ASSENTE IL MEDICO. L'AMMINISTRAZIONE PROTESTA E CHIAMA I CARABINIERI.
La denuncia di un infermiere ai nostri microfoni: 'La direzione ci impedisce di comunicare con la stampa'
Assente l'opposizione, tranne Saverio Teofilo.
Sit-in di protesta, mercoledì sera, davanti al pronto soccorso di Polignano. Buona parte della maggioranza ha occupato l’ingresso del presidio per denunciare l’assenza dei medici, con il consigliere Vito Giuliani che questa volta ha chiamato i carabinieri. Il consigliere vuole denunciare l’Asl per interruzione di pubblico servizio. Qualcuno ci tiene a far notare l’assenza dei consiglieri dell’opposizione: non c’è nessuno di loro, tranne Saverio Teofilo.
Tutto questo accade a un anno circa dalla manifestazione, quando allora il sindaco scese in prima fila per protestare e denunciare i disservizi. In giornata si deciderà il da farsi: vale a dire se presentare o meno una formale denuncia.
L'INFERMIERE: 'MANCA UN MEDICO' - Ai microfoni di Polignanoweb parla G. G.. , infermiere di Monopoli, che opera a Polignano da quasi cinque anni. Il nome rigorosamente puntato, perché, ci tiene a precisare, quelli dell’Asl hanno imposto i loro diktat; non vogliono che si sappia come funziona, da queste parti, il sistema sanitario. “Noi non possiamo rilasciare nessuna dichiarazione - spiega l’infermiere G. G. - perché la direzione generale ci impedisce di comunicare con la stampa. Se lei vede un bambino tutto strappato, i genitori sono straziati, io posso medicare, ma poi ci vuole il medico che magari non c’è. I genitori del bambino se la prendono con noi.
Capisce quindi, come facciamo a spiegare alle persone che stiamo ridotti in queste condizioni? Noi non possiamo toccare un referto medico, altrimenti rischiamo”.
MONOPOLI E' IN SOVRACCARICO - G. G. però parla e racconta. Per una semplice puntura bisogna andare a Monopoli, il cui ospedale ormai è in sovraccarico.
“Tutt’oggi rimane scoperto il servizio di 118 e tutto il punto di primo intervento. In questi giorni - prosegue il racconto - c’erano pazienti per i quali non possiamo fare né diagnosi e neanche terapia. Abbiamo dovuto chiamare altre ambulanze, perché le nostre erano fuori. Vengono pazienti che si possono tranquillamente curare qua, a Polignano, ma manca il medico. Giustamente a Monopoli c’è un sovraccarico di utenza e per fare una semplice puntura o mettere un punto di sutura dobbiamo mandarli lì, perché noi infermieri non possiamo intervenire.”
Fa notare sempre G. G. che in quel di Monopoli sono sul piede di guerra, perché l’ospedale è off-limits: “Lì sono in sovraccarico. Figuratevi se devono intervenire pure per mettere dei punti di sutura!”.
NON C'E' UN MEDICO - Quando chiediamo all’infermiere se il medico assente è in ferie o in malattia, G. G. allarga le braccia. “Non sappiamo. Noi abbiamo un turno e rispettiamo i turni. Qui non abbiamo esposti i turni in bacheca, compreso quello di medici del 118. Noi protestiamo perché non c’è il medico. Siamo preoccupati per le utenze che vengono qui e giustamente reclamano, chiedono spiegazioni per l’assenza del medico, protestano e se la prende con noi infermieri. Che state a fare aperti? E’ ciò che ci sentiamo dire spesso dai pazienti."
"Se il medico manca per venti giorni, un mese, a noi non dicono niente. Stamattina per esempio - ricorda l'infermiere - ho chiamato la centrale operativa del 118. Ho fatto notare loro che sono un infermiere e sono senza medico. Ho fatto dei referti medici, ho scritto che non posso fare referti perché quelli sono atti medici. Però se un paziente viene, io lo devo registrare e poi devo consigliare e chiamare la centrale operativa”.
SI OPERA ALLA BISOGNA: 'PER QUIETO VIVERE' - G. G. racconta che spesso loro infermieri intervengono “per quieto vivere”, alla bisogna. Perché loro - precisa - ai pazienti ci tengono, rischiando di andare ben oltre le proprie responsabilità. “Io posso prendere i parametri – osserva – e se la situazione è critica chiamo la centrale e chiedo una ambulanza. Se è il caso posso fare l’elettrocardiogramma, ma non posso somministrare farmaci. Chi si prende questa responsabilità? Negli anni passati venni a prestare di nuovo servizio qui, a Polignano, quando volevano chiudere il pronto soccorso. Siccome sono di Monopoli, e potrei pure fregarmene, cerco comunque di dare il massimo. Accadde una volta che stavo svolgendo il turno di notte. Venne un signore con le stampelle. Avvisai l’utenza ma nessuno si mosse. Chiamai Vito Giuliani, che all’epoca era un semplice cittadino, e si incatenò all’ingresso. Non è cambiato nulla, sono passati tanti anni. L’utenza necessita di un supporto medico. Ci sono dei turni che ognuno di noi deve rispettare, ma la verità è che non li rispettiamo. Questa è la problematica vera di Polignano. E tra l’altro questo è un pronto soccorso fantasma, non c’è scritto da nessuna parte. Di fatto non c’è.”
L'ANTEFATTO - I carabinieri a quanto pare, fanno visita tutti i giorni. Mercoledì sera li ha chiamati Vito Giuliani che ha avvertito subito i colleghi consiglieri. Ma ciò che è accaduto mercoledì a un collega di Polignano dell'infermiere G. G. ha fatto traboccare il vaso. E' un fatto che tocca personalmente i colleghi del punto di primo intervento. Un parente dell'infermiere di Polignano aveva bisogno del pronto soccorso, ma non c’era nessun medico. A quel punto gli infermieri non ce l’hanno fatta più. La misura era colma da tempo.
'FAREMO DENUNCIA PER I DISSERVIZI' - “I carabinieri - denuncia il consigliere Raffaele Maringelli - li abbiamo chiamati per denunciare a chi di competenza i disservizi della Asl e della Regione Puglia. Il punto di primo intervento è da un emse senza medici. Noi - promette - faremo una denuncia per interruzione di pubblico servizio da parte della Asl. Comunicheremo al Prefetto l’ennesimo disservizio che si sta verificando a Polignano. L’anno scorso abbiamo fatto una grande manifestazione, ricorderete, per sensibilizzare i cittadini. Nonostante questo, da allora non è successo niente.”
“Qua non cambierà mai niente - è la rassegnazione di Vito Giuliani - Non gliene frega niente a nessuno. Dobbiamo fare una denuncia per interruzione di pubblico servizio sottoscritta da tutti quanti e rivolta all’Asl, al presidente e al direttore generale. A un anno dalla manifestazione di protesta - ricorda il consigliere - arrivò urgentemente la commissione, presero appunti, però non è cambiato niente. I carabinieri li ho chiamati io, perché facciano il verbale. Adesso andremo in caserma a fare la denuncia.”
A breve le dichiarazioni di Saverio Teofilo e dell’assessore Raffaele Scagliusi.

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poveri noi.......
sta male dentro il letto
lo porto all'ospedale
e gli faccio il funerale