a ottenere una situazione previdenziale chiara – denuncia Donato Fanelli. “Gli artigiani operano in un regime di welfare di tipo assistenziale, gli agricoltura non hanno neppure una cassa che copra le giornate lavorative in caso di avverse condizioni climatiche o impedimenti a lavorare la terra.”
Lo Stato, insomma, come accade per qualsiasi fenomeno distorto (vedi l’immondizia e la Camorra a Napoli) spinge all’irregolarità.
“Purtroppo è così - conferma Fanelli – anche se il fenomeno dei falsi braccianti è semplice da combattere. La regione è intervenuta con sistemi quasi repressivi che non servono a nulla, chi sa manomettere le carte lo fa comunque. Noi, come Coldiretti, abbiamo chiesto di creare in Italia uno stato paritario sul lavoro. In Germania, nel periodo delle grandi raccolte, si pagano ragazzi e manodopera un terzo del contratto nazionale del lavoro, così si distolgono le attenzioni dei ragazzi dalla malavita. In Spagna, per le inclusioni sociali degli extracomunitari ci sono flussi continui. In Italia troppi lacci e laccioli favoriscono l’illegalità.”
FANELLI: ‘CHIEDIAMO UNA CASSA PER GLI AGRICOLTORI’ - “Le giornate hanno come presupposto, a livello giuridico, l’Istituto della disoccupazione: accade così che si registrano false giornate e in cambio arriva la disoccupazione, un assegno che può variare dai 4mila ai 7mila euro e che farebbe gola a chiunque. L’istituto della disoccupazione è valido per un dipendente che lavora, per collaboratori che ne hanno bisogno per completare il ciclo di giornate, ma nel 2011 può essere superato istituendo appunto una cassa degli operatori agricoli, come accade per gli artigiani. Noi abbiamo avanzato questa proposta.”
UNA CALAMITA’ DI BEFFE PER GLI AGRICOLTORI – Alle nostre osservazioni sui rimborsi a seguito di calamità, Donato Fanelli conferma: “il fenomeno dei braccianti agricoli drena risorse tra i braccianti stessi, che sono una figura importantissima e strategica per le imprese agricole, senza i quali, proprio perché siamo diventati aziende specializzate, saremmo alla frutta. Il sistema dei falsi braccianti non fa altro che gonfiare le sacche delle carte, sproporziona il mercato (perché alcune imprese – che chiamo associazioni a delinquere – assumono più delle loro stesse capacità), alimentano la concorrenza sleale poiché lucrano e hanno costi nettamente inferiori alle imprese che fanno le cose perbene. E poi si parla tanto di antitrust e concorrenza nell’Unione Europea.”
VEDI ANCHE FALSI BRACCIANTI: LE INDAGINI E I COMMENTI
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Commenti
Per non contare il fatto che non credo sia giusto risarcire solo i braccianti agricoli e non un povero disoccupato o cassaintegrato che magari ha anche avuto l'auto o parte della casa (infissi, tapparelle...) distrutti. Senò si va a finire come per le quote latte degli allevatori leghisti...
2)CHI PRENDE UN'ASSEGNO DI 7000 EURO SICURAMENTE AVRà MINIMO 5 FIGLI E MOGLIE A CARICO.
LA VERITà è CHE LAVORARE IN AGRICOLTURA NN CONVIENE PIù,SE SI CALCOLA CHE SI LAVORA DA GENNAIO A MARZO,DA FINE MAGGIO A METà LUGLIO ,DA METà AGOSTO A METà OTTOBRE E POI DA INIZIO NOVEMBRE A DICEMBRE.QUINDI 4 MESI ALL'ANNO DI FERIE SONO ASSICURATI,ANCHE CON LA DISOCCUPAZIONE UNO NN CE LA FA,
SENZA CONTARE CHE NEI MESI DI DURO LAVORO ,SE PIOVE NN SI PUò LAVORARE E TANTI ALTRI PROBLEMI...
QUINDI LA SOLUZIONE SAREBBE PORTARE UN GRAN CAMBIAMENTO NEL METODO DELLE ASSUNZIONI,SI EVITEREBBE ANCHE IL FENOMENO DEI FALSI BRACCIANTI.
PUNTO3)RENDETEVI CONTO CHE UN BRACCIANTE AGRICOLO NN PUò NEMMENO ACCEDERE AD UN MUTUO A CAUSA PROPRIO DEL CONTRATTO SEMPRE STAGIONALE.
Cè BISOGNO DI RINNOVAMENTO