Giovedì 24 Gennaio 2019
   
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'PICCHIATI DAI POLIZIOTTI NONOSTANTE AUTORIZZAZIONI'

vincenzo-benedetti-manifestazione INTERVISTA ESCLUSIVA


LE ISTITUZIONI LOCALI POLIGNANESI LO HANNO COMPLETAMENTE IGNORATO

'Denuncerò quei carabinieri'. L'avvocato Maria Letizia Bizzarri si occuperà del caso

 

Smentisce quanto riportato da La Stampa: 'MAI AVUTO PRECEDENTI DI SCONTRI IN PIAZZA'

 

Vincenzo Benedetti, polignanese, aquilano d’adozione, in una lunga e densa intervista, racconta a Polignanoweb tutto ciò che accadde a Roma nella mattinata del 7 luglio scorso: la tensione prima e gli scontri tra i manifestanti terremotati e le forze dell’ordine dopo. L’umiliazione e la rabbia soffocata con il manganello, il tradimento delle istituzioni che l’indomani del terremoto avevano promesso grandi opere di ricostruzione. Vincenzo racconta questo e tanto altro: quando il giorno dopo, assediato dai giornalisti, l’abbiamo contattato, non ha esitato un momento a rispondere alle nostre domande. Pensate - rivela - che “un ‘magnate’ come Sky offre l'informazione più libera in Italia”.

palazzo_comunaleIL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI LOCALI - Va precisato innanzitutto che nessuno delle istituzioni locali, sindaco Bovino, amministrazione e opposizione, segretari di partito, ha inviato un messaggio di solidarietà, neppure uno straccio di comunicato, nonostante il clamore nazionale e internazionale della notizia. Nonostante il tam tam mediatico della stampa locale: tutti i settimanali e i quotidiani locali hanno parlato del “bufalo”.

Nonostante le indagini e i tentennamenti del Ministro Maroni sui presunti infiltrati tra i pacifici e inermi manifestanti.  Nonostante l’immagine simbolo di Vincenzo che agita, davanti a telecamere e obiettivi di mezzo mondo, lo spettro della democrazia infangata: la maglietta con le incisioni “Ricostruiamo L’Aquila” sporca di sangue. “E’ il sangue della mia testa - dichiarò ai giornalisti - e scusate se sono terremotato. Dopo il sangue di 309 aquilani quest’altro serviva!”.

Assolutamente no, non mi ha contattato nessuno dalle istituzioni polignanesi - stupore e meraviglia di Vincenzo ai nostri telefoni - La cosa un po’ mi sorprende, anche perché mio padre, a Polignano è abbastanza conosciuto. I miei genitori sono sempre rimasti a Polignano. Mio padre ha anche lavorato per una vita intera con il dottor Di Giorgio. Ma nessuno mi ha contattato. Invece, il sindaco de L’Aquila ha contattato tutti. Comunque ci sono abituato a queste cose. Le figure istituzionali e i politici guardano solo alle poltrone, dipende sempre da cosa fa loro più comodo.”.

Intanto, Vincenzo stamani annuncia: “l’avvocato Maria Letizia Bizzarri del foro di Chieti da ieri si sta occupando del caso. Ha già avviato l’iter legale. Tutte le volte che sarà depositato un atto in Procura a Roma, l’avvocato informerà prima i giornalisti, per non rischiare che il caso venga archiviato e garantire la dovuta esposizione mediatica che merita”.

 

Ci racconta cosa è successo l’altra mattina a Roma?

“Gli autobus da L'Aquila sono arrivati a Roma la mattina alle 10.00 (io personalmente ero li dalla sera prima, a casa di amici polignanesi che studiano a Roma). Verso le 10.30 eravamo in p.zza Venezia in più di benedetti5000, autorizzati dalla Digos di Roma che ha scortato gli autobus dal casello di Roma est fino in centro. Appena cominciata la manifestazione abbiamo capito che la situazione era tesa (erano già tutti in assetto anti sommossa e abbastanza nervosi). Abbiamo cominciato a fare pressione per poter passare su via del corso perché come autorizzati volevamo arrivare in Parlamento. Solo che sono cominciate subito le cariche come dimostrano i video. I finanzieri erano così nervosi che anche il loro capo (vedi video in basso, a fine intervista, ndr) gli ha urlato contro di calmarsi. Dopo una carica che ha provocato qualche ferito lieve, siamo riusciti a contrattare il passaggio, e di lì a poco il cordone è stato tolto."

"Il nostro corteo, pacifico e con le mani alzate si è diretto su Via del Corso, dove dopo pochi minuti abbiamo trovato l'ennesimo cordone di carabinieri-finanzieri comprese 2 camionette, ed hanno tentato di deviare il nostro corteo verso un'altra manifestazione di gente disabile (secondo noi quella deviazione era studiata, vista la situazione tesa per poter creare altri scontri e strumentalizzare la nostra rabbia vicino a dei disabili). In quel momento io ed altri miei amici abbiamo formato un cordone di sicurezza per spiegare alla gente di non cambiare percorso. Per formare questo cordone abbiamo dovuto dare le spalle al cordone delle forze dell'ordine ed è stato proprio in quel momento che sono volate le manganellate più dure che hanno ferito me e l'altro ragazzo, Marco De Nuntis."

"Io sono stato subito soccorso da un medico di Paganica, anche lui fra i manifestanti, che mi ha portato in una banca per lavarmi la testa piena di sangue e per capire l'entità delle ferite, rivelatesi subito gravi. Dopo quei momenti di altissima tensione abbiamo continuato la nostra marcia deviata in continuazione da cordoni formati ovunque. Alla fine, spinti dai blocchi, ci hanno fatto arrivare sotto Palazzo Grazioli (residenza di Berlusconi), cosa che a noi non interessava per niente. Sono stati loro (forze dell'ordine) che ci hanno fatto deviare per quella direzione, e lì ci sono stati altri momenti di tensione dove sono volate altre manganellate, molte di più. Per fortuna, questa volta senza feriti gravi, ma comunque molti contusi. A quel punto siamo stati costretti a deviare da botteghe oscure e siamo arrivati in corteo a p.zza Navona, dove ci siamo fermati per finire lì la nostra manifestazione, riuscendo a far ricevere una nostra delegazione in Senato. Comunque, nel complesso la manifestazione praticamente si è svolta con continue cariche da parte dei carabinieri sin dalla mattina."


Il Giornale e Libero hanno avanzato l'ipotesi di black blok e no global infiltrati nel cordone di manifestanti. Ne ricorda qualcuno? Non eravate tutti aquilani?

“Come al solito si cerca di strumentalizzare l'esasperazione della gente dicendo che sono presenti i soliti facinorosi. Io non ne ho visti, anche perché i referti medici parlano chiaro; tutti i feriti sono aquilani ed eravamo noi alla testa del corteo, poi non è da escludere che ci potessero essere cittadini romani solidali con noi aquilani, e quindi avendo un accento palesemente romano sono stati definiti "estranei alla manifestazione". Di lì ad etichettarli come black block è stato un passaggio veloce, per sminuire la nostra esasperazione. Ripeto, la testa del corteo, ed anche il 99 % dei manifestanti, erano aquilani. Poi comunque anche tanti romani si sono uniti a noi, come per esempio tutti i commercianti che urlavano "vergogna vergogna" alle forze dell'ordine che hanno caricato sin dall'inizio.”

benedetti-scontri-romaSiete stati minacciati? Insultati? Come ha funzionato il sistema di respingimento e di carica da parte delle forze di polizia?

“Come ho già detto prima, la situazione è stata tesa sin dalla mattina, quando eravamo a p.zza Venezia. Non erano ancora arrivati tutti gli autobus ed è partita subito una carica in risposta alla nostra richiesta di voler passare da Via del Corso, in quanto autorizzati ad andare a Palazzo Chigi. Il problema è proprio questo, non si sa per quale motivo ma nonostante le nostre autorizzazioni ad andare a Palazzo Chigi ci siamo ritrovati la strada sbarrata più volte, e alle nostre richieste di passare che ovviamente creano delle pressioni da parte di 5000 manifestanti, ci siamo visti sempre rispondere con la violenza.”

Sul quotidiano La Stampa c'è scritto così: 'Vincenzo Benedetti - noto alla polizia per aver preso parte a disordini in occasione di altre manifestazioni di piazza - ha sfogato la collera lasciando impronte con il suo sangue sui muri di una banca in via del Corso'. E' vero quanto scrive la Stampa? Lei è noto alla polizia per altri disordini?

“Come ho detto a tutti i giornalisti, io non ho mai avuto precedenti di "scontri in piazza con le forze dell'ordine". Il problema di quelle dichiarazioni sta nell'elaborazione distorta della domanda che mi è stata fatta da Zancàn (autore di quell'articolo). In quell'occasione, a p.zza Navona, Zancàn mi ha chiesto se io avessi mai avuto "precedenti di scontri con la polizia" trasformandola poi in (articolo de La Stampa) "hai precedenti penali?". Io ho risposto: assolutamente no! A quel punto il giornalista riporta i miei precedenti penali, come a dimostrare la mia reticenza a dire la verità! Se quel giornalista mi avesse chiesto dei miei precedenti penali (errori che può commettere chiunque, l'importante che paghi, a differenza dei nostri politici) io ne avrei parlato, anche perché, cosa c'entrerebbero con l'uso spropositato della violenza? Ma se mi hanno colpito di spalle vuol dire che i miei precedenti ce li ho scritti sulla nuca?”

Ci racconta un po’ come vivono gli aquilani. Quali promesse sono state fatte in campagna elettorale.

Ci era stato promesso un trattamento equo, una partecipazione della popolazione, un controllo per evitare sciacallaggi economici da parte di mafiosi, ed invece come al solito a spartirsi la "torta della ricostruzione" , che per altro è ferma al giorno del terremoto, sono i soliti amici. Gli aquilani di tutta la provincia stanno vivendo, stiamo, un disastro sociale, oltre che materiale (case perse, morti, lavori persi). La gente vive a centinaia di km, con tutti i disagi che comporta: benzina, pedaggi autostradali, biglietti di autobus nel caso si è senza macchina. Le spese per gli abitanti del "cratere" sono raddoppiate e spesso le entrate si sono dimezzate. E’ una provincia in ginocchio su tutti i fronti: economico, sociale, infrastrutture, burocrazia. Siamo stati abbandonati!”

Da quanto tempo vive a L'Aquila? Come mai si è trasferito da Polignano? Dove vive dopo il terremoto?

“La mia ragazza è di Pescara. Vivevamo a Bologna, poi abbiamo vissuto a Pescara. Io, in passato, anche altrove. Eravamo stanchi di vivere nelle grandi città e quindi ci siamo trasferiti in una "cittadina tranquilla" a settembre del 2008. Dopo il terremoto vivo in un camper perché gli affitti sono arrivati alle stelle, e per colpa della solita burocrazia, nonostante io ne abbia diritto, non ho ancora ricevuto né l'autonoma sistemazione (300 euro al mese), né un alloggio.”

C'erano delle autorità e personaggi politici importanti durante il corteo? Cosa hanno detto?


“Nel corteo erano presenti 53 sindaci della provincia de L'Aquila, un deputato della camera, l'aquilano Giovanni Lolli (PD), i rappresentanti di tantissime categorie. Dopo gli scontri ci hanno raggiunti Di Pietro benedetti-vincenzo-manifestazione-romae Bersani, ma non ho potuto sentire quello che dicevano perché ero asserragliato dai giornalisti.”

La giornalista del tg3 ha parlato di un ordine preciso per non farvi avvicinare a Palazzo Chigi...

“Come già detto un sacco di volte, noi siamo stati picchiati da subito, nonostante i permessi. Quindi non so sinceramente se sia stata una totale mancanza di organizzazione oppure sia stata studiata a tavolino.”

Lei ha detto ai tg che denuncerà dopo aver visto i video... Chi denuncerà?


“I carabinieri ovviamente, in particolare colui che si è reso responsabile del mio ferimento: una persona che perde così facilmente la calma non può andare in giro armato e fare "il tutore della legge".”

Ha avuto modo di confrontarsi con gli altri manifestanti? Come agiranno?


“Ieri è stata mandata, da parte di un'assemblea cittadina, una lettera aperta a Maroni per chiedere chiarimenti. Io personalmente chiederò il risarcimento danni morali e fisici che, come ho già detto, donerò alla città de L'Aquila.”

Come si sono comportati i giornalisti durante e dopo la manifestazione? Soddisfatto dell'informazione?

“Purtroppo la situazione dell'informazione in Italia è più che nota. La maggior parte dei giornalisti purtroppo sono i soliti cagnolini dei soliti "padroni". Sono pochi i vostri colleghi che non cedono alle pressioni politiche. Sinceramente mi sembra allucinante che l'informazione più libera in Italia venga fatta da un "magnate" come Sky, mentre la tv pubblica è sempre più una tv di regime che difende il proprio "sultano" a prescindere dalla verità.”

 

IL VIDEO DOCUMENTARIO E IL NERVOSISMO DELLE FORZE DELL'ORDINE PRIMA DELLA MANIFESTAZIONE

 

VINCENZO BENEDETTI A SKY

VEDI ANCHE LA NOTIZIA DEL 7 LUGLIO: POLIGNANESE FERITO NELLA MANIFESTAZIONE A ROMA

 

Commenti  

 
#1 fast 2010-07-13 19:46
...merita aiuto chi una casa "sua" la aveva già, di proprietà e costruita con i sacrifici...non "strumentalizziamo" il terremoto per chiedere tutti una casa...;-)

Quanto alla solidarietà delle istituzioni locali, nel caso della nonnina uccisa nel nostro comune ricordo che sindaco e giunta (salvo un paio) non hanno nemmeno partecipato al funerale, cosa ti aspettavi??
 

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