Domenica 22 Settembre 2019
   
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AWER: 'CHIEDO A BOVINO 3 MURI IN CONCESSIONE'

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IL RACCONTO INEDITO DELLA MULTA E LE FOTO ESCLUSIVE DALL'ARCHIVIO DI POLIGNANOWEB DEI MURALES AL CAMPO SPORTIVO

'Ci chiamano ancora imbrattatori di muri. Presi per delinquenti anche dalla stampa locale'

 


Una concessione edilizia speciale. Non si tratta di case e affaristi del mattone, sempre sulle cronache di Polignano da un po’ di anni a questa parte. Neppure di lastrici solai sopra cui elevare.

Awer, 24 anni, writer e grafico professionista polignanese, lancia un appello al sindaco dalle colonne di Polignanoweb. Chiede solo dei muri in concessione da dipingere, a uso artistico. Qualcuno storcerebbe il naso; muri da ‘imbrattare’. Purtroppo accade ancora oggi, anche a Polignano. I veri murales, opere d’arte universalmente riconosciute, per qualcuno sono solo muri imbrattati; ma questa è una storia che Awer racconta in esclusiva, ai nostri microfoni.

Awer (nome d’arte), intanto è stato uno dei protagonisti della prima parte del progetto Perse Visioni che si conclude questa sera con l’esposizione, la proiezione dei corti, il concerto finale e l’apertura notturna del Museo Pascali.

Awer ha cominciato fin da piccolo. Armato di bombolette spray ha dipinto muri di città, ha condiviso la passione del disegno con i suoi compagni di bisbocce e con i più grandi writers d’Europa. Oggi, da passione, tutto questo per lui si è trasformato in lavoro.murales-polignano-dedica-tenia

Awer ha studiato a Milano, si è laureato in grafica pubblicitaria alla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti). Cinque anni fa ha cominciato a realizzare mostre nel nord Italia.

Di quelle poche esperienze fatte a Polignano, Awer non ci ha mai guadagnato nulla. In compenso ha incassato una multa salata da 150 euro, con tutti i retroscena che per la prima volta confida all’opinione pubblica.

LA MULTA E I MURALES AL CAMPO SPORTIVO - “Nel 2008, ricorderete, abbiamo dipinto i muri del campo sportivo a Polignano (Vedi fotogallery a metà articolo, con immagini rare dall’archivio di Polignanoweb delle opere ancora fresche di vernice risalenti al 2008. Di quelle opere, oggi, è rimasto ben poco. Sono quasi cancellate.)

Per l'occasione invitai amici writer da Milano, Roma, dalla Sicilia. Sono riuscito a realizzare dei graffiti. Una settimana dopo aver iniziato il lavoro, stavo per completare il disegno del granchio vicino alla porta d’ingresso laterale, quando vedo arrivare i vigili urbani. Hanno preso le generalità e, nonostante avessi il permesso rilasciato da un assessore, non ricordo bene se Luigi Scagliusi - con tanto di richiamo all’estate polignanese, perché il permesso era valido per tutta l’estate - dopo un paio di mesi mi arriva una multa da 150 euro per la quale ho fatto ricorso e che non ho mai pagato. I vigili furono richiamati dall’attenzione di un cittadino che ci prese per delinquenti imbrattamuri.”

LE STORTURE DELLA STAMPA LOCALE - Il giornale locale fece di peggio. Awer ricorda: "Un articolo ci mise in serie difficoltà. Sul giornale pubblicarono alcune interpretazioni false delle nostre opere. Nel campo sportivo, il disegno del polpo, per esempio, fu interpretato dal giornalista come simbolo occulto di inverosimili litigi tra ‘gang dei polpi’. Grazie agli articoli di quel giornale, diversi polignanesi ci hanno trattato come fossimo delinquenti. Dopo questo simpatico episodio decisi di non fare più niente per Polignano. Non capisco ancora oggi il perché di quell'articolo.”

L'ARTICOLO CONTINUA IN BASSO, SOTTO ALLA FOTOGALLERY

All’alba del 2010 Awer ci ripensa. Dopo aver passato allo spray e al pennello muri, anche clandestinamente in giro per Milano e l’Italia, dopo aver realizzato mostre pubbliche e finanziate dalle istituzioni che credono nel progetto come valido elemento di arredo urbano, decide di tornare a Polignano.

LA LETTERA AL SINDACO - “Quest’anno - rivela Awer - ho inviato una lettera al sindaco, ma non mi ha mai risposto. Presto andrò a parlarci di persona. Vorrei proporre eventi, mostre e graffiti. Chiederò in concessione almeno tre muri di Polignano da dipingere con artisti anche internazionali. Ho individuato qualche muro nei due sottopassaggi, uno per Monopoli e Bari in zona San Vito gestito dalla Provincia, poi c’è la palestra della scuola elementare Rodari, quello interno ed esterno della stazione ferroviaria. Chiederò anche un permesso temporaneo per il muro di Sant’Anna Vagno.”

murales-polignano-campoL’IGNORANZA E LA SCARSA CONOSCENZA DEL FENOMENO - “C’è ancora tanto bigottismo – lamenta Awer – specie al Sud. Bisogna combattere antichi e assurdi retaggi culturali. Bisogna far capire alla gente che non siamo quegli imbrattatori adolescenti che scrivono ti amo in tutte le lingue del mondo e fesserie varie. Siamo artisti. Bisogna fare pressioni per avere muri in concessione da affidare ad artisti validi, evitando così la clandestinità del fenomeno. Quando studiavo a Milano e provincia, molti assessori e sindaci ci concedevano muri perché apprezzavano le nostre opere. Ci davano sovvenzioni e in alcuni casi è venuta anche la Rai a documentare i nostri lavori. A Milano ho dipinto con i migliori writer e grafici d’Europa.”

LE OPERE DEL CAMPO SPORTIVO - A Polignano, racconta Awer, il fenomeno è molto più diffuso di quanto non sembri.

“Ci sono altri ragazzi, ma un sacco di ragazzini da educare. Io, tra l’altro, realizzo disegni fruibili da tanta gente. Quando si fa una murata di solito si parte da un tema o da un contesto urbano. Nel 2008, al campo sportivo di Polignano, io realizzai il granchio. Pin, un amico di Molfetta, disegnò la Balena gigante sulla facciata fronte mare, ormai cancellata dagli agenti atmosferici. Tenia di Lecco, realizzò un polpo. I soggetti erano tutti contestuali al tema del mare. Poi c’erano due ragazzi siciliani, Rosk e Done, che realizzarono dei magnifici volti assolutamente iperrealisti. Gli incontri tra writer di tutta Italia o di tutto il mondo sono quasi sempre casuali, mai programmati. In questi giorni siamo stati a Conversano e abbiamo dipinto il muro di cinta del campo sportivo.”

La street art, spiega Awer, racchiude tante espressioni. L’artista polignanese ha realizzato nel corso degli anni animali, poster, puppets, pupazzetti un po’ splatter. Ciascuno dei writer è riconoscibile all’interno di una gang, di un gruppo. Ci sono segni distintivi e stili di pittura.

“Oggi - osserva Awer - Stiamo cercando di farlo diventare un lavoro. La sfida è qui, a Polignano, che è un terreno difficile. Ci provo. Vorrei coinvolgere qualche architetto, come hanno fatto per il murales del cinema Vignola.”

Infine, Awer ci racconta qualcosa della sua adolescenza e del rapporto tra l’arte e i suoi genitori, meno difficile di quanto si possa immaginare.

L’ADOLESCENZA DI AWER - “A 14 anni ho preso spray in mano e cominciato a dipingere. Non sapevo che quella fosse street art. Ho cominciato a fare lettering, graffiti. L’idea è nata per gioco, poi si è trasformata in passione. Dal semplice lettering sono passato al disegno e alla grafica. Alle superiori pensa che studiai da ragioniere. Poi mi sono iscritto all’università e a Milano ho dipinto tutte le notti. Di giorno studiavo, di notte dipingevo. Nel frattempo maturavo anche delle conoscenze importanti. Conobbi tutti quelli del movimento Bros e Ozmo, galleristi famosi in tutto il mondo. Così ho iniziato a realizzare lavori su tela, perché operare in strada, clandestinamente, senza muri dati in concessione, diventa sempre più difficile. Tutti gli artisti alla fine si sono rifugiati nelle gallerie. E’ una possibilità che vorrei portare avanti, fare un po’ di mostre anche qui, a Polignano.”

‘HO DIPINTO LA FACCIATA DEL CAPANNONE DI PAPA’’ - “Quand’ero piccolo – conclude – i miei genitori non erano proprio entusiasti. Negli ultimi anni, quando ho cominciato a studiare da grafico, si sono ricreduti e oggi sono fieri di me. Pensa che ho dipinto la facciata del capannone di mio padre, King Frigor a Monopoli, nella zona industriale. Ho realizzato il logo dell’azienda di papà e reinterpretato con il mio stile alcuni elementi. Oggi sto cercando di staccarmi dallo spray, per usare il rullo. Il writing è una disciplina che nasce comunque dalla cultura hip hop. Il writing e la street art sono in genere due discipline separate, tuttavia nascono entrambe dalle gang americane. La street art si è sviluppata in seguito nel punk europeo e nei centri sociali.”

LA 'DEDICA' AI POLIGNANESI - Tornando ai murales del campo sportivo, forse in pochi se ne saranno accorti: un’opera magnifica del genere realista, dipinta nel 2008 da un amico di Awer (foto in alto e fotogallery), è dedicata alla “Bella gente di Polignano!”.

"Il muro ci guarda con occhi di rabbia... La vita ormai ci inganna"

(Citazione di un'opera al campo sportivo di Polignano. Foto in alto.)

 

VEDI ANCHE LE FOTO DEL LABORATORIO CURATO DA AWER

VEDI FOTOGALLERY DEI MURALES REALIZZATI IN QUESTI GIORNI A CONVERSANO: ORECCHIETTE SPRAY

 

Commenti  

 
#12 U.S. Polignano. 2010-08-26 14:25
Ammirando le iniziative giovanili, e volendo coniugare lo sport con la cultura, saremmo iteressati a una collaborazione. Per chiarimenti rivolgersi ai soci dell'U.S. Polignano presso il "Pala Gino D'Aprile".
 
 
#11 U.S. Polignano. 2010-08-26 10:04
Ammirando le iniziative giovanili, e volendo coniugare lo sport con la cultura, saremmo iteressati a una collaborazione.
Per chiarimenti rivolgersi ai soci dell'U.S. Polignano presso il "Pala Gino D'Aprile".
 
 
#10 awer 2010-08-25 13:25
bella banksy, complimenti per il tuo operato, sei il king nella scena della street art mondiale!
:-)

peccato che il vero banksy di sicuro si starà dando da fare per stupirci ancora di certo non si perde a chiacchierare nascondendosi dietro un monitor.
troppe chiacchiere pochi fatti caro mio banksy, esci dall anonimato altrimenti resterai uno zero.

;-)

ciao chatty boy!
qua
 
 
#9 dove cè filosofia,cè casa 2010-08-22 20:30
« L'uomo è per natura un animale politico »
(Aristotele, Politica)
 
 
#8 banksy 2010-08-22 17:13
Artista, non è pittore, graffitaro che sanno stampare ciò che vedono ma l'artista indica lo stato della propia diversita e anche quello dello spazio sociale e quando più genialità c'è nell' artista più viene rafforzata la diversita e lo spazio sociale. Uno tra i tanti.
Perse Visioni
Noi vediamo quello che sappiamo o noi cambiamo le cose osservandole? Non è un quesito perchè le cose bisogna saperle, fortunatamente non si possono comprare. Anche quest' anno mostrando disprezzo per l'immaginazione rinnovando la banalità, hanno voluto mettere in scena la percezione o meglio lo scarto percettivo che si produce tra sguardo e realtà. Una rassegna che diventa sempre meno credibile allontanandosi dall' attualità. E' imbarazzante sentire parlare di politica, forse è un ecquivoco ma all' arte non interessa come non interessa pagare con soldi comunali questi presunti contenitori culturali che fanno politica.
 
 
#7 Pasqualino 2010-08-21 16:21
Vorrei complimentarmi per l'articolo. Forse uno dei migliori che sia mai stato pubblicato su Polignanoweb.
Mi complimento per le opere di Awer. Fatti coraggio e vai avanti così. In un paese di scempi urbanistici e opere di dubbio gusto, come riconoscono gli stessi turisti, le opere di Awer possono contribuire a migliorare l'estetica.
pasqualino
 
 
#6 Nathan Never 2010-08-21 15:09
andrebbe anche aggiunto che all'epoca fu chiesto agli "artisti" in questione di fare educazione nelle scuole medie, spiegando la differenza tra "artisti" e "imbrattatori", e di ridipingere di bianco il muro del campo sportivo. Sapete come hanno risposto? No, perchè secondo me fa male dire le cose a pezzi. Anche sulla faccenda dei 150 € mi è stato accennato che la cosa non è così semplice come viene descritta, ma tantè!
 
 
#5 fast 2010-08-21 13:32
Si Awer disegna uno di quei bei animalacci (In senso buono!) che fai tu mentre si mangia un b..ovino...grandioso!
 
 
#4 ... 2010-08-20 23:24
questo ragazzo è un artista...comunque gli darei in concessione i muri della caserma dei vigili urbani, visto che potrebbe renderla indubbiamente meno oscena agli occhi della gente!!!
 
 
#3 Cittadinanza Attiva 2010-08-20 20:34
Awer, bravo comunque! Per il Sindaco che non ti risponde (maleducazione istituzionale ed umana!) fregatene e vai avanti. L'arte di strada non si fa di questi problemi e, conoscendo i tuoi genitori, siamo convinti non te ne farai neanche tu! Se possiamo consigliarti: raduna qualche tuo collega ed insieme vedete di evidenziare le brutture edilizie dei luoghi, partendo dalla costa!
 
 
#2 Gio 2010-08-20 20:16
Sono fiero di te!!! Fai quello che hai voglia di fare fottendotene dei conformismi. L'arte non è mai stata conformista, ne ha bisogno di "autorizzazioni"… Vai Giovanni… vai Awer…!!!!!!!!!!!
 
 
#1 gino 2010-08-20 20:15
se vuoi avere tutte le concessioni di questo mondolegali e non, entra nel clan o nella clientela dell'ingegnere numero "uno" del paesllo ...
 

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