Mercoledì 16 Gennaio 2019
   
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GUIDA TURISTICA 2010: LE GRAVI OMISSIONI.

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Ospitiamo la lettera inviata in redazione dal dott. Carlo De Luca nella speranza che le istituzioni locali possano accogliere l'appello, ormai disperato e finora inascoltato, e correggere finalmente quelle che, a ragione, De Luca definisce 'gravi omissioni' e 'grossolane mistificazioni storiche' riportate sulla famosa e contestatissima guida turistica 2010. Parole, quelle contenute nella lettera di De Luca, che dovrebbero quantomeno aprire una riflessione e imbarazzare gli uomini delle istituzioni trincerati nel silenzio e all'ombra di questa vicenda.

In basso, riportiamo anche il link alle notizie delle straordinarie ricerche storiche di De Luca, a questo punto totalmente ignorate dalle istituzioni, nonostante il libro, ricorda Gialluisi in un commento, sia stato donato al sindaco e alle biblioteche locali.

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Spett.le Direzione di PolignanoWEB,

Il post di Cittadinanza attiva del 2 giugno, ore 18,38, letto solo oggi, a corredo dell’intervista all’assessore al turismo del nostro amato paese, mi impone di ritornare sull’argomento della Guida turistica 2010 e sugli errori/omissioni che ivi sono contenuti.

Tralascio, per brevità, alcune gravi omissioni e mi soffermo su quanto già da me segnalato in un commento su questo giornale sin dal febbraio scorso e soprattutto mi riferisco a quanto opportunamente e scrupolosamente dallo stesso PolignanoWEB riportato in un articolo pubblicato in data 10 aprile u.s. dal titolo “Guida turistica: il ponte è borbonico” su input del sempre attento e perspicace (doti non sempre apprezzate in ….patria) Giuseppe Gialluisi. Entrambi gli interventi sono rimasti senza alcun seguito, anzi al contenuto delle stesse due segnalazioni (oltre che a quanto riportato nel libro) non pare, ad oggi, sia stata prestata una benché minima attenzione, considerato che la Guida turistica viene rimessa in circolazione, pure in inglese come se fosse un merito maggiore far conoscere in altra lingua anche le grossolane mistificazioni storiche che si compiono in sede locale!, senza un’opportuna e indispensabile correzione, rettifica o semplicissima errata corrige in merito a genesi e a paternità del ponte.

Mi chiedo e chiedo alle pubbliche istituzioni locali: è tanto difficile fare anche così poco a Polignano? Almeno per dare un qualche senso alla verità storica finora calpestata nelle precedenti edizioni della guida ma oggi non più tollerabile in virtù di quanto emerso dalle ricerche d’archivio effettuate su carte d’epoca in parte pubblicate e comunque tutte a disposizione di chi volesse prendersi il disturbo di accrescere il suo bagaglio culturale.

Se chi di dovere non riesce neppure a fare un piccolo sforzo di buona volontà nel senso sopradetto intorno al proprio passato, come possono i locali cittadini attivi sperare di  ottenere alcunché di positivo su argomenti ancora più importanti e delicati che coinvolgono il presente e il futuro del paese?

Occorre forse citare nominativamente in giudizio il responsabile di vertice pro-tempore della cosa pubblica per avere giustizia…. storica? Spero che non si arrivi a tanto, a meno che non si insista nell’errore. Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, ma senza voler coinvolgere il diavolo o fare altre considerazioni, in questa circostanza il perseverare appare soprattutto cecità e grossolanità amministrativa.

Un’ultima veloce annotazione. A che servono i giornali o i cittadini attivi se nessuno li prende in considerazione qualche volta o almeno quando la documentazione è copiosa e incontrovertibile, come nel caso della datazione e della paternità del grande ponte a cinque arcate sotto l’abitato di Polignano?

Grato per l’attenzione

Cordialmente

Carlo De Luca

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IL COMMENTO IN OGGETTO

scritto da Cittadinanza Attiva, 02 giugno 2010 alle ore 18:38:15

L'Ass.re, dice che la persona (da nominare) darà un apporto logistico ed organizzativo. Per quanto ne sappiamo il Sig. Simone di cui si (s)parla ha studi e formazione musicale nonché capacità artistiche. Quindi, che c'entra la logistica? Nell'intervista, inoltre, si (s)parla di opuscoli promozionali, denigrando quelli del passato e vantandosi per quelli appena realizzati (ventimila, distribuiti anche alla BIT di Milano)! Nonostante l'evidente (segnalato) errore di paternità del "Ponte" a Murat! E' Borbonico! Lo documenta il bel libro di Carlo De Luca, donato al sindaco ed alle biblioteche locali!

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VEDI 'IL PONTE SUL BURRONE' DI CARLO DE LUCA

VEDI ANCHE GUIDA TURISTICA: 'IL PONTE E' BORBONICO!'

Commenti  

 
#6 Giovanni Salemi 2010-06-12 22:52
Coraggio Sindaco, non tema di scrivere o pronunziare la parola borbonico e attribuisca al ponte la vera paternità, ampiamente e sicuramente dimostrata.
E' ormai ben chiaro che il Sud tutto da quel governo ottenne vantaggio in ogni campo collocandosi molto degnamente e in ottima posizione nel contesto degli Stati dell'epoca.
E mi permetto di esprimerle tutto intero il mio parere: sul ponte stesso a dimostrazione dell'orgoglio identitario di quella che fu una Nazione indipendente e autonoma apporrei una targa ben visibile, magari pure con le insegne dell'antico Regno!
Giovanni Salemi - Capua
 
 
#5 Francesco Laricchia 2010-06-11 11:50
La questione paternità "ponte di Polignano" è emblematica e rappresentativa delle capacità politiche di chi viene eletto. Questo comportamento (che trova la falsa giustificazione nel voler risparmiare sulla spese di ri-stampa) ricorda quello del marito fatto becco che accetta di essere padre di un figlio di cui viene a sapere con certezza di non esserne "l'autore" pur di non far sapere in giro di essere dotato di protuberanze sul capo. Ma alla fine si soccombe sotto una valanga di risate (sia fragorose e pubbliche che dissimulate e private)
 
 
#4 carlo de luca 2010-06-11 11:10
Questi primi commenti confortano e confermano che bisogna insistere, insistere, insistere.
Grazie a Face Book, oltre che a POLIGNANOWEB, le vicende polignanesi si diffondono, si conoscono, si allargano, anche al di fuori del ristretto e a volte gretto e apatico cerchio locale.
Ma potranno bastare questi interventi per superare le "strettoie mentali", le paure di avere coraggio, la scarsa volontà a rimediare? Soprattutto per sperabilmente denominare come si conviene e in vista dei festeggiamenti del centocinquantenario dell’Unità, i due ponti: il Romano, quello antico ad unica arcata, il Borbonico quello grandioso a cinque arcate.
Conoscendo quanta pusillanimità, quanto conformismo, quanta vieta retorica, c'è in giro, è una battaglia disperata e forse persa in partenza. Vorrei tanto sbagliarmi .....
Per la verità qualcosa si muove, visto il successo che sta avendo il libro di Pino Aprile “TERRONI”, a cui chiederò quando sarà a Polignano per la presentazione del suo libro, in occasione della Settimana del libro, di essere il primo firmatario della petizione popolare per la denominazione dei due ponti nel senso sopradetto. Mi rendo conto che non sarà facile per qualche alto rappresentante delle istituzioni locali passare da una guida turistica che ascrive la paternità del ponte ad altro nominativo che nulla ha a che vedere con il ponte in questione, alla denominazione nel senso sopradetto. Ma qui si parrà la …. “nobilitate” delle classe dirigente locale!
 
 
#3 Brigante Peuceta 2010-06-10 18:00
La vera grandezza di un uomo si misura con la sua umiltà. Ognuno di noi sa di poter sbagliare. L'importante è saper accettare di buon grado i propri errori, porre rimedio, impedirne altri. Io credo che le autorità preposte ben presto rimedieranno a quanto la storiografia massonica ha imposto nei cervelli di tutti quanti e si avvii una serie di "aggiustamenti" sulla scia di quanto sta venendo alla luce un po' alla volta dopo 150 anni di offuscamento della verità. Un plauso a coloro che credono ancora che il Sud sia fatto di buona gente (da notare: non ho scritto "fessa") con grande ingegno e grande volontà, come ai vecchi tempi. E tutto il condimento fatto di mafie, camorre, intrallazzi, ruberie, tradimenti sia solo il prodotto di un malgoverno imposto dal risorgimento per poter meglio controllare la popolazione "annessa" all'Italia.
 
 
#2 Borbonico 2010-06-10 17:57
Grazie ai Borbone che il Sud ha prosperato!
Viva il Regno delle Due Sicilie
 
 
#1 antonio dellomo / Sud in movimento 2010-06-10 15:49
E' una fortuna che ci siano ancora uomini che amano la propria terra e che siano animati da pregevoli curiosità storiche. La sfortuna è che ci siano istituzioni locali (e non solo), ovvero uomini che amano solo se stessi. Almeno così credono. In verità sono mossi da eccesso di prudenza, da conformismo e, in definitiva, da paura. Da 150 anni il Sud è governato dalla paura. Onore al coraggio e al sacrificio dei meridionali che caddero in difesa della nostra indipendenza e del Regno delle Due Sicilie. Onore a chi li onora. Grazie a Carlo De Luca. Grazie a Polignanoweb, onesto e libero.
 

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