CASE POPOLARI CROLLANO A PEZZI: FOTO

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LO IACP ASSEGNA I LAVORI A POCHI PASSI DAI CROLLI, DOVE NON C'E' VERA EMERGENZA.

Ignorate le numerose lettere, i crolli e le e-mail. C'è pure amianto. A Polignano case popolari abbandonate e non più assegnate.

Polignano, appartamento in via Mastrochirico, civico 22. I coniugi Montalbò hanno varcato la soglia dei 70 anni, non hanno mai preteso nulla dalla vita, nonostante abbiano lavorato versando sangue e sudore come tanti. E dopo 43 anni di affitto per la casa popolare, non si meritano neppure lo sfizio di sporgersi dal balcone per godere della frescura, perché il palazzo intero dove vivono una decina di famiglie sta crollando a pezzi.

Le immagini si commentano da sole (vedi la fotogallery). Non si tratta di intonaci, ma di veri mattoni in laterizio e tondini in ferro come nervi scoperti dal cuore della muratura. Si sbriciolano come wafer a ogni colpo di temporale, compreso l'ultimo, quello di mercoledì scorso.

Tre mesi fa crollò un pezzo intero di balcone e cornicione impattando contro un’auto in sosta. Un pezzo grosso come un meteorite.

Noi abbiamo paura. Quest’estate - scandisce con il terrore e l'innocenza di una tenera età la nonnina De Marco, moglie di Teodoro Montalbò - non mi sono mai affacciata dal balcone. Ho tanta paura. Abbiamo inviato tre lettere all’ente IACP delle case popolari che è sempre puntuale quando spedisce i bollettini dell’affitto da pagare, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Abbiamo chiesto al sindaco. Niente.” L'ARTICOLO CONTINUA IN BASSO...

LA LETTERA ALLA BARBANENTE - Il primo ottobre l’associazione Polidream ha scritto all’Assessora regionale Angela Barbanente, titolare alla qualità del territorio. Il caso è un’emergenza. Bisogna fare un controllo statico del fabbricato. Ma l’assessora non ha ancora risposto. E siccome qualità fa il paio con i nuovi mezzi di comunicazione, Stefano Modugno della Polidream ha pensato di inviare direttamente alla Barbanente una e-mail, denunciando “il pericoloso dissesto in cui grava il fabbricato… Cosa si vuole - prosegue la lettera - che il prossimo crollo vada in testa a qualche cittadino?”.

I LAVORI DELLA PORTA ACCANTO - Beffa delle beffe, abbiamo scoperto che il 7 ottobre scorso è stata assegnata l’offerta per l’assegnazione dei lavori di recupero di due fabbricati di case popolari, il primo in via Madonna d’Altomare e il secondo in via Mastrochirico. L’entusiasmo purtroppo è a metà, perché si tratta della palazzina al numero 9, ubicata di fronte al fabbricato che crolla a pezzi.

Ora, con tutto il rispetto per i residenti del civico 9, resta da chiedersi quale sia la logica adottata dai periti dello IACP, visto che quel palazzo è visibilmente meno lesionato, come si nota alla fine della galleria fotografica in alto. Invece, al numero 22 che piovono pezzi ed è vera emergenza, nessuno interviene da oltre tre mesi.

LA LOGICA DEL RISCATTO - La logica del due pesi e due misure vale anche per il riscatto. Nello stesso quartiere, in un raggio di pochi metri, alcune famiglie hanno potuto riscattare la casa popolare dietro un pagamento elevatissimo che, più che riscatto, sembra un ricatto. Altri signori che vivono in palazzine tutte uguali e fatiscenti, sulla stessa strada, non hanno mai ricevuto alcuna lettera di riscatto, e continuano a pagare l’affitto da oltre 40anni per delle catapecchie pericolanti.

I coniugi Montalbò pagano 120 euro al mese. Quando lo stabile poteva considerarsi per loro una degna dimora, pagavano 60 euro. E' forse incluso il surplus per l’amianto fatto stagionare nello scantinato? Ebbene si, c’è dell’amianto che vi mostriamo sempre in foto, ben nascosto dai muri del sotterraneo ormai corrosi dall’umidità e dalle crepe.

Sul soffitto poggia il marciapiedi del manto stradale completamente squarciato: quando piove le crepe straripano come piccoli rigagnoli, l’acqua filtra nello scantinato, oppure piove dal soffitto del terzo piano come accade ai vicini della famiglia Montalbò.

Infine, a Polignano ci sono almeno tre abitazioni dello IACP abbandonate da anni. Perché non assegnarle a quelle famiglie disagiate che ne fanno continua richiesta, piuttosto che elargire prebende utili solo come soluzione tampone o tornaconto elettorale?