Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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CAPOLAVORI PSICHEDELICI DELL'ESTASI POLIGNANESE

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ASPETTANDO GODOT


Sull’estate polignanese sono state spese molte parole, non si contano i commenti, e sicuramente la polemica non finisce qui.  Lasciamo perdere la questione del bando, dimentichiamoci per un attimo che la realizzazione della grafica per il materiale promozionale viene affidata ad un’azienda che aveva portato avanti una giustissima battaglia affinché questi lavori venissero affidati a seguito di un concorso di idee, salvo poi accettare una commessa senza che tale gara abbia mai visto la luce.estasi-polignanese-programma

Sarebbe bello dare voce e spazio agli altri grafici che firmarono la lettera per sapere, e neanche troppo di nascosto, l’effetto che fa! Teniamo da parte anche la scelta degli spettacoli in programma; i gusti sono gusti e a fronte di qualche scontento ci sarà di certo qualcuno che apprezzerà. In fondo il senso di una direzione artistica è soprattutto questo: dare una linea d‘indirizzo ad un’estate, assumendosi le responsabilità delle scelte.

La disamina sarà squisitamente tecnica, con l’intento di spiegare per quale motivo l’appeal delle estati polignanesi è sempre così basso, tranne per qualche rara perla – vedi il festival “Il libro possibile” – e sempre lo sarà se non si inizieranno a cambiare le strategie di lavoro e la concezione antiquata di evento culturale che illuminati amministratori di destra e di sinistra continuano a sfoggiare da anni, senza che mai un serio dibattito sul potenziale di questa, che altrove è un’industria in piena regola, venga affrontato con il contributo di tutti i soggetti in causa.

Piccola tiratina d’orecchi agli amici di Quiwi. Mai visto un claim concepito in questo modo (cosa sono quei punti dopo effervescente e naturale?). E soprattutto cambiare un font non basta: operazione Neapolis, sito di Quiwi (vedi foto in basso, a sinistra, ritagliata dal sito web www.quiwi.it della società Quiwi) e capolavoro psichedelico dell’estasi polignanese. Stesso lavoro di sfumatura delle tinte, cambia il colore ma il risultato è lo stesso e si vede lontano un miglio. Ma forse la mia sarà solo stupida e irritante deformazione professionale.

quiwi_-_CopiaQualcuno ora dirà che la testata sta facendo una guerra a Quiwi. Dico subito che qui le persone non c’entrano. La lotta non è politica, non è riferita a qualcuno in particolare, ma al metodo. L’azienda a cui vengono affidati certi lavori senza troppa trasparenza poteva chiamarsi VL Grafica, Virgagne, Quiwi, o Aliante (come per anni si è chiamata senza che nessuno gridasse allo scandalo). Il problema è il metodo e anche l’atteggiamento, quest’anno più che mai spocchioso ed irritante verso le realtà locali.

Altro che strategia di marketing caro Assessore, questa idea delle due liste è un pessimo messaggio a chi da anni ha lavorato per riempire di eventi, tutt’altro che di seconda scelta, le nostre estati. Il messaggio che passa è negativo e dannoso, l’impegno di queste associazioni locali non vale niente. Chiamare quindici artisti per metter su un programma decente è un lavoro che tutti potrebbero fare, credete che le associazioni culturali non avrebbero saputo fare di meglio? Certo, con ottocento euro è un po’ difficile. Provi l’amministrazione a dare dei soldi veri alle associazioni e vediamo se non sono capaci di farci girare la testa da maggio fino a settembre, altro che estasi!

Detto questo, quella che deve cambiare è la mentalità. Queste estati sono un fallimento perché difficilmente portano traffico – passatemi la metaforaoperazione-neapolis-2 informatica – in aggiunta al normale flusso di turisti e passeggiatori affezionati, se si esclude la manifestazione organizzata dalla Red Bull che, non a caso, inizia a lavorare sulla comunicazione con un anno di anticipo sull’evento. A Polignano la comunicazione non esiste: che senso ha far stampare volantini e manifesti a una settimana dal primo evento? Risparmiassero qualche soldo perché la promozione fatta così non serve a nulla. Si inizi a distribuire il materiale almeno con un mese di anticipo sul primo evento e selezionando i canali di distribuzione. Vogliamo parlare di internet?

Sul web l’estate polignanese non esiste e non è mai esistita, internet questo sconosciuto. Ma queste cose le persone che hanno lavorato sodo per anni nel nostro paese organizzando eventi le sanno benissimo. Perché gli amministratori continuano a cercare lontano? Ci vogliamo ricordare delle eccellenze polignanesi solo quando raggiungono il successo in qualche altra contrada d’Italia, costretti ad andar via da questo paese che mortifica i suoi talenti perché non sa riconoscerli? Quando questi signori vorranno iniziare a lavorare sul serio per il turismo potranno trovare molti esempi e molte testimonianze di comuni pugliesi in cui il turismo culturale è una realtà che fa da traino all’economia locale.

Per quest’anno l’estasi ce la prendiamo così com’è,  per l’anno che verrà, come ogni anno, ci auguriamo che le cose cambino. Beatrice De Donato appena insediata ci rilasciò un’intervista nella quale sosteneva che le associazioni polignanesi erano un patrimonio da valorizzare e sul quale puntare, aveva lasciato intravedere la possibilità di far comunicare queste realtà e di farle interagire per lo sviluppo del settore culturale. E’ passato un anno, stiamo ancora aspettando.

 

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