Lunedì 25 Marzo 2019
   
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GIBBANZA E SARAGHI: NUOVI PARTICOLARI DELL'INCHIESTA

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'UN BEL SARAGO NON SI TROVA A POLIGNANO?'

Nuove scottanti confessioni agli inquirenti

Proseguono gli interrogatori disposti dal pm Isabella Ginefra sull’inchiesta ‘Gibbanza’ che, tra gli altri, ha condotto agli arresti domiciliari un commercialista polignanese, Paolo Centrone, che ora rischierebbe la radiazione dall’albo dei commercialisti.

Oronzo Quintavalle detto “Sandro”, deus ex machina della truffa, conoscente di Centrone e commercialista barese di 53 anni, con mansioni di giudice della seconda sezione della commissione tributaria regionale, ha scelto di collaborare con gli inquirenti. La notizia intanto, fa tremare il mondo dei commercialisti e delle toghe.

Provato dalla detenzione carceraria, dal 3 novembre scorso, giorno in cui sono scattate le manette ai polsi per lui e altri tre componenti della Commissione Tributaria, “Sandro” ha deciso di rompere il silenzio.

Questa è la metamorfosi di un uomo che appare oggi molto diverso dal Quintavalle che le telecamere della Finanza hanno inchiodato mentre riceveva regali e mazzette (vedi foto). Ai tempi della dolce vita, confidava candidamente ai telefoni di amare i saraghi polignanesi, o tutt’al più qualche cerniotto che avrebbe volentieri gradito in cambio del silenzio o per risolvere contenziosi pari anche a 5mila euro.

“Sandro” oggi è un po’ sottotono rispetto alle battute telefoniche scambiate con Paolo Centrone a cui domandava: Un bel sarago non si riesce a trovare a Polignano? Se trovi un mezzo chilo di  cerniotto, una cerniotta, una cernia piccola. Che io a quelle cose impazzisco”.

Una buona forchetta, si direbbe. Ma oggi, nella mensa della circondariale di Bari non ci sono saraghi o cerniotti freschi di Polignano. Agli inquirenti che sono andati a trovarlo dopo un regolare pranzo, fornisce notizie utili al prosieguo delle indagini. Quintavalle chiarirà meglio i ruoli dei suoi colleghi, giudici togati e non, provenienti dal penale ma anche in servizio al Tar Puglia.

Sarebbero 47 in tutto le persone iscritte nel registro. Le confessioni di “Sandro” potranno essere determinanti per fare luce su questa sfilza di nomi, su intrecci e relazioni.

I primi elementi forniti alle domande dei finanzieri e pm Ginefra sembrano interessanti. Come contropartita non solo saraghi, ma regalie e mazzette varie. Beni sui quali giovedì prossimo, dinanzi ai giudici del riesame, si decideranno misure cautelari. La posizione di Quintavalle dopo le confessioni, potrebbe in ogni caso migliorare.

Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola deciderà nei prossimi giorni sulla richiesta di interdizione proposta dalla procura di Bari nei confronti di altri cinque giudici coinvolti nella vicenda: i baresi Aldo D’Innella, magistrato in pensione di 72 anni, Francesco Ferrigni, 70enne, Vittorio Masiello, di 73, Francesco Paolo Moliterni, materano di 67 anni e Giuseppe Savino, 71enne di Sammichele.

DANNI ALL'ERARIO E SEQUESTRO DI BENI - Dalle indagini, ricordiamo, emerse un sistema di corruzione, utilizzato per pilotare sentenze relative a processi tributari che erano scaturiti da verifiche fiscali effettuate dalla Guardia di Finanza. Un sistema che avrebbe causato un danno all'Erario per oltre 100 milioni.

Nel corso dell'operazione i militari del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle hanno anche sequestrato beni mobili e immobili per un valore di mercato pari a circa 200 milioni tra cui complessi aziendali, appartamenti e terreni.

Le tangenti pagate per pilotare le sentenze della Commissione tributaria regionale della Puglia sarebbero almeno undici, relative al pagamento di somme di danaro (anche da 500 euro), all'acquisto di televisori, e al conferimento di nomine in collegi sindacali.

VEDI ANCHE LA NOTIZIA DELL'ARRESTO E INCHIESTA GIBBANZA


Commenti  

 
#1 Rhapal CAFFE 2012-05-28 08:04
Ecco cosa significa la legge. le tasse bisogna pagarle.
 

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