LA 'NOTTE DI MIMI' AD ANDRIA SCHIAFFO PER POLIGNANO

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AD ANDRIA HANNO RICORDATO DOMENICO MODUGNO CON UN GRANDE E CURATISSIMO EVENTO

 

 

Omaggio a Domenico Modugno con la presenza illustre della moglie Franca Gandolfi, del suo più stretto paroliere e amico di bisbocce Franco Migliacci, del giornalista e scrittore Gianni Minà e del gruppo musicale Radiodervish. Tutto questo a Polignano? Assolutamente no, pensate è accaduto sabato 7 agosto ad Andria, con tanto di prima pagina sulla Gazzetta e i particolari del giornalista Michele Partipilo, servizi al Tg Regione Puglia e su circuiti nazionali come radio Rai 1. (vedi i video della serata ad Andria in basso, a fine articolo)

E’ l’ennesimo schiaffo per la città di Polignano a Mare che ha dato i natali al più grande cantautore italiano, miseramente ricordato nella disastrosa Notte di Mimì, il 4 agosto in piazza Aldo Moro.

Ad Andria lo hanno ricordato così, come raccontano le cronache nazionali e locali, nella splendida cornice del chiostro di San Francesco, per un evento organizzato dall’associazione locale Corte Sveva, in occasione del meeting “Cercatori della Verità” edizione 2010.

Seduta in prima fila la moglie di Domenico Modugno, Franca Gandolfi, fortunatamente assente nella Notte di Mimì. Ci auguriamo solo, per il bene della comunità polignanese, che non abbia appreso da nessun organo di stampa di quella scandalosa Notte a Polignano. Auguriamoci che non abbia letto articoli, visto foto o servizi giornalistici trasmessi in onda sui canali televisivi locali, tutti unanimi e severi sui giudizi della serata, tranne il solito settimanale locale che ha titolato così: ‘Successo per la Notte di Mimì’. Incredibile, ma vero.

Auguriamoci tutti quanti che la signora Franca non abbia visto alcune immagini del palco allestito in piazza Moro, spoglio e triste, da sagra della frittella, senza alcun elemento di scena o cartellone di richiamo all’evento più atteso, con cavi elettrici scoperti, faretti presi in prestito da uno studio fotografico e tanto altro ancora.

Auguriamoci che la signora Franca non abbia alcun contatto con il maestro della Jazz Studio Orchestra, Paolo Lepore, quando la Notte del 4 agosto impugna il microfono e davanti alle prime file gremite di nip e rappresentanti locali e provinciali di Palazzo si dice sbigottito per l’organizzazione dell’evento. Immaginate lo stupore di Onofrio Torres; il consigliere ai nostri microfoni, ha poi commentato: “Pensavo che il maestro Lepore stesse scherzando, e invece diceva sul serio!”.

LA NOTTE AD ANDRIA - Durante la serata di Andria i Radiodervish di Michele Lobaccaro e Nabil Salameh, di origini palestinesi, hanno riarrangiato in arabo molti capolavori di Mimì come Amara terra mia e Tu si na cosa grande (con la produzione artistica di Franco Battiato). I Radiodervish hanno presentato al pubblico un’anteprima assoluta: la canzone Dio come ti amo in versione araba, che andrà ad impreziosire tra le altre perle, il nuovo album in fase di registrazione.

Fa riflettere la dedica di Renzo Arbore a Mimì. Diciamo pure che apre scenari di riflessione su appiattimento culturale e dilagante mediocrità diffusa nel tessuto politico e sociale delle nostre piccole comunità, e nei meccanismi ormai superati di chi le amministra.

“Modugno - dichiara Arbore - è una bomba. L'innovatore. Modugno – dichiara Arobere – fu l’uomo della rivoluzione, con lui saltarono gli schemi e gli altri non poterono far altro che adeguarsi... L'uomo a cui la musica italiana deve di più. Mimmo è stato la personalità importante della nostra canzone, fece capire agli italiani degli anni '50 che ci poteva essere un'altra musica oltre a quella classica. Mimmo rappresentava il sentimento più alto dell'uomo del Sud... Oddio ci sono state alcune personalità interessanti, ma nessuno come Mimmo. Mai più! E non vedo in giro eredi”.

La verità è che ancora oggi, nel 2010, noi non ci siamo adeguati. Un Domenico Modugno così proprio non ce lo meritiamo.

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