Confermate le voci sul 'prodigioso' calo delle quote di partecipazione pubblica
Peggio delle indiscrezioni: il Comune è sceso a quota 0,87%
La delibera regionale del 28 dicembre scorso, con annesso regalo di Natale da 6 milioni di euro per la Cala Ponte, svela il segreto di pulcinella. Della serie tutti lo sapevano.
Nella relazione istruttoria allegata alla delibera c’è la conferma del ‘segreto’. La quota di partecipazione del Comune di Polignano a Mare continua a ridursi inspiegabilmente, passando così dal 5% (come da convenzione) allo 0,87%. Ma come è possibile?
Evidentemente siamo stati piuttosto generosi quando, un mese fa, seguendo le indiscrezioni di Palazzo, avevamo azzardato un misero 2%.
Ora la composizione attuale della Cala Ponte sarebbe questa: FIMCO srl dell’imprenditore Fusillo detiene il 98,08 %, il Comune di Polignano scende a quota 0,87% (rispetto al 5% iniziale) e azionisti minori addirittura avanti con l’1,05 %.
A questo punto varrebbe la pena dare un’occhiata al contratto di Convenzione, per scoprire con tutta probabilità che quel 5% avrebbe dovuto essere tutelato e controllato. Il 5% doveva restare tale anche in presenza di un aumento di capitale che di fatto si è verificato, ma le quote del comune di Polignano non sono state rimpinguate.
E già, ma chi controlla? L’amministrazione ha nominato i membri di parte pubblica del consiglio di amministrazione della Cala Ponte? Al momento sappiamo solo che in principio, uno dei revisori dei conti è stato Gianni Colagrande. Del resto, e degli sviluppi attuali, si sa davvero ben poco.
La Cala Ponte quindi è davvero una società con quote del comune senza controllo pubblico? Perché le quote di partecipazione pubbliche continuano a scendere?
Scorriamo le pagine verbalizzate del cda della Safiri riunitosi il 27 settembre 2006, allegate all’atto ufficiale di cessione delle azioni. Con una scrittura privata a firma dell’allora sindaco Di Giorgio e di Fusillo, presidente cda della Safiri, si consentì all’epoca il trasferimento della partecipazione di maggioranza detenuta dal Comune di Polignano nella società Cala Ponte.
Nel cda riunitosi il 27 settembre, tra le condizioni previste dalla cessione, al punto (h) si legge: “Il comune di Polignano sarà messo in condizione di conservare inalterato il valore nominale della propria quota di partecipazione nel limite del 5%, sia nell’ipotesi di perdite di gestione sia in quella di aumento del capitale sociale”.
Queste condizioni sono venute meno? Perché?
Gli interrogativi sono tanti e oltre ad agitare le acque del porto, allungano spettri sulla maglia 12, il terreno da edificare immediatamente adiacente all’area portuale.
Pare tra l’altro che, sulla convenzione del 2006, fosse scritto in chiaro che il porto doveva essere costruito entro 18 mesi dall’operazione di “svendita”.
Da allora ne è passata di acqua sotto il porto, sepolto.
Alcuni link correlati alla notizia:
VEDI ANCHE FINANZIAMENTI REGIONALI E FRUGIS: 'ADESSO BASTA'
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LA CAPITANERIA FAVOREVOLE AL PORTO
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PORTO TURISTICO E LAVORI DI SICUREZZA NEL 2010
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Commenti
Se non si può evitare la presenza massiccia di anonimi, che purtroppo non esprimono il loro pensiero con il proprio nome, a fronte dei pochissimi partecipanti che si esprimono alla luce del sole, che almeno si usi la censura “cum grano salis”!
Insomma, spett.le Redazione, è così difficile distinguere il grano dall'erba cattiva, il loglio della parabola del Vangelo che andrebbe riletta anche nel presente caso!
Mi piacerebbe conoscere la parola censurata a Giò....per capire meglio.
[*** Per ogni confronto possiamo si può comunicare attraverso commenti
[*** esiste un regolamento. Noi abbiamo scelto di far parlare tutti, con o senza Firma. E con o senza Firma, le "volgarità" saranno censurati. Saluti. *** ]
Sarebbe bene, che ognuno di questi si assumesse delle responsabilità e ne rendesse conto nei confronti dei cittadini Poligananesi.
Loro, furono assunti come organo di controllo contabile ed amministrativo dell'Amministrazione dell'epoca.
*** Siamo nel 2011 e il 1094 è ormai lontano...
quando si fanno simili contratti è d'obbligo farsi assistere da esperti in diritto societario e successivamente farsi tutelare da valenti avvocati.***