LA RABBIA DEI TERREMOTATI: UN POLIGNANESE FERITO A COLPI DI MANGANELLO NEGLI SCONTRI CON LA POLIZIA
Vincenzo Benedetti al TG3: 'Appena vedo il video li denuncio'
La giornalista Alessia Gizzi: 'L'ordine era non fateli arrivare a Palazzo Chigi'
7 Luglio 2010 - Le immagini che abbiamo visto oggi pomeriggio nei tiggì nazionali stanno facendo il giro del mondo. Un ragazzo di Polignano, Vincenzo Benedetti (nella foto LaPresse e nel video in basso, a fine articolo) vive a L’Aquila da anni, scampato miracolosamente al tragico terremoto del 2009.
Stamani Vincenzo ha preso parte alla manifestazione a Roma, organizzata dagli aquilani terremotati. A decine di cronisti che lo avvicinano, Vincenzo mostra il capo con evidenti ferite che sanguinano (vedi foto in apertura dal corriere.it). Nello scatto finito in prima pagina su tutti i principali quotidiani online, Vincenzo mostra simbolicamente la sua t-shirt "Ricostruiamo L'Aquila" completamente sporca di sangue. E' il suo sangue? - chiede una corrispondente del Tg. Vincenzo risponde: "Questo è il sangue della mia testa" - e poi aggiunge: “Scusate se sono terremotato. Dopo il sangue di 309 aquilani quest’altro serviva!”.
Alle domande insistenti dei giornalisti, Vincenzo racconta: “Ho preso cinque manganellate solo perché ci vogliamo avvicinare al Parlamento a chiedere giustizia per gli aquilani, chiedere la ricostruzione, l’abolizione delle tasse. Non vogliamo
niente di più degli altri terremotati.”
LA MANIFESTAZIONE E GLI SCONTRI - Le immagini drammatiche e la disperazione di Benedetti stanno sollevando cori d’indignazione dal mondo politico e anche istituzionale. Migliaia di manifestanti aquilani si sono riversati a Roma, e in parte all’ingresso della residenza del premier a Palazzo Grazioli, per chiedere giustizia. Gli aquilani chiedono l'immediata ricostruzione delle case da quando il presidente del consiglio assicurò loro "Ghe pensi mi!". Chiedono l'approvazione di leggi speciali per i terremotati. Il cordone di manifestanti doveva raggiungere Montecitorio, invece è stato inspiegabilmente bloccato dalle cariche della polizia e dalle violente manganellate. Bilancio: due feriti e proteste nella capitale.
'LI DENUNCIO' - In un servizio andato in onda al Tg3 Linea Notte alcuni minuti fa, il polignanese Vincenzo Bendetti ha annunciato: 'Appena vedo il video li denuncio'.
'VERIFICARE I FATTI' - La situazione è molto delicata, tanto che il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, messo sotto pressione da politici e giornalisti, ha chiesto chiarimenti sugli scontri tra forze di polizia e manifestanti. "Sto andando al ministero per fare una riunione su quanto accaduto. Ho solo notizie frammentarie, al ministero mi farò raccontare come sono andati i fatti. Io verifico i fatti non le opinioni riportate da qualcuno".
A Repubblica Maroni ha quindi riferito di "essere favorevole alle manifestazioni quando si svolgono pacificamente, senza violenze. E - dichiara - voglio capire perché questa non si è svolta in questo modo, voglio capire se ci sono responsabilità e da che parte".
TERREMOTATI E MAZZIATI - L'indignazione di giornali, giornalisti e politici. "Fine della Fiction" titolerà domattina il quotidiano L'Unità, alludendo evidentemente alle promesse di Berlusconi. La giornalista Alessia Bizzi era sul 'campo di battaglia'. Ha rivelato: "L'ordine era non fateli arrivare a Palazzo Chigi. Stavano manifestando pacificamente". Questo invece, il teorema di Libero: "Infiltrati no global nel corteo degli aquilani". "Terremotati no global" è l'accusa de Il Giornale. Tutti gli altri quotidiani si dicono sconcertati per l'accanimento sui manifestanti terremotati.
Intanto, domani è previsto un vertice tra ministri e negli ambienti dell'opposizione per capire come sia stato possibile che le forze dell'ordine si siano accanite in quel modo su pacifici manifestanti, inermi e senza una casa, proprio come il nostro concittadino Benedetti, e ai quali erano state fatte promesse dal governo in campagna elettorale. Per non parlare degli scandali dell'edilizia e appalti sulla ricostruzione di L'Aquila, con le indagini ancora in corso, e l'umore degli aquilani comprensibilmente angosciato.
LA SOLIDARIETA’ DELLA FABBRICA DI NICHI - La Fabbrica di Nichi di Polignano ha subito pubblicato su Facebook un messaggio di solidarietà per Vincenzo Benedetti. “La nostra solidarietà – si legge nella nota – a Clio Bacinella (lo pseudonimo su fb di Vincenzo, ndr), uno che le sue battaglie non le ha mai fatte combattere a nessuno al posto suo!!! La Fabbrica ti sta vicino con il cuore! Forza!!!!”.
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speriamo non trovino capri espiatori e scuse in questo governo.