Lunedì 25 Marzo 2019
   
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AGAPE: IL CAMPO DA GOLF NON S'HA DA FARE

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ESCLUSIVO 'LA VOCE DEL PAESE'

 

INAMMISSIBILE: SU NOVE PROGETTI ACCEDE AL FINANZIAMENTO SOLO IL PORTO TURISTICO

 

Sono di ragioni burocratiche le motivazioni per le quali il piano di lottizzazione Parco dei Trulli con annesso campo da golf in località Fontanelle, vicino Cozze, non è stato ammesso al finanziamento regionale richiesto dal gruppo edile GIEM pari a 7milioni di euro. La documentazione presentata dal soggetto richiedente (GIEM) è difettosa; non è in regola ai sensi dell'art. 11 dell'Avviso Pubblico.

Così, in poche e sintetiche righe è annotata la causa del diniego,  in una nota ufficiale firmata dal valutatore del progetto Gianluca De Paola e del project manager Salvatore De Masi. Per De Paola e De Masi: “non è stata prodotta la documentazione attestante l’avvio delle procedure relative all’ottenimento delle autorizzazioni amministrative, necessarie allo svolgimento delle attività da realizzare”.

Neppure la delibera di adozione del piano approvata dal consiglio comunale del 6 dicembre scorso e presentata dalla Giem dopo il primo rigetto dell'istanza di finanziamento, non ha convinto gli esaminatori che hanno ribocciato la domanda.morelli-andidero-consiglio

Nelle sette pagine della relazione istruttoria non si entra mai nel merito del piano di lottizzazione, non si fa alcun riferimento alle villette a uso private o alle strutture ricettive previste nel progetto. Si entra nei dettagli del piano in un caso solo: il campo da golf previsto a lato mare. Il golf sembra il vero ostacolo all’ottenimento di questo finanziamento.

Infatti si legge che: “L’Autorità Ambientale, in sede di esame della relazione di sostenibilità ambientale fornita… atteso il contesto ambientale e paesaggistico di particolare pregio, ha ritenuto di non poter esprimere parere favorevole relativamente al previsto campo da golf”.

L’Ufficio ambiente ritiene valide le prescrizioni rilasciate nel parere paesaggistico per l'accordo di programma del 2000 denominato 'Agape' (accordo precedente alla variante del piano di lottizzazione). In quegli accordi si prescriveva di “conservare integralmente la vegetazione presente sull’area, i manufatti con copertura a trullo e i muretti a secco che configurano un paesaggio agrario di interesse storico-culturale meritevole di tutela”.

Va chiarito, per dovere di cronaca, che le osservazioni e le denunce presentate dai partiti dell’opposizione e da Legambiente non hanno nulla a che vedere con questo passaggio. Si tratta di due valutazioni separate. Tra l’altro, la GIEM potrebbe realizzare Parco dei Trulli con fondi esclusivamente privati, a prescindere dal finanziamento regionale.

Potrà farlo comunque, solo quando la Regione Puglia avrà apportato o meno le dovute modifiche sulla base delle osservazioni presentate dai partiti, e quindi solo in caso di definitiva approvazione da parte della giunta regionale. La non ammissibilità al finanziamento è un sentore negativo, perché Parco dei Trulli, non superando la prima prova al finanziamento, tra qualche settimana potrebbe uscire dagli uffici dell’assessore Barbanente totalmente stravolto nei piani iniziali, o andare incontro a una clamorosa bocciatura. Se andasse così, ci troveremmo dinanzi a una vicenda che si trascina dagli anni '70 del secolo scorso.

La GIEM intanto, avrebbe presentato il secondo nuovo ricorso rivendicando l’ammissibilità del finanziamento e la completezza della documentazione. Si tratta della stessa misura di finanziamenti andati invece a buon fine nel caso del porto turistico, anche se delle ruspe non vi è neppure l'ombra.

A breve sarà resa pubblica la graduatoria dei nove soggetti proponenti, otto dei quali (non solo quindi la Giem) non otterranno il finanziamento regionale. Solo un soggetto ha superato la prova ammissibilità: 6 milioni pubblici andranno alla Cala Ponte/Fimco per il porto turistico di Polignano. Porto turistico che invece doveva essere realizzato dalla società mista e dal privato a cui l'amministrazione nel 2005 svendette l'area. Società mista dove la quota di partecipazione del Comune di Polignano si è inspiegabilmente ridotta, passando dal 5% (come da convenzione) allo 0,87%. Ma questa è un'altra storia.

*Nella foto, in primo piano, i legali del gruppo Giem e Andidero

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Commenti  

 
#6 up 2011-04-04 16:41
speriamo , ormai possiamo solo questo , che almeno sia data a tutti la possibilità di poter varare i natanti da uno scivolo
pubblico all'interno del porto privato ,
visto che neanche questo abbiamo mai avuto sino ad oggi a Polignano.
 
 
#5 ruge 2011-04-04 13:39
caro "paese di invidiosi", il porto serve eccome, ma serve e deve essere utilizzato da tutti non solo da chi diverra' padrone grazie a finanziamenti pubblici(cioè soldi nostri) diventera' padrone e potra' metterti una bella sbarra all'ingresso, capito ora?? o no??
 
 
#4 Polignano turistica 2011-04-04 00:20
Il porto è un'altra cosa che bisogna bloccare immediatamente
 
 
#3 paese di invidiosi 2011-04-03 12:08
come pensi che funzionino i finanziamenti?? Che siano regionali o fondi della comunita' europea. Tu hai contribuito a finanziare tantissime iniziative private tra cui ristoranti industrie e negozi. almeno il porto turistico dara' visibilita a polignano. O non vogliamo nemmeno quello?? Ma si restiamo indietro ai tempi delle aste delle patate...questo paese non crescera' mai. Madannnn. Fallo tu il porto se ne sei capace
 
 
#2 ruge 2011-04-02 15:32
fogna inesistente, strade di piano ad uso pubblico che diventano private illegittimamente , abitabilità date illegalmente a ville che hanno costruito al di sopra del piano stradale etc etc questa è san vito e gli uffici del utc
 
 
#1 ruge 2011-04-02 06:43
be almeno avremo un porto privato fatto con soldi nostri,
 

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