Il porto sepolto, fine pena mai. Il consigliere Franco Frugis non ne può più. L’attesa è snervante. Prova ad agitare nuovamente le acque dello specchio marittimo più 'inesplorato' di Polignano.
L’apertura dei cantieri al porto turistico che sarebbe stata annunciata entro fine ottobre dall’imprenditore Fusillo tramite nota scritta e inviata a Palazzo di Città, si rivela l’ennesima bufala. E
intanto ci avviamo al quinto anniversario dall’operazione di ‘svendita’ dell’area portuale.
Le maglie con villette da costruire a monte si intrecciano in un fitto intrigo di trame, supposizioni, mezze verità, società immobiliari prima abbandonate su binari morti, come la Monsignore, che poi improvvisamente scaldano i motori e vanno a farsi benedire.
Terreni di proprietà di personaggi pubblici e politici a loro volta azionisti del gioco a scatole cinesi che si scrive Safiri, ma si pronuncia ancora Cala Ponte.
D’altro canto non sono ancora noti i motivi per i quali la Safiri, secondo voci, non avrebbe potuto realizzare alcun porto né detenere le quote della Cala Ponte. Della contorta vicenda pare che se ne sia parlato addirittura in un convegno tenuto da magistrati amministrativi, nell’ambito del quale sarebbe emersa l’assurdità del caso e dell’acquisizione delle quote. Vi avrebbe partecipato un legale vicino all’amministrazione.
Intanto, da pochi giorni serpeggia il sospetto che l’imprenditore, a corto di liquidità, questa volta abbia chiesto finanziamenti regionali POR o comunque, voci di corridoio, la Regione starebbe cucendo un bando su misura, apposta per il porto e per chi dovrebbe realizzarlo.
“Sarebbe ancora peggio – osserva Frugis – a dimostrazione che la politica è sempre al servizio e che gli imprenditori fanno quello che vogliono. Il fatto che invece non sia prevista alcuna penale è gravissimo per dirigenti e politici."
69.500 metri quadrati di superficie interessata, 38mila metri quadrati è lo specchio d’acqua che Franco Frugis, a questo punto, rivendica in nome dei polignanesi. Pensate, il 19 luglio 2010, alla collega del quotidiano Barisera, il dirigente dell’UTC, ing. Giuseppe Stama assicura: “Da quello che sappiamo entro i primi di settembre inizieranno i lavori. Dopo la realizzazione della viabilità, c’è stato uno stop per la richiesta di autorizzazioni per lo scavo a mare”.
Franco Frugis è stizzito, come tanti polignanesi: “Io questa lettera che Fusillo ha mandato al sindaco, dove si annuncia l’inizio dei lavori a fine ottobre, non l’ho ancora vista e nemmeno ricevuta.”
La proposta di Frugis, vale a dire costituire un’ATI, non è caduta nel vuoto. Continua a ricevere sostegno e disponibilità da parte di imprenditori, polignanesi trapiantati al nord pronti a sborsare euro per acquisire il valore delle azioni, chiedendo a Fusillo l’immediata restituzione e la riconsegna al comune.
“Restituire quello che gli spetta - precisa Frugis - non quello che ha dato, tangenti eventualmente… a noi non ce ne frega niente. A noi interessa che l’area portuale torni ai polignanesi nel caso non dovessero più partire i lavori. Questa operazione a me non è piaciuta dal primo momento; una cessione di partecipazione dove non c’è una penale o scadenze chiare”.
Secondo Frugis l’amministrazione comunale finora ha fatto resistenza alle “sirene che, in mancanza di liquidità, vorrebbero che si realizzi subito una zona residenziale e non il porto. ”
“Secondo me - conclude - stanno ritardando per questo, perché si vuole realizzare prima la zona residenziale e non più quella turistico alberghiera. Corrono pure voci che le quote di partecipazione del comune nella società sarebbero scese dal 5% al 2 virgola qualcosa. In ogni caso se i lavori del porto non iniziano – è l’ennesimo e ripetuto ultimatum di Frugis - chiederò che il consiglio comunale si esprima rispetto a una revoca dello specchio d’acqua da parte del Ministero. Bisogna cercare delle soluzioni per tutelare l’ente e l’intera comunità”.
ANOMALIE - Se le indiscrezioni sulle quote trovassero conferma, non si spiegherebbe quanto riportato sul verbale del consiglio di amministrazione della Safiri riunitosi il 27 settembre 2006, allegato all’atto ufficiale di cessione delle azioni. Con una scrittura privata a firma dell’allora sindaco Di Giorgio e di Fusillo, presidente cda della Safiri si consente il trasferimento della partecipazione di maggioranza detenuta dal Comune di Polignano nella società Cala Ponte.
Nel cda riunitosi il 27 settembre, scorrendo tra le voci delle condizioni previste dalla cessione, al punto (h) si legge: “Il comune di Polignano sarà messo in condizione di conservare inalterato il
valore nominale della propria quota di partecipazione nel limite del 5%, sia nell’ipotesi di perdite di gestione sia in quella di aumento del capitale sociale”.
Ci consoliamo con il grafico a destra, nella parodia di Gio' Mazzone, progetto "Nuovo porto turistico in zona 'Depurata'".
Anche perché suona come una burla rileggere, a distanza di cinque anni, quanto riportato nella scrittura privata che motiva la cessione delle quote: “E’ ferma intenzione dell’Amministrazione del Comune di Polignano a Mare poter vedere realizzato il porto turistico per i notevoli risvolti positivi socio-economici per la propria collettività polignanese”.
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Commenti
per chi vi osserva da fuori ogni volta che avanzate questi ridicoli sensi di appartenenza altro non fate che rimpicciolirvi intellettualmente (ma non economicamente,lo so) e chiudervi socialmente.
in ultimo le faccio presente che se un individuo è nato altrove non è assolutamente da considerare diverso.
pensa che polignano e solo uno sputo nel mondo
ciao e spero che mi rispondete e che l'altissimo moderatore mi pubblichi
firmato uno di polignano nato altrove
..di Opposizione o di Maggioranza ?
In quanto il suo modo di fare, oltre a non essere chiaro.......e'anche molto ambiguo.
Identico a quello del Presidente del Consiglio, creatore e fautore del Movimento Neapolis, che potrà ricevere fiducia da noi tutti, solamente nel Momento in cui rassegnasse le dimissioni dalla carica che rivesste
sono tutti bravi a parlare sui giornali senza assumersi le proprie responsabilità.