Ospitiamo la lettera inviata in redazione dal dott. Carlo De Luca nella speranza che le istituzioni locali possano accogliere l'appello, ormai disperato e finora inascoltato, e correggere finalmente quelle che, a ragione, De Luca definisce 'gravi omissioni' e 'grossolane mistificazioni storiche' riportate sulla famosa e contestatissima guida turistica 2010. Parole, quelle contenute nella lettera di De Luca, che dovrebbero quantomeno aprire una riflessione e imbarazzare gli uomini delle istituzioni trincerati nel silenzio e all'ombra di questa vicenda.
In basso, riportiamo anche il link alle notizie delle straordinarie ricerche storiche di De Luca, a questo punto totalmente ignorate dalle istituzioni, nonostante il libro, ricorda Gialluisi in un commento, sia stato donato al sindaco e alle biblioteche locali.
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Spett.le Direzione di PolignanoWEB,
Il post di Cittadinanza attiva del 2 giugno, ore 18,38, letto solo oggi, a corredo dell’intervista all’assessore al turismo del nostro amato paese, mi impone di ritornare sull’argomento della Guida turistica 2010 e sugli errori/omissioni che ivi sono contenuti.
Tralascio, per brevità, alcune gravi omissioni e mi soffermo su quanto già da me segnalato in un commento su questo giornale sin dal febbraio scorso e soprattutto mi riferisco a quanto opportunamente e scrupolosamente dallo stesso PolignanoWEB riportato in un articolo pubblicato in data 10 aprile u.s. dal titolo “Guida turistica: il ponte è borbonico” su input del sempre attento e perspicace (doti non sempre apprezzate in ….patria) Giuseppe Gialluisi. Entrambi gli interventi sono rimasti senza alcun seguito, anzi al contenuto delle stesse due segnalazioni (oltre che a quanto riportato nel libro) non pare, ad oggi, sia stata prestata una benché minima attenzione, considerato che la Guida turistica viene rimessa in circolazione, pure in inglese come se fosse un merito maggiore far conoscere in altra lingua anche le grossolane mistificazioni storiche che si compiono in sede locale!, senza un’opportuna e indispensabile correzione, rettifica o semplicissima errata corrige in merito a genesi e a paternità del ponte.
Mi chiedo e chiedo alle pubbliche istituzioni locali: è tanto difficile fare anche così poco a Polignano? Almeno per dare un qualche senso alla verità storica finora calpestata nelle precedenti edizioni della guida ma oggi non più tollerabile in virtù di quanto emerso dalle ricerche d’archivio effettuate su carte d’epoca in parte pubblicate e comunque tutte a disposizione di chi volesse prendersi il disturbo di accrescere il suo bagaglio culturale.
Se chi di dovere non riesce neppure a fare un piccolo sforzo di buona volontà nel senso sopradetto intorno al proprio passato, come possono i locali cittadini attivi sperare di ottenere alcunché di positivo su argomenti ancora più importanti e delicati che coinvolgono il presente e il futuro del paese?
Occorre forse citare nominativamente in giudizio il responsabile di vertice pro-tempore della cosa pubblica per avere giustizia…. storica? Spero che non si arrivi a tanto, a meno che non si insista nell’errore. Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, ma senza voler coinvolgere il diavolo o fare altre considerazioni, in questa circostanza il perseverare appare soprattutto cecità e grossolanità amministrativa.
Un’ultima veloce annotazione. A che servono i giornali o i cittadini attivi se nessuno li prende in considerazione qualche volta o almeno quando la documentazione è copiosa e incontrovertibile, come nel caso della datazione e della paternità del grande ponte a cinque arcate sotto l’abitato di Polignano?
Grato per l’attenzione
Cordialmente
Carlo De Luca
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IL COMMENTO IN OGGETTO
scritto da Cittadinanza Attiva, 02 giugno 2010 alle ore 18:38:15
L'Ass.re, dice che la persona (da nominare) darà un apporto logistico ed organizzativo. Per quanto ne sappiamo il Sig. Simone di cui si (s)parla ha studi e formazione musicale nonché capacità artistiche. Quindi, che c'entra la logistica? Nell'intervista, inoltre, si (s)parla di opuscoli promozionali, denigrando quelli del passato e vantandosi per quelli appena realizzati (ventimila, distribuiti anche alla BIT di Milano)! Nonostante l'evidente (segnalato) errore di paternità del "Ponte" a Murat! E' Borbonico! Lo documenta il bel libro di Carlo De Luca, donato al sindaco ed alle biblioteche locali!
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VEDI 'IL PONTE SUL BURRONE' DI CARLO DE LUCA
VEDI ANCHE GUIDA TURISTICA: 'IL PONTE E' BORBONICO!'
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Commenti
E' ormai ben chiaro che il Sud tutto da quel governo ottenne vantaggio in ogni campo collocandosi molto degnamente e in ottima posizione nel contesto degli Stati dell'epoca.
E mi permetto di esprimerle tutto intero il mio parere: sul ponte stesso a dimostrazione dell'orgoglio identitario di quella che fu una Nazione indipendente e autonoma apporrei una targa ben visibile, magari pure con le insegne dell'antico Regno!
Giovanni Salemi - Capua
Grazie a Face Book, oltre che a POLIGNANOWEB, le vicende polignanesi si diffondono, si conoscono, si allargano, anche al di fuori del ristretto e a volte gretto e apatico cerchio locale.
Ma potranno bastare questi interventi per superare le "strettoie mentali", le paure di avere coraggio, la scarsa volontà a rimediare? Soprattutto per sperabilmente denominare come si conviene e in vista dei festeggiamenti del centocinquantenario dell’Unità, i due ponti: il Romano, quello antico ad unica arcata, il Borbonico quello grandioso a cinque arcate.
Conoscendo quanta pusillanimità, quanto conformismo, quanta vieta retorica, c'è in giro, è una battaglia disperata e forse persa in partenza. Vorrei tanto sbagliarmi .....
Per la verità qualcosa si muove, visto il successo che sta avendo il libro di Pino Aprile “TERRONI”, a cui chiederò quando sarà a Polignano per la presentazione del suo libro, in occasione della Settimana del libro, di essere il primo firmatario della petizione popolare per la denominazione dei due ponti nel senso sopradetto. Mi rendo conto che non sarà facile per qualche alto rappresentante delle istituzioni locali passare da una guida turistica che ascrive la paternità del ponte ad altro nominativo che nulla ha a che vedere con il ponte in questione, alla denominazione nel senso sopradetto. Ma qui si parrà la …. “nobilitate” delle classe dirigente locale!
Viva il Regno delle Due Sicilie