Martedì 16 Luglio 2019
   
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“PARLA CON LUI”: UOMINI CHE (SI) ODIANO LE DONNE

safiya

In una società evoluta quale supponiamo sia la nostra, i dati Istat del 2007 (un tempo recentissimo) sui casi di violenza alle donne in Italia parlano chiaro. Su un campione riguardante 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate telefonicamente, le cifre balzano preoccupanti ai nostri occhi. Sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne, nel nostro paese, vittime di violenza fisica o sessuale (31,9 % della classe considerata); 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7 %) e 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8 %). Il dato disarmante e più consistente è la percentuale dei casi non denunciati: il 96 % di violenze da parte di un non partner e il 93 % da parte di partner. Ma per violenza non s’intende solo quella strettamente sessuale. Viene posta a giudizio giuridico anche l’essere strattonata, spinta, afferrata o presa per i capelli, schiaffeggiata o presa a morsi e calci.

E’ su queste tematiche scottanti e avvilenti che l’associazione Safiya di Polignano ha tenuto il giorno 28 gennaio nella sala consiliare di Polignano, un incontro aperto a tutti i cittadini e le cittadine polignanesi per discutere e sensibilizzare le donne a non temere nessuna ritorsione da parte maschile sulla scelta di denunciare possibili violenze subite. L’incontro si è aperto con la proiezione di un documentario, realizzato da Elisabetta Francia con la collaborazione della Regione Lombardia, dal titolo “Parla con lui”; un documento che raccoglie le opinioni “al maschile” di diversi campioni presi tra fasce d’età differenti: dai giovanissimi a uomini di età adulta, intervallate alle opinioni degli esperti e degli organi che cercano di monitorare e sanare questo dilagante e silente fenomeno; sino alle interviste di alcuni stalker, dal viso coperto, che raccontano la loro mania-malattia nei confronti della donna che da amata diventa oggetto a cui procurare solo sofferenza. Sono solo voci maschili, quelle presenti nel film, voci rauche e dallo sguardo inesistente nel caso degli stalker, che si sono trovati a fare i conti con il desiderio di corrispondere ad un socialmente riconosciuto status di “macho” e ossessionati dall’impossibilità di raggiungerlo, riflettono le proprie frustrazioni con la violenza sulle proprie donne. Dall’altro lato, invece, uomini che hanno la forza, di riconoscere le proprie debolezze e la voglia di rispettare le donne. Questi uomini che hanno capito che le donne vanno amate e rispettate hanno dato vita all’associazione nazionale “Maschile Plurale”, rappresentata durante l’incontro a Polignano da Orazio Leggiero. Al dibattito pubblico, dopo la proiezione del film, sono intervenuti Anna Maria Montanaro (presidente dell’associazione “Safiya”), Rosa Cecilia Caprera (presidente dell’ass. “Io Donna” di Brindisi), Mirella Pasca (presidente dell’ass. “Alzaia” di Taranto), Valentina Marzano (psicologa del centro antiviolenza), Cristina Lanzillotta (legale del centro anti violenza Safiya) e Ofelia Milone (operatrice del centro). Alla discussione hanno partecipato timidamente le donne presenti che attraverso i commenti critici sul documentario visto, sono giunte alla riflessione di dover finalmente trovare le forze per non considerarsi un mero oggetto nelle mani degli uomini e nei casi estremi di denunciare, senza timori o vergogne, le violenze- anche quelle credute di minore entità- che si subiscono.

Nel nostro circondario i dati parlano ancora sommessamente; soprattutto nei centri più piccoli, le notizie di donne che subiscono violenze da parte dei mariti girano purtroppo solo verbalmente e quelle denunciate non corrispondono al così alto numero che giunge attraverso il pettegolezzo paesano.

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