Il latte di qualità abbandona Polignano. Polignanesi poco sensibili.
Aprì nel settembre 2009: Polignano perde la sfida contro gli imballaggi, a favore del riciclo e della qualità.
A quanto pare i polignanesi non sono sensibili alla tematica dei prodotti a km zero, infatti l'iniziativa di un allevatore della provincia, che ha installato nella ridente cittadina un distributore di latte crudo alla spina, è destinata a terminare a causa della scarsa affluenza registrata da questo servizio.
Il nostro paese sta perdendo l'ennesimo treno! Rinunciando, infatti, ai prodotti alla spina inevitabilmente si va ad aggravare il problema dei rifiuti, considerando che la discarica di Conversano è già prossima all'esaurimento e che Polignano si distingue per la raccolta differenziata, naturalmente in negativo, con la percentuale più bassa di tutta la provincia di Bari.
La stessa iniziativa, però, in paesi limitrofi ha riscontrato enorme successo: come si spiega, allora, questo deficit culturale da parte di noi polignanesi? Siamo davvero cosi insensibili alle tematiche ambientali?
“La gente a Polignano preferisce, inspiegabilmente utilizzare il latte a lunga conservazione anziché quello fresco” ci spiega l'allevatore.
Bisognerebbe sensibilizzare la gente sulla qualità dei prodotti alimentari, perché ogni volta che si fa la spesa, il consumatore sta votando!
In altri comuni italiani l’installazione di questi distributori, è spesso accompagnata da una campagna di comunicazione e informazione alla cittadinanza sulle caratteristiche del latte crudo, di ottima
qualità e dalle ottime proprietà nutritive, da parte anche della pubblica amministrazione. A Polignano invece il tutto è avvenuto nella quasi totale indifferenza.
Recandoci in un supermercato per comperare il latte avete notato quanti tipi ce ne sono?
Quello senza grassi, quello pastorizzato, quello più digeribile, quello che dura sei mesi, quello che dura sei giorni, quello con omega tre... ma il latte vero, quello della mucca dov'è???
Il consumo di latte crudo di qualità è un vero e proprio toccasana per la salute. Bisognerebbe riscoprire “il buon latte di una volta” che la grande distribuzione ha fatto cadere nell’oblio.
“Il latte crudo ha una qualità garantita, dal punto di vista batterico e nutrizionale. E' necessario rifornirsi al distributore con la propria bottiglia di vetro ben pulita e bollirlo solo se deve essere conservato alcuni giorni in più in frigo” per tutto il resto garantisce l'allevatore.
Se proprio non bastassero la sensibilità verso l'ambiente e la qualità superiore, il latte crudo alla spina dovrebbe essere preferito anche dalle persone sensibili al “portafoglio” visto che il costo è nettamente inferiore rispetto a quello del latte pastorizzato da supermercato, mediamente il 30% in meno.
Sembrano tutti d'accordo quando si parla di “filiera corta”, ma...nella pratica quortidiana?
Davanti a questo passo indietro per il nostro paese, dal punto di vista alimentare ed ambientale, nessuno sembra essere preoccupato, amministrazione comunale ed opposizioni, hanno evidentemente altri interessi, quali: cementificazione e speculazione da una parte, dall'altra poi si è intenti solo a realizzare coalizioni vuote, senza idee, ma con le solite persone che gareggiano per le solite poltrone.
La valorizzazione della filiera corta, delle iniziative per la riduzione dei rifiuti e la distribuzione dei prodotti alla spina, sono proposte alternative pensate per contribuire a costruire una società che sia meno legata alla pubblicità e che, invece, incentivi l’uso di prodotti di qualità, provenienti da produzioni locali al fine di
sostenere lo sviluppo dell’economia della nostra regione e il rispetto dell’ambiente.
Polignano, paese di vocazione agricola, è insensibile a questi temi?
Qualcosa non torna....
Il nostro amico allevatore manterrà attivo il proprio esercizio ancora per qualche mese a Polignano: sarà sufficiente questo arco di tempo per permettergli di cambiare idea, prolungando così la permanenza
della sua attività qui da noi?
La nostra associazione, Polignano R-Evolution, è attenta a tali tematiche e si sta muovendo per cercare soluzioni alternative perevitare che il nostro paese perda anche questo treno.
Articolo di Emanuele Scagliusi (Polignano R-Evolution)
Link correlati:
VEDI L'APERTURA DEL PRIMO DISTRIBUTORE DI LATTE A POLIGNANO
VEDI ANCHE ECONOMIE ALTERNATIVE: RACCOLTA OLI ESAUSTI A POLIGNANO
ECONOMIE ALTERNATIVE: LA LAVANDERIA A GETTONI A POLIGNANO
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Commenti
so che hai molta, molta ragione. Purtroppo quando si deve considerare un fenomeno sociale bisogna guardarlo senza filtri. L'ho premesso subito: il consumatore è una figura sociale molto strana, e va studiato per quello che è, e non per quello che dovrebbe o potrebbe essere. Il consumatore va educato e assecondato paritempo in un processo molto graduale. Non puoi pretendere che da oggi al domani giriamo tutti in bicicletta, compriamo prodotti km0, saponi ecosostenibili etc. Sarebbe bello, ma è, mi permetterai, un pò irreale. Il consumatore va guidato come un bambino mano mano verso modalità più sostenibili magari strizzando l'occhio all'economicità e alla comodità (l'acqua in brocca piuttosto che il fardello di plastica, la bici piuttosto che la macchina etc).
Questa è la realtà. Il mondo che vorrei è solo una bella e triste canzone di Vasco Rossi.
p.s. scusa ma la macchina poi chi la campa?
Speriamo però nella maturità della gente, nella speranza che questi temi, come quello dei prodotti a km. zero, diventi una questione prioritaria.
Penso che il consumatore sia una figura molto strana, ma che agisce secondo dei criteri "stringenti". Allungare fino a S.Antonio, trovare il parcheggio, etc, ha un peso nella tempistica del consumatore che non vive in quel quartiere (oltre che un costo ambientale, maledetto mondo inquinato), troppo alta.
Eppure l'attenzione verso la tematica dei KM zero e dei rifiuti è assolutamente attuale e sarebbe veramente drammatico perdere questo treno a Polignano.
Se il titolare inserisse delle macchine distibutici nei luoghi dove la gente fa la spesa abitualmente? (ottimizzando tempi per i consumatori e spostamenti in un'ottica più integrata).
Magari una nel mercato (vicino alla posta), e una nel C7 (o come si chiama, quello sopra il Gelso), o nel nascendo nuovo centro commerciale a S.Antonio.
Non so della fattibilità economica ma voglio esprimere la solidarietà (da BUE NERO)per queste belle mucche della valle d'Itria e da consumatore verso queste iniziative.
UN MONDO MIGLIORE E' POSSIBILE!!!
bue
Questa gente purtroppo ce la ritroviamo anche negli uffici pubblici, questo è ancora più grave!