Giovedì 21 Marzo 2019
   
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MA FACEBOOK NON È IL VITELLO D’ORO CHE CERCATE

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Ospitiamo la riflessione di Manuela Martignano a margine del dibattito "Crisi della relazione interpersonale ai tempi di Facebook", che si è tenuto la settimana scorsa nell'aula consiliare del comune di Polignano.

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Non sarò breve, non sono riuscita a stare in silenzio dopo aver letto l’articolo sul dibattito, forse perché in internet, e su Facebook ci vivo e ci lavoro. Gli studi mi sono serviti ad entrare in questo modo attraverso la porta della conoscenza e non suppongo, ma parlo di qualcosa che conosco, di cui ho non solo esperienza, ma tante esperienze, quelle delle altre centinaia di persone con cui mi relaziono e che sono solo un campione di questa società 2.0 che tanto fa discutere.

Non vorrei entrare nella sfera troppo personale della fede, che io non ho, ma che non mi disturba negli altri di cui rispetto scelte e volontà. Don Gaetano lo incrocio spesso quando sono a Polignano, sempre circondato da tanta gente, pur non conoscendolo sono certa che sia una persona che sa far stare bene gli altri, si sente da come la gente ne parla, che gli vogliono bene. Mi ha molto stupito la sua analisi sul social network più famoso del mondo,  forse perché mi aspettavo qualcosa di meno arcaico dalla bocca di una persona così giovane, e giovanile, come lui. Prima di dire cosa mi ha turbato voglio precisare che le mie reazioni riguardano quanto posso leggere sul giornale, non essendo in paese e non avendo partecipato al dibattito. Questo significa che potrei sbagliarmi, o aver inteso male, o può essere che le cose dette e a cui mi riferisco siano state estrapolate da un ragionamento più ampio e che il valore ne risulti quindi alterato. I miei dubbi li trovate tutti in quanto segue.

Cosa significa che Facebook ci fa perdere il senso del pudore? Cosa c’entrano mai castità di Dio, mistero e riscoperta? Faccio fatica a comprendere, mi piacerebbe che questi aspetti fossero meglio spiegati. Facebook ha delle dinamiche molto simili a quelle della vita reale, nella vita hai molti amici ma quelli veri si contano sulle dita di una mano, nella vita hai degli strumenti, li usi bene o li usi male dipende da te. Ma internet ha rappresentato un’amplificazione delle possibilità e degli strumenti, e i rapporti e le conoscenze che si sviluppano in rete possono essere pericolosi come piacevoli, sinceri e costruttivi. E questo Don Gaetano con i suoi tremila e passa contatti sulla sua pagina Facebook dovrebbe saperlo. Mi rendo conto che magari la sua pagina non la usa molto perché sarà impegnato con il suo gregge, sul campo, fra le strade, in contatto fra la gente, altrimenti il nostro saprebbe che grazie a Facebook si possono sensibilizzare migliaia di persone su delle problematiche sociali e che sempre più spesso a raccogliere soldi, lanciare un allarme per situazioni critiche sono utenti di quei social network che lui giudica severamente. Vede Don Gateano, Lei ha uno strumento preziosissimo fra le mani e non ne ha visto che una metà.

Mi sarei aspettata  un atteggiamento più aperto, invece come una ruota che gira e si ripete gli atteggiamenti ostili nei confronti delle nuove tecnologie non cessano, e non cessano di partire dal pulpito di chi le nuove tecnologie non le conosce e non le ha studiate sotto il profilo sociologico. Del resto non so se dovrei ricordare la storia di Galilei, per capire come vanno certe cose. Da una persona che si occupa di una comunità, di un gregge, mi aspetterei segnali di fiducia, le pecorelle non sono così smarrite, ed è dando loro un’ottima educazione e una buona formazione che gli consentiamo di lasciarli scorrazzare liberi nella savana dei social network senza paura che i sentimenti si inaridiscano, che si perdano gli affetti e che si anneghi nel narcisismo.

Allora io vorrei concludere, basta attaccare le tecnologie, non piace forse a tutti andare in macchina? Viaggiare comodi in aereo? Vogliamo tornare alla carretta con i buoi? O a curarci con i salassi? Io sono felicissima di vivere nel tempo delle chat e non in quello delle epistole, eppure di lettere a mano ne ho scritte molte visto che appartengo alla generazione di mezzo. Inutile cercare finti demoni, Don Gaetano incentivi le mamme a non usare i loro programmi preferiti in tv come balie per i loro bambini, convinca  i ragazzi a gettarle queste tv e a sostituirle con un computer e vedrà quante belle soddisfazioni gli daranno questi “istant” giovani!

Tralascio per questioni di spazio lo stravolgimento della tesi più famosa di Mc Luhan, “il medium è il messaggio”, e per amor di patria lascerò perdere il passaggio sul fatto che sia eretico l’uomo che si crea una finta personalità, ma ci tengo a rimarcare quanto il fatto di poter assegnare il valore di peccato a dei meccanismi che inconsciamente mettiamo in atto e che sono riscontrabilissimi anche nella vita reale mi sia sembrato un tantino esagerato. In più molte volte crearsi una doppia personalità rientra fra le patologie di cui soffrono in molti, e da molto tempo prima che Facebook fosse inventato.

Questo è quanto vi dovevo, e quanto non riuscivo veramente a tenermi dentro. Internet - per chiuderla con Mc Luhan - è un medium nato a scopi di ricerca, e visto che il medium è il messaggio io sono abbastanza sicura che continuerà a rivoluzionare le nostre vite in senso positivo, insieme a tutto quello che gli gravita intorno.

Manuela Martignano

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VEDI ANCHE IL DIBATTITO, IL VIDEO E GLI INTERVENTI DEL PUBBLICO

Commenti  

 
#9 Nathan_Never 2010-06-13 19:32
"Si vis pacem, para bellum", che ovviamente che non debba mai andare in conflitto con il più popolare "siamo tutti diversamente sessuali col sedere altrui" (ovviamente ho reso politicamente corretto il proverbio per la anime candide e pie). Ciò non toglie che il tuo intervento, come faceva notare "senza parole" (sarà un fan di Vasco Rossi?), è fallace nel suo ragionamento in funzione del fatto che tu stessa ammetti che potresti esserti sbagliata perché attingi ad una fonte e non all'evento diretto. Oh, per carità, non mi meraviglio che i "giornalisti" si affidino ai sentito dire (o ai "trascritto dire"), lo fanno a livello nazionale, figuriamoci a Polignano poi... basta vedere il tenore degli interventi in calce ad ogni notizia... ma tutto ciò rende quantomeno vana la tua critica. O forse mi sbaglio io? ;-)
 
 
#8 manuela martignano 2010-06-12 20:14
Nathan come vedi parlo per esperienza!!! Il fatto che poi nelle mie mani la tecnologia debba diventare necessariamente tecnocrazia non l'ho capito, ma fare la parte della monella non mi scoccia troppo. :-)
Riguardo alla guerra penso che nel mondo ideale di tutti non ce ne sia traccia, o almeno me lo auguro. Dieci anni dopo, perchè sai da 18 a 28 c'è qualche anno di vita nel mezzo che completa i pensieri e cambia anche le idee, mi accontenterei che si spendano gli stessi soldi che si spendono per la guerra per la pace, e anzi farei volentieri la guerra alla miseria, alla corruzione, alla mafia...ne farei di guerre. ;-)
 
 
#7 Nathan_Never 2010-06-12 16:15
Manuela: mi sa che ti è sfuggito il senso del mio primo commento, legato alle origini "militari" di internet, motivo per cui tu, in base alle tue convinzioni politico-sociali, avresti cassato il medium senza possibilità di replica. Inoltre noto con piacere la tua svolta tecnologica (o tecnocratica?), visto che una decina di anni fa ricordo chiaramente la tua avversione verso questo mezzo.

Nicola: senza offesa, ma chiudere il recinto quando sono scappati i buoi è un pò inutile, no? ;-)
 
 
#6 nicolateofilo 2010-06-12 01:36
Faccio subito il mea culpa, chiedendo scusa a tutti quanti, compresa Manuela. Avrei dovuto inserire la dicitura 'Riceviamo e Pubblichiamo' per evitare equivoci. Lo faccio subito.

un caro saluto,
nicola
 
 
#5 manuela martignano 2010-06-11 20:13
Amo le critiche, ma vorrei solo ricordare a "Senza parole" che il mio non è un articolo ma una riflessione inviata al giornale con preghiera di pubblicazione. Mi rendo conto che avendo scritto per Polignanoweb, forse le cose possono risultare confuse, ma la mia firma manca da quando me ne sono andata "in ritiro"...questione di dieci mesi, mi sembrava un tempo abbastanza lungo per poter partecipare da lettrice.
A Nathan Never consiglio di ripassare i passaggi in cui elogio Don Gaetano pur non conoscendolo, mentre come Never sa bene (visto che conosce almeno una Manuela Martignano) se intendo cassare qualcuno tutto sarei capace di scrivere, salvo che dei complimenti! ;-)
 
 
#4 Senza parole 2010-06-11 16:10
"Prima di dire cosa mi ha turbato voglio precisare che le mie reazioni riguardano quanto posso leggere sul giornale, non essendo in paese e non avendo partecipato al dibattito. Questo significa che potrei sbagliarmi, o aver inteso male, o può essere che le cose dette e a cui mi riferisco siano state estrapolate da un ragionamento più ampio e che il valore ne risulti quindi alterato."

Per fortuna ne sei consapevole!!!!!!
Cara Martignano,ma perchè non ti limiti a scrivere solo se hai visto e sentito di persona alcune cose???
Chi scrive un articolo del genere,dovrebbe informarsi,partecipare personarlmente a convegni ed incontri,e non basarsi sulla lettura di altri aricoli,che riassumono,in modo sbagliato a volte,ciò che si è detto realmente!
Ciò che sopra ho riportato è l'unica parte del tuo articolo che ho ritenuto sensato!!
 
 
#3 Nathan_Never 2010-06-11 13:46
Aggiungo inoltre che dal buon ritiro in cui si trova Manuela è evidente che conosce poco (e poco vuole conoscere) le persone su cui trancia sommari giudizi. Ti inviterei ad usare meno il "medium" e più la "personam" :D
 
 
#2 Nathan_Never 2010-06-11 13:44
Ad essere precisi "Internet è un medium nato a scopi di ricerca militare" (meglio nota come Arpanet). Nel mondo ideale della Manuela Martigliano che conosco sarebbe stato cassato senza diritto di replica ;-)
 
 
#1 estia* 2010-06-10 17:38
Mi è piaciuto leggere questo commento, il bisogno di scriverlo, quello che in me è venuto meno (per altri motivi pragmatici). Non ho seguito l'incontro ma stando al resoconto dell'articolo, non ha aggiunto null'altro rispetto a un'analisi ordinaria e teoricamente preconcetta. Conosco quel di cui Manuela parla, probabilmente per gli stessi motivi, pur essendo poco "social" ma comunque intrufolata nelle maglie della Rete. Comunque consapevolmente nè apocalittica nè integrata. Un tempo quel che è stato in Vietnam con la tv avviene oggi in Iran con twitter. Questo è il dato; che poi ci siano masse di internauti (anche adulti) che si muovono solo a colpi di click e di quantità è un aspetto, non certo la tesi esaustiva. Il bisogno di condivisione in tutti i sensi è il tratto distintivo del postmoderno che viviamo. Non possiamo stigmatizzarlo, non sarebbe conveniente per nessuno.
 

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