IN UN TORNEO DI BURRACO DEVOLUTI 1700 EURO
Lo sfogo di un papà: 'Dove stiamo arrivando? L'anno scorso le tende, quest'anno le lavagne...'
In una classe della scuola media Sarnelli-De Donato hanno già acquistato la prima lavagna interattiva multimediale (LIM). L’iniziativa prevede una maxi-colletta a carico dei genitori degli alunni per l’acquisto delle lavagne. L’idea è della vicesindaco, dirigente scolastico Beatrice De Donato.
Per la prima volta un genitore esprime pubblicamente il proprio dissenso, rompe il tabù e grida allo scandalo, scegliendo i nostri microfoni per far sentire la propria voce.
“Le polemiche? Sono strumentalizzazioni – minimizza la De Donato. – Io ho solo lanciato l’idea, ma non ho costretto nessuno. Purtroppo in alcune classi le LIM già c’erano, in altre no. Furono stanziati dei finanziamenti pubblici, ma alcune classi rimasero senza LIM. Notai da subito che le classi dotate di lavagne interattive svettavano, mentre le altre no. Ho lanciato l’idea, si è attivato un percorso di condivisione, i genitori poi hanno deciso di comprarla.”
Gli sponsor privati in una scuola pubblica. “Perché no? - la De Donato non si scompone - ben vengano pure quelli, non ci trovo nulla di strano. Si tratterebbe di una giusta causa”.
La De Donato sfodera il suo cellulare e attiva il display: “Vedi, questo è l’sms che ho ricevuto il 27 ottobre da un papà felice perché è stata acquistata la prima LIM”.
RACCOLTA FONDI - Nel frattempo si è mossa la macchina della solidarietà, proprio come in una comune campagna di sensibilizzazione. Domenica scorsa si è tenuto un torneo di burraco organizzato da Fanni Massimeo, presidente dell’associazione Antiche Ville, in ricordo di Tonina Laselva. L’incasso di 1760 euro è stato interamente devoluto ai genitori delle prime classi per acquistare una lavagna LIM.
Anche se, ciascuna lavagna costa 2200 euro. Ce ne vogliono 7. I meno abbienti contribuiscono fino a un massimo di circa 100 euro, in busta chiusa, i più facoltosi coprono la differenza sostanziosa dei costi.
Il metodo quindi, rispolvera antichi retaggi; immaginate quando i benefattori facevano la differenza davanti alle mani tese dei più bisognosi. Un sistema che rischia comunque di marcare le differenze all'interno di un ristretto gruppo sociale, dove tutti quanti si ri-conoscono.
IL RACCONTO DEL PAPA' - “Sono contrario per una questione di principio. Non si mette in discussione la 100 euro. Tutto questo è scandaloso”. Così. il papà ai nostri microfoni rompe il silenzio e cerca di spronare gli altri genitori.
“In una prima riunione – racconta – la dirigente ha mostrato la lavagna. Prima ha fatto venire l’acquolina in bocca alle mamme, dicendo loro che i ragazzi seguono più attentamente grazie alla lavagna.”
E poi? “Non posso fare niente, ve lo dico subito” – avrebbe risposto a chi si illudeva pensando a un sostegno pubblico.
“Fate mostre, organizzate tornei di burraco, datevi da fare e trovate gli sponsor – prosegue il racconto – Ci sono state altre riunioni. Alla prima si partì dall’offerta libera. Già alla seconda riunione saltò fuori che bisognava mettere almeno 100 euro a testa. Alcune mamme si sono ribellate per la cifra un po’ alta, anche se ripeto, è una questione di principio, non di soldi."
Stando al racconto del papà, in un primo momento si sarebbero ribellati addirittura i genitori facoltosi. “Li hanno convinti dicendo loro che il contributo può essere scaricato, anche se non si è capito come.
Perché dobbiamo comprare noi la lavagna? Capisco il compasso, i libri, oggetti che rimangono comunque nel privato. Ma così è troppo. L’anno scorso i genitori hanno contribuito per le tende nelle aule. Ma insomma dove si vuole arrivare? L’anno prossimo ci chiederanno di dipingere i muri?”
Intanto, i genitori dei ragazzi si riuniranno giovedì prossimo. “Ci vado anch’io – promette il papà – questa volta vorrei dire la mia. Parecchi genitori non parlano e le mamme sono state messe con le spalle al muro.”
“Gli enti pubblici – osserva in conclusione - hanno la forza di bandire un concorso. Forse con un bando si potrebbe perfino risparmiare. Sono stati spesi ben 12mila euro per fare quel carrozzone della Dreher di Radio Norba e non se ne possono spendere 15 per cose ben più serie?”
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Commenti
ripeto n o n l a c o m p r a t e e basta
non si può accettare un sacrificio come questo quando si spende e spande per attività che non hanno prodotto nulla per la città.Ma si rende conto che sono stati spesi 10.000 euro per la festa della birra? Chi ricopre certi incarichi dovrebbe avere un pò di coraggio e ribbellarsi a queste ingiustizie . Capito? Ingiustizie
felice di aver contribuito ad una ingiustizia? ma le sembra possibile che l'acquisto delle LIM sia a carico dei genitori? Il principio è che non si può continuamente tagliare sull'istruzione.
La preside può e deve trovare un'altra soluzione.
>E'Meglio rinunciare ad un contributo Volontario, che serva ad acculturare i ns. Figli, vero ? È così che la pensate ? Che altro dire ...sono tutte polemiche di gente puerile.........!!!!!!!!!!!!!!!!
Senza fare ragionamenti complessi, solo con i soldi si suolo pubblico si potevano comprare molte altre cose e non solo le lavagne, senza calcolare gli altri introiti che sarebbero derivati se solo il paese volesse fare davvero qualcosa per produrre ricchezza.
Inoltre vi anticipo che a breve aumenteranno di molto le tasse che già paghiamo per via del fatto che lo stato non non darà più un euro ai paesi disatrati da un punto di vista economico come il nostro.
Bene...non ci resta che rimboccarci le maniche e lavorare, attendiamo ansiosi!
Mi chiedo come mai qui a Polignano nessuno si fa sentire???
dovremmo andare in massa al comune e scioperare ogni santo giorno ed invece niente di tutto questo.
Ah...dimenticavo...non possiamo neanche scioperare perchè la maggior parte dei Polignanesi non lavora
Quindi,meno attività ludiche e più sostanza.Non lo ha ordinato il medico che si deve necessariamente rimanere assessore.Si firmano le delibere sui concorsi perchè lo ha chiesto il Sindaco,si chiedono i soldi ai genitori per comprare le L.I.M.ecc.ecc., cosa deve ancora avvenire per una decisione dignitosa.
Arriva il momento delle scelte.Sono con la " una mamma arrabbiata".