«I giornalisti italiani hanno proclamato per il 9 luglio la giornata del silenzio dell'informazione - si legge in una nota della Federazione nazionale della stampa - per protestare contro il disegno di legge Alfano che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria ed indagini investigative».
Oggi, quindi, i quotidiani non saranno in edicola, telegiornali e radiogiornali non andranno in onda, i siti di informazione on line non effettueranno aggiornamenti delle notizie.
Anche PolignanoWeb, network La Voce del Paese, è in silenzio. Un segno di protesta e di lutto, per la lenta morte della - già limitatissima - libertà di stampa, di informare, di ricercare, di documentare.
DI CONOSCERE.
Giovedì 1 luglio gli artisti si sono uniti e scesi in piazza a Santeramo per dire no alla legge bavaglio, in contemporanea alla manifestazione nazionale indetta dalla FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana.
Santeramoweb, il network La Voce del Paese, di cui Santeramoweb fa parte, il circolo Arci stand by; e la moltitudine di artisti locali hanno dato vita a una manifestazione che ha raccolto unanimi consensi da parte di tutti gli spettatori e da parte di tutti gli artisti che hanno aderito e che sono saliti sul palco.
Chiunque voglia, può trovare la fotogallery dell'evento sul profilo Facebook della redazione all’inidirizzo web http://www.facebook.com/?ref=home#!/santeramoweb?v=photos.
Altro link utile su opinioni rispetto alla legge bavaglio può essere http://www.santeramo.it/index.php?id=8&cat&pag=1&idser=241
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Commenti
La stampa italiana, da sempre con la museruola, oggi si è messa anche il bavaglio. Lo ha fatto per protestare contro la legge bavaglio. E' come se uno stupratore protestasse con uno stupro in piazza... Sono così d'accordo con questo sciopero che lo replicherei 365 giorni all'anno. I giornali sono finanziati dalle nostre tasse, senza chiuderebbero. A influenzare l'opinione pubblica per conto dei loro proprietari e a inviare messaggi mafiosi alla bisogna. I giornali non vanno confusi con l'informazione. Giornali e informazione sono incompatibili. Dove ci sono i primi, non c'è la seconda. La vera informazione in questi anni l'hanno fatta i blogger, la Rete, i siti di controinformazione, non certo la Repubblica di Scalfari o il Corriere di De Bortoli o l'Unità del pdimenoelle. I giornali sono superati dalla Rete, come a suo tempo il pony express dal telegrafo. Per pubblicare un articolo bisogna mettere d'accordo gli interessi degli azionisti espressione delle lobby, il consiglio di amministrazione, la direzione, il comitato di redazione, il capo redattore... Dov'è la libertà di espressione? Qualcuno nel gruppo l'Espresso ha mai fatto un'inchiesta sul fallimento dell'Olivetti imputabile a Carlo De Benedetti? O sul Corriere della Serva è mai apparso un'editoriale contro Tronchetti Provera MENTRE era presidente di Telecom Italia? I giornali stanno morendo come le mosche d'inverno, sopravvivono solo grazie al calore del finanziamento pubblico (*). Libero, il Foglio o il Riformista sparirebbero in una notte senza le nostre tasse. Il massimo attacco politico a Berlusconi sono state 10 domande sulla sua vita sessuale. .. L'informazione la fanno i cittadini. L'albo dei giornalisti va abolito. Tutti siamo giornalisti. Un albo creato da Mussolini per controllare la stampa di regime oggi non è più necessario.. Dov'eravate, giornalisti dei miei stivali.. Eravate forse sotto la scrivania del direttore a fargli un servizio alla Levinski invece di sostenere il referendum per l'abolizione della legge Gasparri del secondo Vday? Lo sciopero di oggi mi ricorda il suicidio di massa dei lemmings, incrociamo le dita. speriamo che abbia un grande successo.
(*) Con l'eccezione del Fatto Quotidiano che ha rifiutato i finanziamenti pubblici