Sabato sera, al ristorante Grotta Palazzese di Polignano, si è consumato un megafestone vip con tanto di fuochi d’artificio sparati dal mare - come nella famosa festa riservata per gli stati generali della Nato del 19 maggio scorso - e poi cena di lusso con spille e confetti per le donne. Una festa organizzata all’ombra della suggestiva sala in grotta e lontana da occhi indiscreti di cittadini e giornalisti.
Una festa prematrimoniale, un addio al celibato molto speciale e un po’ particolare per Pierluca Bollettieri, maggiore della Guardia di Finanza che tra una settimana, il 4 settembre prossimo, convolerà a nozze. Il papà, Michele Bollettieri, ex dirigente Enel e giornalista, ha invitato esponenti politici di rilievo nazionale, giornalisti e autorità militari, accolti in piazza San Benedetto dalla banda delle majorettes di Polignano.
Citiamo solo alcuni nomi: da politici di destra come il senatore finiano Francesco Divella al collega di centrosinistra Nicola Latorre (Pd), passando per il centro di Pino Pisicchio (Alleanza per l’Italia). Il potere era rappresentato all’insegna della massima trasversalità. E ancora, volti della Rai, artisti come il jazzista Lino Patruno, il capo di Stato Maggiore della Finanza, Michele Adinolfi. Nella lista c’erano anche il regista pugliese Sergio Rubini e il ministro degli Esteri Franco Frattini, che hanno declinato l’invito.
Di cene riservate con alti esponenti a Polignano, in periodi politici caldi come questi, se ne ricordano tante. Una su tutte quella di D’Alema a Tuccino. All’epoca non c’era alcun matrimonio da festeggiare, era l’ultima cena prima dell’affaire porto turistico.
NICOLO' POLLARI TRA GLI INVITATI - Ma l’ospite d’eccezione di sabato sera è il generale della Guardia di Finanza Nicolò Pollari (in foto). Chiamato a dirigere il Sismi dal 2001 al 2006 dall’allora presidente del Consiglio Berlusconi, nel gennaio 2007 Pollari finisce sotto processo a Milano per il sequestro dell’imam egiziano Abu Omar. La vicenda passa subito alla storia come il primo caso in assoluto di processo aperto sulle extraordinary rendition.
Sulla vicenda Pollari ricorderete la requisitoria del 30 settembre 2009, quando il pubblico ministero Armando Spataro del Tribunale di Milano chiese per l’ex dirigente Sismi 13 anni di carcere e pene varianti dai 13 ai 10 anni per gli altri imputati (tra cui l'ex capo del controspionaggio militare italiano, Marco Mancini e 26 agenti della Cia coinvolti nel rapimento).
Il 4 novembre del 2009 si giungerà alla sentenza di primo grado. Il giudice, a sorpresa, deliberò il non luogo a procedere per Mancini e Pollari. Per gli altri imputati, invece furono emesse condanne da 8 anni a Robert Seldon Lady ai 3 anni per Pio Pompa e Luciano Seno, entrambi funzionari del Sismi. 5 anni agli agenti della Cia. La sentenza riconobbe il risarcimento per l’imam di un milione di euro.
SEGRETO DI STATO - Il caso Omar fece tanto discutere proprio per la sentenza del giudice su Pollari e Mancini, assolti sulla scorta dell'articolo 202 del Codice di procedura penale. In altre parole il caso fu bollato per “l’esistenza del segreto di Stato”, applicato per la prima volta dal governo Prodi e poi confermato da Berlusconi.
All’epoca la difesa di Omar insorse poiché, secondo i pm, non vi sarebbe alcun “segreto di Stato riguardo notizie relative a un ‘fatto reato’, come, per l'appunto, il rapimento di Abu Omar.” “Gli imputati - dichiararono i pm - hanno fatto grave scempio del proprio dovere di fedeltà ai principi della democrazia”.
“Senza il segreto di Stato avrei dimostrato la mia innocenza”. Così commentò a caldo, all’uscita dal Tribunale, il generale Pollari.
I DOSSIER DI VIA NAZIONALE - Sei mesi dopo l’apertura del processo a Milano, Pio Pompa e Nicolò Pollari finiscono nuovamente nel registro degli indagati della Procura di Roma con l'accusa, questa volta, di peculato e possesso abusivo di informazioni riservate, nell’ambito della vicenda sulle presunte attività di dossieraggio illecito ed organizzazione di campagne di discredito a mezzo stampa contro presunti nemici del governo Berlusconi, tra cui esponenti del centrosinistra, magistrati italiani e stranieri, giornalisti.
Gli obiettivi del dossieraggio erano in larga parte persone ritenute "nemici" del centrodestra, spiati nel corso di quegli anni. Tra i nomi dei personaggi spiati e schedati tra i fascicoli segreti del dossier, anche Romano Prodi e Vincenzo Visco.
Anche in questo caso, nel 2009 è stato opposto il segreto di Stato alle indagini sull’archivio di dossier raccolti da Pollari in un ufficio riservato di via Nazionale a Roma.
VEDI ANCHE FOTO CENA DI LUSSO AUTORITA' NATO E FUOCHI DAL MARE
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mi chiedo ?..e chiedo ad Eugenio..come mai ad oggi non ... - NUNZIO ZUPO CANDIDATO SIN...
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x bravi..però non condivido, che tu dica che oltre il c... - UDC: BASTA CON VITTO E BO...
Volti vecchi Bovino e Vitto ? forse si, ma Di Giorgio c... - UDC: BASTA CON VITTO E BO...
A chi devo rispondere?.....a bravi.però?..va bene! Inna... - CIMITERO: RIVELAZIONI SUL...
gesu liberaci da bovino, polignano ha bisogno di amarsi... - NUNZIO ZUPO CANDIDATO SIN...
Mossa Giusta????spero e mi auguro di si....non lasciamo... - UDC: BASTA CON VITTO E BO...
volti vecchi!ma vitto non è la prima volta che si candi...
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Commenti
Se l'avessi incontrato io il Pollo-ari, gliene avrei chieste quattro: cosa nasconde intanto il dossier segretato? E poi perchè c'è il segreto di Stato se noi, che siamo lo Stato, non abbiamo deciso di segretare un bel nulla, visto che nemmeno conosciamo il contenuto dei dossier?
Che ci fanno autorità militari e politici, corpi di stato con ospiti così? Perchè a Polignano? Come mai i fuochi al largo della grotta?
Antonio
O fai i nomi ........
Come al solito si predica bene e si razzola male.
abbi il coraggio di mettere nero su bianco una volta per tutte.