RUGGIERO CI RICASCA: NO ALPITOUR? AHI AHI AHI

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L'ASSESSORE PROPONE AGLI ALBERGATORI UN CATALOGO PATROCINATO DAL COMUNE PER IL TTG DI RIMINI

Chi invece non aderisce è fuori catalogo

 

Il confine tra gestione della cosa pubblica e cosa privata non c’è. L’assessore al Turismo e Arredo Urbano, Mimmo Ruggiero, continua a confondere (consapevolmente?) i due livelli.

Mercoledì sera, con la complicità di Vito Di Gravina (responsabile della Seci Consulting, ditta privata che gestisce l’Info Point pubblico di Polignano), ha invitato i rappresentanti di bed & breakfast e hotel di Polignano. Incontro tenutosi in un luogo pubblico, al Comando di Polizia Muncipale, dove peraltro è stato invitato un solo organo di stampa, per non dare troppo alla penna di giornalisti scomodi. Quali gesta starà compiendo il nostro supereroe tecnico per trincerarsi nel silenzio?

All’incontro, Ruggiero e Di Gravina hanno tracciato assieme agli operatori turistici un bilancio dell’estate. Poi hanno tirato fuori dal cilindro una proposta, un po’ come fanno le abili venditrici di aspirapolveri. Prima c’è il momento conviviale del dolce e dell’aperitivo. Poi si passa all’illustrazione dei prodotti e dei singoli pezzi. E solo alla fine, costi e modalità di pagamento degli stessi.mimmo_ruggiero

LA PROPOSTA - La proposta presentata da Ruggiero e Di Gravina sarebbe quella di convincere b&b e hotel a partecipare insieme, piuttosto che singolarmente, alla fiera TTG di Rimini dal 22 al 24 ottobre 2010 (diversa dalla Bit di Milano).

Gli albergatori che aderiranno alla proposta, benché contribuenti attivi della nostra comunità, dovranno poi sborsare un contributo spesa per acquistare lo spazio in un catalogo da presentare in fiera. Oltretutto, il catalogo è patrocinato dall'ente pubblico comune di Polignano. Inoltre, nel pacchetto ‘all inclusive’, oltre al catalogo, la struttura ricettiva aderente avrà lo spazio in un touchscreen elettronico da esporre nello stand. La spesa dovrebbe ammontare all’incirca sulle 10mila euro, inclusi i costi per la stampa del catalogo.

Al contrario, gli alberghi e b&b che non aderiscono a questa proposta di iniziativa privata, anche se pagano le tasse e quindi il patrocinio comunale, anche se contribuiscono all'economia e all'immagine della città, restano in pratica fuori… catalogo. La possibilità di includere ristoranti è stata stranamente respinta.

Naturalmente più operatori turistici aderiscono all’iniziativa, tanto sarà meglio per loro, perché potranno dividere il budget complessivo riducendo i costi per quota singola di partecipazione. Il touchscreen e il servizio sms lo metterebbe a disposizione la Seci Consulting.

‘SFRUTTARE IL BRAND DI POLIGNANO’ - C’è un passaggio del soliloquio di Ruggiero degno di nota. Ve ne rendiamo subito conto. “Il comune non vuole fare lui il prodotto - ha di-gravina-secidichiarato - ma entra in un discorso collaborativo. Dare il patrocinio, il contributo. Però a noi interessa che su questo ci sia il massimo coinvolgimento. Cioè, che il catalogo venga fatto da noi. Venga istituito un gruppo di lavoro, si va a scegliere eventualmente una importante aziende di comunicazione che possa svolgere un lavoro di ottima qualità prezzo. Un prodotto che deve promuovere il territorio…”.

Durante la ‘dimostrazione dei prodotti’, le parole ‘territorio’, 'patrocinio' e 'comune di Polignano’ ricorrevano con una frequenza quasi ossessiva. Si andava avanti nella discussione con considerazioni del tipo: “Se non si va in questo catalogo, allora è stupido partecipare alla fiera”. “Più si è, meglio è”. “Una presenza alla fiera di Rimini che il territorio non ha mai avuto oggi può essere una bella prospettiva di lavoro.”

Anche Di Gravina ha spiegato che “la cosa importante è continuare a sfruttare il brand Polignano. Perché presentarsi (in fiera, ndr) da soli, con il proprio nome, non ha senso. Sfruttiamo questo nome. Cerchiamo di partecipare. Le iscrizioni per andare sul catalogo terminano il 10 settembre (oggi, ndr), perché non andare sul catalogo... E’ meglio non partecipare.”

“E’ opportuno oltre a portare il nome di Polignano, creare un catalogo unico... Tutti avranno le stesse chance di vendere i propri prodotti. Occorrerà una hostess che minimo parli tre lingue. Esclusi i costi del catalogo, che andremmo a definire poi con una tipografia possibilmente locale, siamo sui 6500 euro più iva, detraibile. Non mi sembra una spesa eccessiva – ha osservato Di Gravina – verrebbero 300-500 euro cadauno (a seconda di quante strutture ricettive aderiscono, ndr). Per avere un impatto più forte porteremmo anche un touchscreen.”

Il Touchscreen ha un’interfaccia grafica come un comune palmare e, stando all’idea dei due imprenditori, metterebbe in circolo anche le foto di Polignano. Come per il catalogo, si utilizza il bene pubblico quale mezzo per finalità privatistiche e iniziative private.

“Facciamoci una programmazione dei week end - ha concluso Di Gravina - con vendemmia, raccolta olive, per convincere tutti quanti a venire nella nostra località in questi periodi. Fermarsi due tre giorni e poi venire a ritirare le bottiglie del vino, l’olio… possiamo imbottigliare con le etichette personalizzate. Il marchio che dobbiamo sfruttare dovrà essere Polignano… Ci possiamo inventare un giochino come abbiamo fatto per il Casinò di Venezia. Chi vince ha un week end o una giornata a Polignano.”