Venerdì 22 Marzo 2019
   
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OGGI RADUNO DI COUCHSURFING A POLIGNANO

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IL COUCHSURFING APPRODA A POLIGNANO

La nuova frontiera del viaggiare 'low cost' e aggregatore di gruppi legati da interessi comuni: un mercato appetibile per la pubblicità

 

Oggi, 21 maggio, dalle ore 21:30 alle 2.00 della notte, a Polignano si terrà un raduno davvero speciale di Couchsurfing a Calaporto.

COS’E’ IL COUCHSURFING - Il  Couchsurfing, apprendiamo da wikipedia, è un progetto che nasce nel 2003, ad opera di Casey Fenton, un giovane programmatore di 25 anni del New Hampshire (USA) che grazie alla passione per i viaggi, con il passare del tempo, è riuscito a instaurare molte relazioni in giro per il mondo, riscoprendo l’esistenza di una grande disponibilità e ospitalità tra persone di ogni cultura e luogo.

Proprio in virtù di questo, Casey decide - leggiamo ancora da wikipedia - di creare un programma che possa mettere in comunicazione le diverse persone aperte alla comunicazione e alle nuove conoscenze. La prima versione del programma, CS beta, non suscita un grande successo principalmente a causa di piccoli inconvenienti di tipo tecnico. Nel 2004 per ovviare a questi disagi viene lanciata una nuova versione, CS 1.0, che introduce delle ulteriori funzioni rispetto alla precedente come: messaggeria, ricerca “divano”, profilo utenti, in cui si possono trovare brevi note su ogni individuo iscritto, che facilitano l’interazione tra i membri. Occorrerà attendere però il 2006 per assistere ad un rapido e considerevole aumento della comunità, che ha recentemente festeggiato il raggiungimento del milione di utenti.

CREARE GRUPPI DI INTERESSE - Couchsurfing, letteralmente "saltare da un divano all'altro", è stato definito un po’ superficialmente da alcuni come l'ultima frontiera del viaggiare "low cost", ma si couch-surfingpropone un obiettivo decisamente più ambizioso, socialmente e culturalmente utile. Si tratta infatti di un programma che permette di mettere in contatto persone con diverse esigenze da ogni parte del mondo; da una parte c’è chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa o anche solo un angolo di giardino in cui poter piantare la tenda, mentre dall’altra c’è chi parte per nuovi e solitamente sconosciuti paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. È un 'esperienza - leggiamo sempre nella nota - che sicuramente offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi ma dà anche la possibilità di conoscere gente in tutto il mondo, relazionarsi a contesti culturalmente differenti, stringere legami e amicizie; d’altra parte lo stesso slogan dei couch surfer recita così: "il mondo è più piccolo di quello che pensi!"

REGISTRARSI NEL SITO - "Entrare a fare parte di questa vivace comunità è semplice, è infatti sufficiente registrarsi nel sito per entrare a far parte del “gioco”, si inseriscono i propri dati anagrafici, si indica la città di residenza, l’eventuale disponibilità di poter ospitare un membro della comunità, anche se non è indispensabile per poter usufruire del servizio. Ogni utente ha una sua pagina personale in cui viene delineato il suo profilo; dati generici come età, titolo di studio, professione, ma anche annotazioni più personali come: interessi, passioni, coordinate degli ultimi viaggi, riflessioni in merito a quest’ultimi.

Nel momento in cui un componente della comunità ha in programma un viaggio si mette in contatto con gli utenti più vicini alla meta del suo itinerario e domanda se vi sia la possibilità di usufruire della loro ospitalità per il periodo in questione. Durata, natura e termini della sistemazione sono chiariti anticipatamente via web tra le parti. Essendo un programma nato per il libero scambio di ospitalità, non è previsto alcun corrispettivo di tipo monetario, ma non è raro che l’ ospite si presenti con qualche prodotto tipico del suo paese o un piccolo dono per il suo generoso anfitrione."

REGOLE E CONSIGLI - Sempre dai comunicati che noi abbiamo reperito nella rete in merito al couchsurfing, riportiamo ulteriori note introduttive e comportamenti del couch surfer. “Onde evitare situazioni spiacevoli è vivamente consigliata la ricerca di una sistemazione offerta da un membro che condivida passioni, idee e interessi simili o comunque non in contrasto con quelli del viaggiatore. È quindi opportuno visionare con attenzione il profilo dei soggetti in causa (ospite e padrone di casa) da entrambe le parti, per trovare quello con maggiore affinità e compatibilità rispetto alle necessità/esigenze presentate. In merito a questo è quindi fondamentale essere chiari e precisi - leggiamo ancora nella nota - sul periodo di permanenza e sugli orari di arrivo e partenza in caso vi sia la disponibilità/ richiesta di essere accompagnati nelle stazioni, aeroporti ecc. È inoltre buona norma chiarire le intenzioni durante il soggiorno, come attività culturali, quali visite di siti, musei e monumenti, o qualsiasi altro genere di interesse.”

couchsurfing“Couch Surfing - apprendiamo ancora dalle fonti - è un programma totalmente gratuito, che si sostiene tramite le libere donazioni di membri e no, e per una scelta di tipo etico-morale ha scelto di non far ricorso ad introiti da parte di aziende per delle sponsorizzazioni pubblicitarie. La società creata da Fenton e che è formalmente la proprietaria di Couch Surfing è stata registrata come struttura senza fini di lucro; anche se di recente sono state mosse pesanti, ma ancora da verificarsi, accuse al fondatore, in merito alla sottrazione di parte dei fondi societari per scopi personali.”

DUBBI E CURIOSITA' - Alcuni dubbi in effetti, riflettendo sugli obiettivi dell’iniziativa ci stanno. Intanto, perché i couch surfer consigliano “la ricerca di una sistemazione offerta da un membro che condivida passioni, idee e interessi simili o comunque non in contrasto con quelli del viaggiatore”? Si parla dunque di idee e interessi simili, condivisione di passioni. Non sarà mica l’ennesima trovata stile facebookiana il cui utilizzo poco parsimonioso e consapevole persegue come unico obiettivo quello di costituire singoli gruppi al cui interno si coltivano interessi comuni?

Facebook in fondo, che sia consapevole o non, è un grande aggregatore di gruppi differenti tra loro, all’interno dei quali gli appartenenti ‘adepti’ sono legati da comuni interessi, mentre sugli esclusi o scettici si scatena una vera e propria guerra psicologica e subliminale, dietro la quale spesso si celano messaggi meramente pubblicitari. La pubblicità nell’era della società dei consumi non ha bisogno d’altro che di aggregare gruppi (escludendo soggetti, come a voler fare una scrematura iniziale e funzionale) - intercettare quindi interessi, idee e passioni - per veicolare loro (più comodamente una volta fatta la scrematura) messaggi e prodotti di consumo, senza che gli appartenenti ne siano del tutto consapevoli. Gli esclusi, in quanto tali, ne subiranno l’inevitabile fascino; una bella trappola per topi. Non a caso di solito, bisogna registrarsi su siti e compilare dei formulari, tracciare il proprio profilo dal quale poi si potranno ricavare informazioni su usi, consumi, attività o, appunto – come riportato su Wikipedia – informazioni su “qualsiasi altro genere di interesse”.


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