BEATRICE INVOCA L'ESPROPRIO DI GROTTA RONDINELLE

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CONFERENZA STAMPA DOPO LA NOSTRA INTERVISTA A PEDONE

LA VICESINDACO: 'Su certe cose non transigo. Chiedo un consiglio comunale ad hoc'.

MOVIMENTO SCHITTULLI: 'Giù le mani dalla grotta !'



LA DEDONATO CONTRO PEDONE

Beatrice non ci sta. L’intervista rilasciata da Pedone su Polignanoweb diventa un caso politico che ha spinto ieri mattina la vicesindaco a smentire tutto e a replicare sul tema della costa.

“Questo signore” – lo chiama così – “dietro l’apparenza gentile nasconde le sue ambizioni”.

Mentre in città gli attacchini procedono a incollare il manifesto del Movimento Schittulli che avverte “Giù le mani dalla Grotta delle Rondinelle”, la vicesindaco va giù a fondo. “Tanti cittadini si ritrovano davanti a dinieghi, questo signore invece prima realizza e poi chiede sanatorie.”

villa-pedone-de-donatoLa De Donato invita i giornalisti a una passeggiata prova lungo il viale che conduce alla ex ‘casa rosa’ (foto a destra) acquistata dall’architetto Pedone, una ex proprietà della famiglia De Donato.

Alla casa si accede tramite un viottolo che divide per metà il terreno tuttora di proprietà dei De Donato. La strada  quindi, conduce al lussuosissimo rustico, e per questo l’architetto ha il diritto di passaggio.

Non c’è nulla di personale. Non ho nulla contro Pedone. Per me quella casa poteva acquistarla chiunque". Coì risponde la De Donato alla nostra domanda se avesse mai avuto intenzione di acquistare quella casa o se ci fossero altri progetti.

"No - mette la mani avanti - anche perché non avrei potuto acquistarla. Era troppo cara. Invece, ho inviato una lettera tramite legale perché l’architetto Pedone ha illegittimamente ampliato la strada di accesso senza alcun consenso, ha illegittimamente posizionato luci e arbusti. Da queste piccole cose si capisce come procede e cosa si nasconde dietro quell’apparenza.”

La lettera è una diffida a ripristinare subito lo stato dei luoghi.

La De Donato ricorda come monito le sanatorie ottenute per una volumetria in più con piscina nel rustico e per il muretto del Plenilunio al mare.

Poi smentisce quelle che chiama “falsità” rilasciate al nostro Portale. “Vorrei confermare ai polignanesi la mia posizione. Io sono e resterò alternativa rispetto al progetto di privatizzazione della fascia costiera. Se mi vedono qui non è perché sono amica di Pedone, ma perché sono proprietaria di un suolo vicino, sul quale questo signore si comporta come se fosse il proprietario. Ci siamo solo scambiati il numero di cellulare in qualità di confinanti e io gli ho dato il numero di servizio”.

La De Donato chiede all’amministrazione comunale di procedere con l’esproprio del suolo acquistato da Pedone, la famosa particella 1048 che include l’ingresso da terra nella Grotta delle Rondinelle.

“Già con Di Giorgio – ricorda Beatrice De Donato – il comune si è costituito per contestare il diritto di proprietà. Bovino prosegue con la causa.”

PEDONE E’ IL LEGITTIMO PROPRIETARIO

Pedone agli atti risulta proprietario della grotta. La De Donato teme invece i tempi burocratici della causa legale: “questo signore si permette di presentare progetti per chiudere l’area di proprietà. Io temo i tempi legali, per questo chiedo che venga convocato un consiglio comunale ad hoc. Non sono stata eletta in questa amministrazione, non ho la forza politica, ma su questi temi delicati non transigo.” Secondo la De Donato Pedone utilizzerebbe l’escamotage della paura per presentare quei progetti che sono stati rigettati dal comune.

“Non tutti si possono ammansire con la moneta”.

BEATRICE E LE NON DIMISSIONI TECNICHE

Sul presunto scandalo ‘Parentopoli’ e assunzioni la De Donato si dice serena e dispiaciuta per i toni della polemica, ma poi ammette: “Se fossi assessore politico e nessuno mi avesse informato prima allora dovrei dimettermi subito… Ma io sono un tecnico e posso giurare di non essere stata avvicinata da nessuno e di non aver ricevuto pressioni. Ho deciso liberamente di firmare quella delibera sulle assunzioni. Ho valutato la delibera come un tecnico e prima di firmare fui cavillosa nelle domande. E’ tutto legittimo, chiesi se ci fosse la copertura finanziaria, se i sindacati fossero stati avvisati. Mi sono fidata sial del dott. Paladino che delle dichiarazioni del sindaco. Se questo non dovesse essere vero allora chiederò il ritiro della delibera in autotutela. Ma per adesso sono serena. Se qualcuno ha qualcosa da dire facesse le denunce. Ci son le Commissioni. E poi noi non sapevamo dei nomi delle graduatorie.”

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