INTERVISTA AL PROF. NICOLA CONENNA, PRESIDENTE DELL’UNIVERSITÁ DELL’IDROGENO, a margine della conferenza di Polignano sulle energie alternative, dove tra l'altro è stato lanciato il progetto dei due bus navetta per accompagnare i bagnanti a mare a Polignano.
IN BASSO, A FINE ARTICOLO, IL LINK AI VIDEO DELLA CONFERENZA DI POLIGNANO.
Professore cosa è l’università dell’idrogeno?
È una fondazione che è stata fondata da 2 o 3 anni all’incirca. Abbiamo fatto delle convenzioni prima con la Regione Puglia e poi con tutte le università pugliesi. Adesso abbiamo costituito un distretto tecnologico per fare ricerca sui temi che riguardano l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Quest'estate partiranno i corsi che si terranno nel cuore della foresta Umbra.
Da chi è finanziata l’università?
Da nessuno, ci autofinanziamo. Ci sono state finora delle imprese interessate. Per finanziare la ricerca abbiamo presentato un progetto importante al Miur (Ministero dell’università e della ricerca scientifica) chiedendo dieci milioni di euro. I corsi saranno a pagamento; tutto si basa su cifre basse e puntando su numeri alti. Sentiamo la necessità di far partire un’operazione finanziaria industriale, infatti tra dieci giorni partirà H2net che è una società per azioni. Puntiamo ad avere un azionariato popolare di migliaia di persone con 50 € di adesione e crescere come numero di aderenti. I fondi ricavati saranno investiti per avviare realmente l’economia dell’idrogeno.
Dove si trova la vostra sede?
A Cala Corvino a Monopoli. Ci ospitano nei loro locali, senza pagare l’affitto. Questo è stato un grosso aiuto che ci aveva dato il proprietario dello stabile.
Avete delle scadenze, degli obiettivi che dimostrano il vostro lavoro di ricerca?
Il nostro progetto di ricerca è già stato presentato al ministero, un progetto di 100 pagine, i temi sono sempre gli stessi. A ottobre lo presentiamo su una compagine internazionale al 7° programma Quadro dell’Unione Europea, dove chiederemo un paio di milioni di euro. Fino ad oggi non abbiamo avuto alcun finanziamento dalla Regione Puglia. Ci ha invece finanziati la Regione Toscana.
Nel mondo quante università dell’idrogeno si trovano?
La nostra è l’unica nel mondo. Poi ci sono vari gruppi che studiano l’idrogeno nel mondo; noi siamo in contatto con spagnoli, greci, tedeschi, francesi. L’idrogeno è stato originato all’incirca verso la metà dell’800 ed è stato sviluppato molto dalle agenzie spaziali, la NASA, l’ESA dagli anni ’60 agli ’80. Adesso sono soprattutto le case automobilistiche a occuparsene.
Quali fattori frenano il pieno interesse nei confronti dell’idrogeno?
Un po’ le tecnologie non sono pronte, dall’altro canto non c’è interesse a muoversi. In realtà tutti sanno che l’idrogeno è la tecnologia che prenderà piede nel settore automobilistico, ad esempio. Però adesso interessa tirare fuori questa storia tra almeno 10 o 20 anni perché devono prima ammortizzare gli investimenti che sono stati fatti sul diesel e poi, c’è ancora il petrolio. Sanno bene anche che tra 20/30 anni il petrolio finirà e quindi si pongono il problema di cominciare tra 20 anni. Questa è la verità. Mentre il nostro interesse è di cominciare molto prima. Noi siamo già in grado di costruire veicoli o prototipi, è solo una questione di soldi. Non ci finanziano, è questo è l’ostacolo principale.
Con i prototipi esistenti cosa si riuscirebbe a fare adesso?
Si riescono a fare tranquillamente dei prototipi. Passare da questi ad una pre - industrializzazione e ad una effettiva industrializzazione sono dei passi successivi.
Quindi parliamo di albori?
No, in realtà le agenzie spaziali hanno già sviluppato ciò che era nel loro interesse trent’anni fa.
L’idrogeno, quindi, viene utilizzato come fonte di energia?
No, non viene utilizzato come fonte di energia. L’idrogeno attualmente in circolazione non viene utilizzato per usi energetici, in realtà. Io invece sostengo che la diffusione che avrà l’idrogeno per usi energetici sarà dello stesso ordine di grandezza dell’energia elettrica in questo momento; tali da caratterizzare una società, infatti noi parliamo di economia dell’idrogeno.
E per quanto riguarda il progetto dei due bus navetta per accompagnare i bagnanti a mare, proposto durante l’incontro a Polignano?
È un’idea carina. Noi già disponiamo di un distributore a idrogeno nelle vicinanze di Polignano; si potrebbero fare due navette a metano e idrogeno.
Perché non solo a idrogeno?
Perché per farle a idrogeno al 100% bisognerebbe fare una motorizzazione elettrica e questo è un progetto più grande e più a lunga scadenza mentre la miscela a metano e idrogeno si può fare con i motori già esistenti. Andare a metano si inquina molto meno che andare a gasolio, se ci aggiungiamo l’idrogeno inquiniamo ancora meno. Così si può continuare a lavorare sull’idrogeno e introdurlo definitivamente. Adesso non abbiamo i punti di rifornimento e i veicoli non possono circolare, quindi bisogna fare le infrastrutture. L’idrogeno funziona allo stesso modo del metano, è molto simile.
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Commenti
Noi siamo disponibili ad un convegno sulla costa, però il "complimenti e continuate così" non ci sta più bene. Se sentite il bisogno di trattare queste problematiche allora collaboriamo e organizziamolo insieme questo incontro.
Ogni cittadino deve scendere in campo in prima persone.
Ripetiamo: siamo disponibilissimi ad organizzare un incontro di questo tipo, ma tu che hai sollevato il problema devi collaborare. La libertà è partecipazione.
ho visto anche i video di polignano r-evolution. complimenti per il congresso. benvengano questi congressi, non solo in campagna elettorale.
ricordo anche qualcuno che voleva fare un convegno sulla costa. quando lo facciamo?
pasquale