CASO PELLEGRINI: INTERVISTA A CENTRONE (SECONDA PARTE)

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ATTESA LA SENTENZA DEL TAR

Maria Centrone: 'Non metterò mai i sigilli, perchè voglio tutelare l'ente da richieste risarcitorie'

 

 

Riprendiamo dalla conclusione della prima parte dell'intervista rilasciata ai nostri microfoni dalla dott.sa Maria Centrone, comandante della Polizia Municipale di Polignano.

L’anno scorso si è parlato di ritorsioni dei vigili, quando il signor Pellegrini ha chiesto dei chiarimenti sugli abusi commessi durante il famoso matrimonio privato.

“Non capisco perché avrei dovuto fare la guerra al signor Pellegrini. Le ritorsioni di cui si è parlato in consiglio comunale sono state polemiche assolutamente strumentali. Qualcuno ha legato questa situazione alla vicenda del matrimonio Montrone, e poi io avrei fatto una ritorsione contro Pellegrini. Io mi astengo dal commentare una cosa del genere, perché non è mia abitudine chiamare ritorsioni quelle che sono semplici applicazioni di norme. Tra l’altro, la prima lettera inviata a Oronzo Pellegrini risale al maggio 2009, prima del matrimonio. Quindi siamo al di sopra di ogni sospetto di ritorsione”.

La dott.sa Centrone ci mostra il fascicolo del caso Pellegrini. Un faldone infinito di carte, protocolli, deduzioni e controdeduzioni. L’ultima risale al 28 maggio 2010.

“Questa è la diffida che io ho verbalizzato l’anno scorso prima che iniziasse la cosiddetta guerra e dove, in sostanza, facevo notare a Pellegrini che la pratica non era completa. Inizialmente gli dicevo che la comunicazione di proroga che aveva fatto il 30 gennaio 2009 era valevole solo per l’autorizzazione a tempo determinato, e non era efficace per lui. Quindi gli formulavo il divieto a esercitare l’attività e gli dicevo che per esercitare doveva presentare formali istanze in bollo riportante, tra le altre cose, la durata e l’esatta individuazione e planimetria dei locali, corredata dal permesso di costruire."

"Si diffidava quindi a conferire correttamente i rifiuti solidi urbani al servizio pubblico utilizzando gli appositi contenitori ubicati nel territorio comunale, provvedendo alla rimozione immediata dei rifiuti. Il signor Pellegrini, a una nota dove si fa riferimento ad atti, norme di legge, titoli ha risposto con la guerra, con i manifesti.”

L’anno scorso il sig. Pellegrini continuò con l'attività, nonostante le diffide. A questo punto perché non avete mai messo i sigilli e chiuso l’attività?

“L’anno scorso ha continuato e l’abbiamo denunciato per inottemperanza. Io non ho chiuso l’esercizio proprio per una forma di tutela, perché con i tempi che corrono non si sa mai. Vorrei evitare eventuali richieste risarcitorie del signor Pellegrini a danno del comune. Il giudice potrebbe dare anche un’interpretazione diversa.”

Si teme un’interpretazione diversa del giudice del Tar che si esprimerà a breve, o si teme che Oronzo Pellegrini abbia ragione?

“Certo, mica mi devo stupire. Se il giudice di pace di Monopoli ha detto che le macchine possono parcheggiare sul marciapiede…”

Ma quando? Parliamo di Polignano?

“Certo, il giudice ha stabilito che se non c’è segnale di divieto di parcheggiare sul marciapiede, allora si può parcheggiare. Nel caso di Pellegrini, a tutela dell’ente ho denunciato tutto per inottemperanza, ho fatto denunce penali. Ho solo sollecitato l’avvocato affinché il giudice del Tar emetta la sentenza quanto prima. Non ho messo i sigilli perché sono rispettosa della giustizia e per tutelare l’ente e i cittadini da eventuali richieste risarcitorie. Decida pure il Tar.”

Si è anche detto che i dirigenti tengono in vita questa amministrazione...

“Sono considerazioni. Io non mi metto a fare la guerra ai politici. Per quello che mi riguarda ho le carte che parlano. Con Pellegrini Oronzo la mia prima lettera risale a maggio dell’anno scorso, prima del famoso matrimonio, quindi al di sopra di ogni sospetto di ritorsione.”

Anche quest’anno Pellegrini ha fatto richiesta di sanatoria?

“L’ha fatta quest’inverno ed è ancora in istruttoria. Io non ho problemi, gli facciano pure tutte le sanatorie che vuole. Io posso solo rilevare abusi. Tutto quello che accade dopo non interessa. Noi abbiamo riferito tutto agli organi competenti, poi si vedrà come andrà a finire. Faccio solo notare che Pellegrini ha chiesto la sanatoria. Per cui almeno in parte, ha comunque ammesso di aver commesso degli abusi. L’anno scorso rinunciò all’udienza della sospensiva. Dico che se una persona è sicura di essere a norma, si fa vedere alla sospensiva del Tar.”

Pellegrini non lo fece?

“Fece ricorso, ma rinunciò all’udienza della sospensiva, un modo che usano gli avvocati per far perdere tempo. Perché rinunciare alla sospensiva significa tenere il contenzioso pendente. La sospensiva rigettata o accolta è già un primo segno della fondatezza o meno del ricorso. Il suo avvocato evidentemente, non ha voluto rischiare.”

Che significa pendente?

“E’ un modo per minacciare richieste di risarcimenti. Se noi chiudessimo con la forza, mettessimo i sigilli, la controparte potrebbe chiedere dei risarcimenti di danni al comune nel caso vincesse la causa al Tar. Ma io non metterò mai i sigilli.”

Tornando alla questione accanimento su Pellegrini e polemiche varie, ci sono altre attività a Polignano che sono state controllate negli ultimi anni?

“Certo, tantissime. Ultimamente ce n’è un’altra a cui sono stati fatti controlli ed è stato rilevato un verbale. Abbiamo contestato un ristorante perché era stata costruita una struttura al primo piano che secondo noi non era conforme a quella autorizzata, e quindi è stata sospesa l’autorizzazione di attività di somministrazione pasti e bevande. E quest’anno non ho ancora rilasciato la licenza a un’attività, abbiamo inviato una diffida perché continua a esercitare, perché ha realizzato opere esterne su demanio non autorizzato."

"E poi c’è anche un ristoratore a cui non è stato consentito di aprire l’attività, perché il Consiglio di Stato ha riconosciuto definitivamente gli abusi rilevati e il diniego della soprintendenza. In genere gli abusi commessi a Polignano riguardano strutture costruite in zone demaniali o sottoposte a vincolo paesaggistico. Altre situazioni sono andate in sanatoria.”

 

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