ALBERGHIERO: SERVONO 800MILA EURO - FOTO

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Esponenti provinciali e locali hanno fatto visita ai cantieri del nuovo edificio che, si spera a breve, possa ospitare le nuove classi dell’alberghiero. L’assessore provinciale alla pubblica istruzione Diperna, il sindaco Bovino, la vicesindaco De Donato, il consigliere provinciale Vitto, tecnici e insegnanti si sono dati appuntamento nel corso dell’assemblea d’istituto organizzata dagli alunni dell’istituto professionale per fare il punto sulle lungaggini burocratiche che sembrano gravare a fronte della mancata consegna dell’opera. I cantieri di fatto sono fermi, quando mancano solo delle opere accessorie.

Intanto ci vorrebbe una delibera di giunta o di consiglio comunale per dare l’avvio alle procedure di autorizzazione dell’impianto fotovoltaico, con pannelli da sistemare sui tetti delle scuole e degli uffici pubblici di Polignano. “Saremo in condizioni di cantierizzare l’opera entro un mese” – ha garantito Diperna, dopo aver ricevuto assicurazioni dal sindaco (continua...)

 

SERVONO 800MILA EURO - Per quanto riguarda la chiusura dei lavori di realizzazione dell’edificio scolastico, purtroppo la faccenda si fa sempre più burocratica e complessa. Da quando la Regione ha sforato il patto di stabilità, i bilanci della Provincia sono blindati in seguito ai mancati trasferimenti dell’ente regionale, rendendo di fatto sterile il tentativo di Vitto di organizzare una spedizione in Provincia con i ragazzi dell’alberghiero.

Il paradosso è che i soldi ci sono, ma non possono essere erogati. Bisogna sbloccare il rimanente 50% del totale, pari a 1,6 milioni di euro (iva esclusa), che è il costo totale dell’opera. Tra l’altro, la ditta che si occupa dei lavori non percepisce più compensi da maggio 2010 e vanta crediti per circa 800 mila euro, la metà del costo totale.

L’ing. Paolo Caradonna, titolare della ditta omonima esegue i lavori con la Tecno Edilizia Meridionale, in A.T.I. (Associazione temporanea d’Impresa). “Mancano solo le ultime forniture, l’istituto alberghiero è quasi pronto”. Per completare l’appalto - spiega Caradonna - servono quei crediti”. L’impresa non è più in grado di sostenere ulteriori costi di residuali forniture che sono di carattere meramente accessorio. Servono perché l’opera possa essere ritenuta completa, e quindi consegnata e aperta al pubblico.

Stessa sorte toccherà al piano strategico dell’area vasta Metropoli Terra di Bari. I soldi ci sono, ma il forziere di via Capruzzi è bloccato per via del patto di stabilità. Bisogna cercare una soluzione per slegare i cordoni della borsa.