TORRES CRITICA L'AMMINISTRAZIONE

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L'INTERVISTA

'Assenza di lungimiranza. Approvano i bilanci in estate.'

Il film di Gianni Torres ‘Le Mamme di San Vito’ ha spiazzato pubblico e critica (vedi recensione). “Questo documentario è scandaloso - ha dichiarato pubblicamente Rudy Assuntino - perché, in un momento in cui in Italia stanno passando valori molto negativi fatti di razzismo e xenofobia, questo documentario è una denuncia. Nel documentario esce una grande verità, che ciascuno di noi raccoglie quello che semina.”

Intanto, Torres si gode il successo e regala emozioni alla città con un documento storico destinato a lasciare il segno, mentre le istituzioni locali e l’amministrazione comunale preferiscono barricarsi nel silenzio. Qualcuno, da Palazzo di Città fa gli scongiuri e i riti propiziatori per allontanare quanto prima il ballo di San Vito. Il film di Torres sta diventando un caso politico clamoroso. Sbuca fuori anche una delibera del Commissario Prefettizio Volpe del 2007 con la quale si assegnava un contributo di 5mila euro per lo start up del film.

“A San Paolo del Brasile - ha tuonato dal palco in piazza, ieri sera, il regista - c’è molta gente nelle cui vene scorre il nostro stesso sangue. Loro sono rimasti molto amareggiati nel non vedere nessun esponente di questa amministrazione, purtroppo, perché non è una novità, ormai sono abituato a queste delusioni. Una forma di coraggio e di entusiasmo nasce dal fatto che uno degli esponenti politici (Domenico Vitto, ndr) ha voluto contribuire alla visione di questo film. Loro, in Brasile, ci sono rimasti molto male, perché quella tradizione sta morendo e da qui si spiega l’impellenza di fare questo lavoro. Andrò a Colonia e in varie parti del mondo. Altri sono intervenuti con una proposta interessante: aprire all’interno della struttura una scuola di pietanze tipiche polignanesi e pugliesi, per permettere alla festa di San Vito in Brasile, di continuare a essere polignanese e pugliese.”

 

Lei ha espresso già il parere sulle istituzioni locali che non hanno partecipato alla prima mondiale in Brasile e alla prima nazionale a Polignano. Ci racconta un pò cos'è accaduto in Brasile?

“Io ho invitato l’amministrazione già da marzo a partecipare a questo progetto. L’invito formale l’ho fatto telefonicamente, così come è accaduto con l’ex Ministro D’Alema, l’ambasciatore e con tutti gli altri. Loro sono arrivati, il comune di Polignano invece non è arrivato. Evidentemente sono interessati a delle cose che non riguardano noi. Io proprio non capisco. Per me è una cosa incomprensibile...”

C’è anche una questione politica in atto?

“Non è una questione politica, è una questione di assenza di lungimiranza politica. Se la vogliamo mettere così allora si, ma non c'è lungimiranza... la verità è che non riescono a vedere la capacità di capire quando la cosa può essere importante per la città, per loro, e per tutti quanti. Si perdono in tremila chiacchiere, arrivano ad approvare i bilanci in piena estate, quindi ritardando tutto, compresa la programmazione. Cosa ti puoi aspettare di più? Io ormai, sono abbastanza abituato a tutto questo.”

Qualcuno probabilmente si aspettava un invito alla prima in Brasile pagato?

“Guarda, ti voglio dire che le chiacchiere io le lascio a loro. Io faccio i fatti. Ho sempre fatto i fatti. Qualsiasi cosa loro possano dire, si devono confrontare con una persona che i fatti li fa e sono visibili storicamente, e sono documentabili. Per il resto, non ho altro da dire.”

Lei ha avanzato altre proposte all’amministrazione comunale?

“Ho fatto delle proposte per farlo vedere in internet. Non ho avuto controrisposte, neanche una telefonata per dire ‘non veniamo in Brasile’. Per me è anche maleducazione.”

Cosa abbiamo da imparare da questa comunità di polignanesi in Brasile?

“Noi dobbiamo imparare l’amore che viene diffuso da questa gente che ha attraversato un secolo di sofferenza. Altre realtà si sarebbero potute trasformare in odio, loro invece hanno trasformato tutto in amore. Credo che questo dobbiamo imparare, a trasformare ogni sofferenza in un gesto concreto, in qualcosa di condivisibile con tutti, non solamente per sé stessi, o per la propria ditta, per la propria azienda o patrimonio. Sempre meglio allargare la condivisione, perché si rendono felici più persone e si vive molto meglio.”

Ha annunciato che il documentario farà il giro del mondo…

“A Roma, all’ambasciata del Brasile, poi Germania, Svizzera, e c’è anche la possibilità di tornare in Brasile nuovamente, ma anche negli Stati Uniti. Ci sono varie iniziative che si stanno sviluppando nel tempo.”

Altri progetti per il futuro?

“Per ora sono concentrato su questo, anche se sto lavorando su altre cose che, immediatamente dopo, metterò in piedi. Io sono sempre in attività. Il mio motto è alzarsi e produrre sempre.”

Oltre a Domenico Vitto di cui ha parlato, chi ha contribuito alla proiezione del film a Polignano?

“Ha contribuito Vito Laruccia e poi Controvento, nel quale c’ho una mezza gamba anch’io. Significa che anche la produzione è stata finanziata da me. Comunque sono grato a Domenico Vitto che immediatamente ha risposto.”

Ha chiesto lei una mano a Vitto?

“L’ho chiesto io, e lui non ha battuto ciglio. Lo stava per fare spontaneamente perché ci teneva tantissimo al progetto, e l’ho apprezzato molto.”

 

VEDI ANCHE LA RECENSIONE E IL TRAILER DE 'LE MAMME DI SAN VITO'