Sabato 19 Gennaio 2019
   
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LA TRIBUTI ITALIA E' FALLITA. E I CASSINTEGRATI?

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DEVE ANCORA RESTITUIRE 300MILA EURO AL COMUNE DI POLIGNANO

Centinaia di milioni di euro da tutta Italia spariti nel nulla. Dipendenti senza lavoro non hanno ancora percepito gli stipendi.

“Il Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, il 2 agosto 2010 ha dichiarato lo stato di insolvenza della società Tributi Italia SpA”. La notizia è stata diffusa alcuni giorni fa dall’Anci. Il giudice ha fissato al 30 novembre 2010 l’udienza per l’esame dello stato passivo della società, dando termine a tutti i creditori fino a trenta giorni prima dell’udienza per depositare la domanda di insinuazione al passivo.

Tutti i comuni interessati, compreso quello di Polignano, dovranno depositare entro il termine del 30 ottobre 2010, domanda per rivendicare i propri crediti che la Tributi Italia deve ancora versare ai comuni truffati.

Il Presidente di Giuria Ciro Monsurrò, con la sentenza del 2 agosto ha decretato il fallimento della società che ha causato il crac finanziario più clamoroso della storia. Tributi Italia ha lavorato per oltre 500 comuni d’Italia costituendo con decine di questi società miste (pubblico-private), come nel caso del comune di Polignano socio pubblico della Tricom, con quote di partecipazione anche del comune di Fasano.

Con queste società la Tributi Italia ha riscosso ICI e TARSU di milioni di contribuenti italiani senza mai versare un centesimo e adottando l’escamotage delle fidejussioni false. Le tasse, una volta pagate, sono poi sparite in conti “sbagliati” la cui entità è ancora oggi al vaglio di magistrati e procure di mezza Italia. La Tributi Italia ha fatto sparire nel nulla centinaia di milioni di euro.

I NUMERI DA GUINNESS DELLA TRIBUTI ITALIA - Alla data del 18 giugno 2010 la Tributi Italia risulta avere un patrimonio negativo pari a 10 milioni e 976.558 mila euro. Solo 11 agenzie aperte rispetto alle 400 originarie. Aveva ancora in corso 128 convenzioni rispetto alle originarie 508, di cui 184 cessate per inadempimento del concessionario e 78 per ammissione dei lavoratori dipendenti alla CIG.

La Tributi Italia vanta pignoramenti di conti correnti bancari e postali, in particolare un sequestro disposto dalla Procura della Corte dei conti del Lazio per un importo di 45 milioni di euro. 32 procedimenti di sfratto per morosità. Risulta morosa nel pagamento per utenze (luce, gas, acqua, telefono) per circa 1 milione e 800 mila euro. Dal 31 dicembre 2009 al 18 giugno 2010 il patrimonio netto negativo è crollato da 3.433.283 a 10 milioni e 976.558 euro.

Con queste motivazioni, il Tribunale ha decretato il fallimento. La Tributi Italia, nonostante i numeri da guinness accertati, le proteste a Roma e le sedute fiume di interrogazioni parlamentari, ha adottato tutte le vie legali possibili, intentato cause contro i singoli comuni, tra cui quello di Polignano tra il 2009 e il 2010.

La difesa dei Saggese, maggiori azionisti della Tributi Italia, aveva addirittura ipotizzato una ripresa dell’attività imprenditoriale in soli 60 giorni, prima della sentenza ultima e definitiva.

Il giudice ha nominato la dottoressa Maria Luisa De Rosa quale delegato per la procedura di fallimento.

COSA SUCCEDE DOPO IL FALLIMENTO - La notizia del fallimento da un lato stacca la spina alla Tributi Italia, tenuta finora in vita da ingerenze politiche in Parlamento e interessi economici impressionanti, d’altro canto è un colpo al cuore per numerosi comuni d’Italia che devono ancora incassare centinaia di milioni di euro sottratti dalla società “Riscuoti e scappa”, come giustamente l’ha ribattezzata il settimanale Panorama il 24 settembre 2009.

MANCANO 300MILA EURO AL COMUNE DI POLIGNANO - Ben cinquecento comuni d’Italia rischiano a oggi la bancarotta: da Latina a Bologna, da Sassari a Brindisi, passando per Bari fino a Siracusa. A Pomezia ci sarebbe un clamoroso ammanco di 137milioni. Il comune di Polignano ha scongiurato il rischio del dissesto finanziario per 2 milioni di euro, ma dalla Tributi Italia deve ancora riscuotere circa 300mila euro che in tutta probabilità non saranno mai più restituiti. Peggio è andata al vicino comune di Fasano, socio del comune di Polignano nella Tri.com: dal fondo cassa mancano 2 milioni di euro.

I DIPENDENTI DELLA TRICOM - I dipendenti polignanesi della Tricom – Tributi Italia messi in cassa integrazione dovranno ancora riscuotere mesi di stipendio, mentre alcuni di loro sono ancora alla ricerca di una nuova occupazione. La notizia del fallimento non rassicura circa un migliaio di dipendenti da tutta Italia che non hanno ancora percepito stipendi e attendono con ansia un'improbabile reintegro.

 

CONFLITTO CON IL MINISTERO? - "Al ministero dell'Economia e finanze - scriveva Panorama nel 2009 - c'è una commissione che si occupa della sorveglianza. Ne fanno parte anche le associazioni di settore, come l'Anacap, il cui presidente Pietro Di Benedetto è membro della commissione." E chi c’è nel direttivo Anacap? Udite udice, Patrizia Saggese, presidente del consiglio di amministrazione della Tributi Italia e autrice della famosa lettera inviata a Palazzo di Città a Polignano per riallacciare i rapporti professionali con il nostro comune nonostante gli ammanchi da 2 milioni di euro.

“Di Benedetto, membro dell’Anacap - scriveva ancora il settimanale - è anche avvocato della Tributi Italia: c'era lui, il 31 gennaio 2009, quando la Corte dei conti di Bologna ha inflitto alla Tributi Italia una multa da 1,2 milioni di euro, per non avere presentato i conti giudiziali”.

CHI SONO PATRIZIA E GIUSEPPE SAGGESE - Secondo la Procura di Velletri, il «dominus» è Giuseppe Saggese, che nella Tributi Italia non ha incarichi tranne quello di consulente per i «servizi speciali». Panorama traccia un profilo dettagliato di Giuseppe Saggese: “nato a Taranto nel 1960, era già attivo negli anni ‘90: con la Publiconsult è sbarcato a Nettuno, Pomezia e Aprilia”.

Nel 2001 scattano le manette ai polsi di Saggese, con l'accusa di avere corrotto alcuni consiglieri comunali. Leggiamo ancora: “In azienda è subentrata la sorella Patrizia (l’autrice della famosa nota inviata qualche settimana fa alla nostra amministrazione comunale, ndr), 40 anni, avvocato. La Publiconsult ha cambiato nome in San Giorgio e poi ha acquisito altre società come la siciliana Ausonia; nel febbraio del 2008 ecco l'ultimo acquisto, la pugliese Gestor, che a Bologna era «già in arretrato di quasi 6 milioni» stima l'ex consigliere comunale Serafino D'Onofrio. Adesso il tutto si chiama Tributi Italia.

Giuseppe Saggese è stato arrestato il 28 aprile 2008 e l'8 settembre ha ricevuto, da Velletri, un avviso di garanzia per peculato. Indagati la sorella Patrizia e il manager Paolo Vito Marti, inquisito a Bologna anche per truffa aggravata, falso e frode, più una dozzina di dirigenti. Sequestrati immobili e conti bancari.

E ora? «Non scapperemo con la cassa» aveva affermato Giuseppe Saggese a maggio del 2009. «Abbiamo crediti certificati per 142 milioni» assicurò Patrizia ai primi di settembre, promettendo il rientro dei debiti”. Di quei soldi si sono perse le tracce, mentre i magistrati setacciano conto su conto per ricostruire ogni movimentazione del denaro sottratto ai contribuenti.

Commenti  

 
#12 michele panella 2012-02-19 19:21
Michele Panella scrive:
Il tuo commento è in attesa di moderazione

18 febbraio 2012 alle 20:09

Attendo il nuovo sindaco che possa darmi ascolto e certezza e risolvere la vergognosa ingiustizia subita dal sindaco uscente carmine d’anelli e dal suo vice donato petrosino……dico vergognosa perche’ d’anelli sapendo della crisi e chiusura dell’attivita’ soc.tributi italia spa nulla ha fatto nel tutelarmi nulla ha fatto nel starmi vicino me e alla mia famiglia…….ringrazio il giudice del lavoro de simone di lucera che nel marzo 2010 annulla il licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte della soc.tributi italia spa dovuta alla revoca concessione per insolvenza contrattuale da parte del comune di rodi garganico (fg) e mi fa ritornare dipendente soc.tributi italia spa…usufruendo ringrazio a DIO dell’ammortizzatore sociale….ma tra poco termina e temo la mobilita..!!…….la soc.tributi italia in a.s. non ha nessun piano industriale cio’ significa nessun ritorno al ns lavoro……a settembre compio 50 anni di eta’……circa 20 anni del mio lavoro buttati via in un attimo..!!…solo xche’ il sindaco d’anelli e il suo vice donato petrosino non mi hanno tutelato..!!!………………………..
 
 
#11 caiser 2011-12-20 13:22
non e' veron nulla di tutto cio'.
 
 
#10 salvatore abramo 2011-02-18 09:34
salve, volevo chiedervi un aiuto.
mi risulta un fermo amministrativo da parte della San Giorgio di genova ovvero tributi italia ma tento di parlare con qualcuno ma il centralinista non mi passa telefonicamente l'addetta. come posso fare?
 
 
#9 beneamata i... 2010-11-17 10:00
prima di scrivere, informarsi! Piccola regola che aiuta a sopravvivere nella valle di ignoranza in cui viviamo. Tributi Italia non è fallita. E' in "Amministrazione Straordinaria" grazie ad un provvedimento governativo che la ha salvata. Se fosse fallita, la notizia avrebbe fatto il giro del mondo! E comunque l'unica cosa da dire è: come si fa a contattare il commissario straordinario incaricato della procedura? Io francamente, non lo so.
Un caro saluto, avv. ______
 
 
#8 michele panella 2010-09-10 20:16
michele panella...lunedi al mo 194 giorno con cartello al collo..protestando pacificamente davanti al mio comune di rodi garganico (fg) dalle 8,30 alle 14,00 sempre in piedi e sempre sotto indifferenza del mio sindaco e vice...loro non mi hanno tutelato nel bando di gara d'appalto dopo 20 anni di lavoro;(mondelli delmonte srl..gestor sspa..tributi italia spa);sostituendomi con un mio concittadino che nulla capisce del mio lavoro che ho tenuto per 20 anni..!!.cancellati in un attimo 20 anni del mio lavoro..il mio sindaco mi ha calpestato la mia dignita' umana e lavorativa e continua a calpestarmi..!!..
 
 
#7 @ Mah! 2010-09-10 19:19
Caro Mah, come avrai notato non c'è un ordine prestabilito delle notizie. Le notizie scorrono verso il fondo pagina man mano che ne carichiamo altre. E' la logica consequenziale del tempo e della somma, non ti pare? In ogni caso i commenti non spariscono mai, resta tutto nell'archivio e scorrono tra le pagine man mano che carichiamo altre notizie.
Cosa ci trovi di strano? fammi capire...

Poi ripeto, ed è l'ultima volta. Noi non censuriamo i commenti che improvvisamente spariscono. Se li votate negativamente li fate sparire voi. Chiederò all'amministratore di togliere l'opzione vota i commenti, così non si offende nessuno.
La Redazione
 
 
#6 Mah! 2010-09-10 18:56
Ma come?? una notizia come questa....da ieri ad oggi è gia stata relegata a fondo pagina....sarà un caso???
 
 
#5 Mr. Polignano 2010-09-10 01:58
ma un componente del collegio dei Revisori nominato, forse, dalla Giunta di Sinistra, non aveva il compito di controllare tutte le male operazioni, condotte dalla Tricom ?
ha svolto cosi bene la sua funzione di organo di controllo, che e' stato nominato come tecnico a rivestire il ruolo di Assessore
;-);-);-);-);-);-)
 
 
#4 Barrister 2010-09-09 15:05
Caro trasparenza, visto che sei esperto di fisiognomica, perchè non ci illustra la faccia dei consiglieri di maggioranza nell'accettare che a ricoprire l'incarico di responsabile dell'economia del nostro Comune ci sia uno di quei revisori che non si sono accorti di nulla e che il dirigente che faceva parte del consiglio di amministrazione della Tricom sieda ancora al suo posto? forse non le è chiaro di chi sia stato il merito dell'aver scoperto il caos che regnava nella Tricom. Se come sostiene i consiglieri di minoranza dovrebbero fare un bagno di umiltà, quelli di maggioranza dovrebbero dare a Cesare quel che è di Cesare ed a Luigi quel che è di Luigi
 
 
#3 vediamo_un_po 2010-09-09 15:00
adesso attendo con ansia qualche commento dei simpatizzanti di Vitto & C.
tutti quelli che commentano e sparano contro questa maggioranza, che si fanno portatori di lealtà e coerenza, fatevi vivi e commentate questo articolo: VERO!!!!
 
 
#2 up 2010-09-09 11:55
non ho mai capito perché a queste società è consentito di fare da tramite nell'incassare denaro . Per linearità e semplicità dovrebbero solo occuparsi di accertamenti e controlli , il denaro andrebbe versato sempre e comunque direttamente sul conto dell'ente impositore.
 
 
#1 roby 2010-09-09 11:18
Come si suol dire: AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA. Che faccia faranno i consiglieri di minoranza che non hanno votato in consiglio comunale a favore dello scioglimento dei rapporti con la TRICOM ? Che faccia farà il Sig. Focarelli ? Mi auguro che plaudano l'ottimo lavoro fatto dall'amm.ne con a capo il Sindaco Bovino. Un bagno di umiltà da parte delle minoranza ogni tanto ci vuole.
 

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